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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   iòi l'arie Quarta — Italia Meridionale
   la Terra ed un Fiume simboleggianti la Campania Felice e il Sebeto. ÀI sommo del triangolo del 1 impano sorgeva la statua di Partenope e negli angoli erano le statue di Cantore e Polluce. L'epigrafe greca diceva : « Tiberio Giulio Tarso dedicò ai Dioscuri ed alla città di Parte-nope il tempio e le cose che sono nel tempio : Pelagone liberto e procuratore di Augusto, compitolo a proprie spese, lo consacrò ».
   Sopraggiunto il Cristianesimo, il tempio pagano rimase abbandonato sino alla fine del secolo Vili quando fu eretta sui suoi ruderi una chiesa di San Paolo in memoria di due vittorie dei Napoletani sui Vandali. L'antico pronao fu atterrato dal tremuoto del 1446 e non rimasero ritte che due delle suddette colonne con un pezzo dell'architrave, ora nella facciata della chiesa. La quale fu innalzata nel 1590 dai Teatini su disegno del padre Francesco Grimaldi, teatino e valente architetto. La chiesa è a tre navate sopra antiche sostruzioni con ampia scalinata che mette all'antico pronao con le due colonne suddette e i torsi con clamide dei Dioscuri in due nicchie.
   La chiesa è tutta ornata di bei dipinti a fresco e a olio. I freschi sulla porta maggiore e tutti ì dipinti a olio della navata di mezzo dal cornicione in giù sono di Santolo Cirillo.
   I bei freschi nella vòlta della suddetta navata rappresentanti la Vittoria dei Napolitani sui. Vandali ; San Gaetano, Sani''Andrea Avellino e Paolo IV con vescovi e cardinali ; Arrivo di Sun Pietro nel tempio dei Dioscuri eh'ci fa rovesciare e sua predica ai Napolitani, ed ai lati i fatti principali della Vita dei Ss. ì'ictro e Paolo, son tutti lavori, in varii scompartimenti, di Massimo Stanzione. Gli otto quadri tra le finestre furono dipinti da Andrea di Leone, su macchiette del Vaccaio. Nella vòlta della crociera, tre grandi composizioni, rappresentanti la Separazione e il martirio dei due principi degli Apostoli ed ai lati altri l'atti delle loro vite, lavoro pregiato del Corenzio, il quale dipinse anche i freschi della tribuna con la Triade, gli Apostoli e ì Ss. Protettori di Napoli.
   La chiesa ha dodici cappelle e 1 ipogeo di San Gaetano, fondatore dei chierici regolari con statuetta del Santo di Andrea Falcone e nella cappella quattro bassorilievi del Vaecaro.
   Nella seconda cappella, a destra, è h\ Natività, di Marco da Siena ; nella terza, San Gaetano, di Massimo Stanzione ; nella quarta, tondo con la Vergine, di Errico Fiammingo. I quadri laterali dello stesso Stanzione e le quattro statue delle Virtù sono di Andrea Falcone.
   La sagrestia è tutta ornata di freschi del Solimene e la Conversione di San Paolo con la Goduta di Simon Mago annoveransi fra le migliori sue opere. Nella stanza precedente alla sagrestia Deposto di Croce, del suddetto Marco da Siena
   ed una copia della famosa Madonna del Pesce, di Raffaello, di cui l'originale è a Madrid.
   L'aitar maggiore con pietre preziose fu costruito su disegno dì Ferdinando Fuga, e il tabernacolo su quello del chierico regolare P. Antonio Can-giani. I due angeli che reggono le lampade son di Angelo Viva, allievo del Sammartino.
   Nella cappella seguente della famiglia Firrao sonvi tre statue di Giulio Margagli, carrarese. Nella quinta cappella di San Pietro e Paolo, a sinistra, reliquie numerose in armadi vetrati. Nella quarta cappella, a sinistra, monumento del cardinale Nicolò Capece-Zurlo (morto ne) 1801) del suddetto Angelo Viva. Nella terza cappella, a sinistra, antica tavola fiorentina su fondo d'oro con la Madonna, Dio Padre, e i Due prìncipi degli Apostoli. Nella seconda cappella a sinistra, monumento del ministro Donato Torninosi, morto nel 1831, e nella cappella dell'Angelo quello del matematico Nicolò Pergola.
   La chiesa di San Paolo Maggiore fu restaurata nel 1835-36 dall'architetto Stefano De Gasse e le pitture furono ripulite da Giuseppe Camma-rano. Dietro la chiesa la Casa dei Chierici regolari occupa quasi per intero la pianta dell'antico teatro romano di cui veggonsi ancora alcuni pochi avanzi ed in cui Nerone cantò più volte con gli istrioni, di che si ebbe coniata una medaglia che lo rappresenta in atto di suonar la lira.
   Ss. Severino e Sosio. — Anch'essa una delle più antiche chiese di Napoli, in piazza Marcel-ima, dirimpetto all'altra chiesa di San Marcellino, costruita nel 1G26, con dipinti nella vòlta dello Stanzione e nella cupola del Corenzio. La chiesa di San Severino fu eretta nel 760 come Oratorio di San Sosio, rifabbricata nell'847, arricchita nel 910 con le ossa di San Severino, apostolo dei paesi danubiani, fornita di campanile nel 1337, intieramente ricostruita nel 1490 dal Mormando che si ebbe per essa il posto di primo architetto di Ferdinando il Cattolico a Madrid; nel 1609 finalmente fu di bel nuovo ricostruita e decorata. La chiesa ha una sola navata con tetto a vòlta e brevissima crociera di architettura d'ordine composito ed è tutta dipinta da valenti artisti napoletani e stranieri ed ornata di stupende scolture, intagli in legno e dorature.
   I freschi della vòlta della navata, del pari che quelli della crociera e di tutto il coro, furono dipinti, pel prezzo di 3260 ducati, da Belisario Corenzio, il quale, nel 1643 e in età di 85 anni, cadde dall'alto palco su cui stava dipingendo e, per questa caduta, morto, fu seppellito presso la porta clic inette alla sagrestia. Il Corenzio, in queste sue opere più perfette, condusse in tre ordini un gran numero di ligure che troppo lungo sarebbe descrivere e dipinse anche, comi abbinili detto, la vòlta della navata ed il coro ;