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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Napoli
   
   ina il tremuoto del 1731 guastò le pitture che fnron poi risarcite, 11011 certo cori pari perfezione, da Francesco la Mura nella navata e dal Melchiorri nel coro.
   La cupola e i quattro peducci coi Dottori della Chiesa furono eseguiti uel 1572 da Paolo Scheffer, fiammingo, su disegni di Sigismondo di Giovanni, architetto, allievo del Mormando, e anche questi dipinti furono restaurati dopo il suddetto tremuoto e il San Gerolamo fu rifatto per intiero da Ferdinando De Caro. Le due statue dei Ss. Pietro e Paolo, ai lati della porta maggiore nell'interno, sono di Michelangelo Naccarini. 11 pavimento, tutto in marmo divarii colori, è sparso di molte lapidi sepolcrali con molte imprese gentilizie iu alto rilievo.
   La prima delle sette cappelle, a destra, ha una Natività della Madonna assai guasta e la 'terza un'Assunta, ambedue di Marco da Siena, anche essa assai guasta. Nella seconda la Madonna delle Grazie fra il Battista e San Marco, scolpita dal Naccarini. L'Annunziata nella quinta cappella è del Crisaiolo e i freschi delle pareti laterali del Corenzio. La sesta cappella della famiglia Cimiti!® fu restaurata non ha gran tempo e [ Adorazione dei Magi all'altare è di Marco da Siena.
   Oltre questa cappella un passaggio conduce alla sagrestia, ove ammirasi la tomba di Andrea Bonifacio che morì in tenera età. Il fanciullo giace nell'urna funerea circondato da altri fanciulli piangenti, due dei quali sorreggono il coperchio dell'urna. In fronte è la statua di Sant'Andrea. Questa graziosa composizione è attribuita dal de Dominici a Giovanni da Nola e da altri a Fedro della Piatta. Dirimpetto, la tomba di C. Battista Girerà, di Giovanni da Nola, con belle statue e rabeschi Ambedue le tombe recano iscrizioni del Sannazzaro.
   Nella crociera, a destra, Crocifissione con molte figure, di Marco da Siena e nel muro del grande pilastro che fa angolo con quest'altare bellissimo Deposto di Croce, di Andrea da Salerno. I varii monumenti sepolcrali sotto la cupola appartengono a personaggi della famiglia Morniile, duca di Cainpochiaro, che contribuì largamente all'edificazione della chiesa.
   Alla sinistra, cappella rinomata dei Sanseve-rino, in cui stanno seduti su tre sepolcri maestosi e in atto di fervida preghiera Giacomo, Sigismondo ed Ascanio Sanseverino, sventuratissiini fratelli avvelenati in un sol giorno del 1510 dall'iniquo loro zio Ascanio che ne volle carpir l'eredità. I tre fratelli siedono tutti vestiti da guerrieri sui loro rispettivi sepolcri con sopra la Madonna, Dio Padre e Cristo e allato molte figure di Profeti, di Santi e di Sante. L'espressione di dolore che esprime la morte violenta dei tre miseri fratelli e la bellezza di tutte le altre figure porgono testimonianza del grande valore di Giovanni da Nula. Vicino ad essi una tomba mo-
   desta con iscrizione latina contiene le ceneri della infelicissima madre, Ippolita dei Monti, moria di cordoglio.
   Vicino è l'aitar maggiore su disegno del Fan-saga, in marini preziosi, con balaustrata ornata da due putti. Dietro l'altare è il coro spazioso di noce ricchissimo di begli intagli a ligure e ad ornati incisi in quindici anni di lavoro dagli abilissimi P>aiiolomeo Chiarini e Benvenuto Tortelli. L'organo sopra il coro è fattura di Sebastiano Solcito e di G. Domenico di Martino, celebri fabbricanti. Dall'altro lato dell'aitar maggiore vedesi la cappella dei Gesualdi in cui Domenico. d'Auria mostrassi degno allievo di Giovanni da Nola nel gruppo pregevole della Pietà, abbozzato appena ed ultimo lavoro del maestro. Di Annibale Caccavelle è la statua in piedi sulla tomba di Gerolamo Gesualdo. Dalla parte sinistra della crociera sorge,in luogo dell'altare, un grande mausoleo di Vincenzo Carrara, priore d'Ungheria, con statua tonda in ginocchio, di Michelangelo Naccarini.
   Rientrando nella navata, sull'altare della prima cappella a destra si vede un quadro dlwm!'/lM8 con altre figure, per colorito e per disegno uno dei migliori di Giuseppe Marnili(1033). [freschi nella vòlta son del Corenzio e il quadro sul muro laterale con la Vergine e i Ss. Severino e Sosio, del Bramerio di Piacenza : si può qualificare una copia in dimensioni più ampie e con pochi mutamenti della Madonna di San Sisto, dell'Urbinate. NeLvano seguente, con la porta minore della chiesa, tre dipinti stupendi. Nel muro a destra una gran tavola con la Madonna fra gli Angeli, Santa Caterina e Santa Scolastica in adorazione ; sotto, ì due San Severini (il vescovo e il frate), San òWoe'altro Santo benedettino e iu mezzo le Anime purganti, capolavoro di Gerolamo Imparato. Dirimpetto, altra tavola con gli Arcangeli, il miglior dipinto di G. A. D'Amato il vecchio e sopra la porta, in mezzo, il Battesimo di Cristo, attribuito cou poco fondamento al Perugino.
   La cappella seguente è tutta coperta di voli ¦a\\'Immacolata, raffigurata nel quadro all'altare da Antonio Stabile di Potenza (1582). Passala la cappella clic tien dietro a questa ammirasi, nella successiva, la Sepoltura ili Cristo con la madre e i discepoli, opera egregia di Bernardo Lama di Napoli (1508-7!)), che vi ritrasse se stesso in barba bianca, e il genero Pompeo Landolfo, pittore anch'esso di molta vaglia. Nell'ultima cappella Natività di Gesù, malconcia dall'umidore, di Marco da Siena.
   Prima di por piede nella sagrestia son da vedere ai due lati due grandi tavole del suddetto Imparato e quiudi la cappella ile' Medici tutta stuccata iu oro, cou dipinti nella vùlla del Corenzio, e all'altare la Madonna adorata dai Santi. Benedetto, Mauro c Placido, bellissimo quadro