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l'arie Quarta — Italia Meridionale
lina delle più squisite scolture in rilievo del suddetto Giovanni da Nola con nel mezzo Gesù che riceve il battesimo fra angeli in adorazione e. lo Spirito Santo in allo; ai lati, in due nicchie: i Santi Francesco di Assisi e di Padova. Una terza cappella contiene, sull'altare, un dipinto quasi perduto e tutto annerito con un'antica immagine del Ballista, monumento pregevole dell'arte bizantina che veneravasi in questa chiesa sin dai primi antichi tempi della sua fondazione e che fuvvi trasportato ila Costantinopoli nella persecuzione degli Iconoclasti.
San Giovanni dei Fiorentini. — Presso il teatro dei Fiorentini, chiesa fondata da Isabèlla di Aragona, moglie di Ferrante 1, e concessa nel 1418 ai Domenicani, fu da costoro ceduta, nel 1557, ai Fiorentini dimoranti in Napoli, i quali vi trasferirono la loro parrocchia che stava presso la porta del Caputo. Dopo varii restauri, l'ultimo e generale Cu compiuto nel 1845 dall'architetto Gaetano l'azzini, il quale rifece il piccolo portico e la facciata.
11 dipinto all'aitar maggiore del Battesimo di Gesù è di Marco da Siena, del quale son anche il Riposo in Egitto, VAnnunziata, la Chiamata all'apostolato di San Matteo e la Pietà. La Natività, il Calvario e il San Carlo Borromeo limino dipinti da Giovanni Balducci, il quale condusse ancora i tre freschi nella vòlta con In Nascita, la predicazione e il martirio del Battista. Il Martirio di San Bartolomeo e dovuto al pennello di Micco Spaiare e le statue degli Apostoli nelle nicchie furono scolpite da Michelangelo Naccarini.
In San Giovanni dei Fiorentini giacciono le ossa del marchese Bernardo Tanucci da Pisa, primo segretario di Stato di Carlo 111, morto nel 1783.
illoiitoliveto o Sani'Anna dei Lombardi.
Nella piazza omonima, fu fondata nel 1411, con annesso un amplissimo monastero pei monaci Olivetani da Gucrrello Origlia, gran protonotario del regno, sotto re Ladislao. La chiesa (dichiarata ora monumento nazionale) è un edilizio del principio del Rinascimento in tufo, architettato da Andrea Ciccione con ordine corinzio a vòlta piatta con una sola navata senza crociera, con ai fianchi dieci cappelle corinzie e preceduto da un portico con arco a sesto depresso di lunga corda. In esso vedesi a destra il monumento del celebre Domenico Fontana, architetto favorito di Sisto V (morto nel 1G07), e a sinistra quello del capitano Trivulzio, morto nel 1757 e grandemente onorato sotto Filippo V.
La porta d'ingresso della chiesa — che potreb-besi definire un vero museo di scoltura — ini due battenti in legno che simula il bronzo, ricchi di ornati. A destra dell'ingresso, altare della famiglia Liguoro, patrona, con scolture di Giovanni da Nola, rappresentanti la Vergine col L'ulto in una nicchia; accanto un Fanciullo in
alteggiamenlo supplichevole ed ai lati, fra i colonnini che reggono la cornice, Sant'Andrea apostolo e San Gerolamo in mezzo rilievo. J1 bassorilievo del palliotto rappresenta il Miracolo di San Francesco da Paola, degli uomini tratti fuori incolumi dagli scoscendimenti di una rupe. A sinistra dell'ingresso, altare della famiglia Bel Pezzo con iscolture di Gerolamo Santacroce (1524) rappresentanti la Madonna, con a destra Stai PieM e a sinistra il Battista e, nel palliotto in rilievo, San Pietro che cammina sopra le aeque. Rassomiglianti nella disposizione e nell'ornato, questi due monumenti scultorii attestano l'influenza di Andrea Sansovino e voglionsi annoverare fra i !'iù ricchi altari del Rinascimento in Napoli. Sopra di essi e sopra la porta, grand'organo fabbricato nel 1497 dal celebre Cesare Cataria.)? zi da Subiacó.
Nelle pareti della prima cappella, a destra, grande sepolcro di Marino Correale, conte di Terranova, sorrentino, con epigramma fatto scolpire da Alfonso I, e sopra l'altare tavola stupenda scolpita in mezzo rilievo nel 1489 dal fiorentino Benedetto da Magliano, rappresentante \'Annunziala con ai fianchi i due San Giovanni, il Battista e l'Evangelista, e sopra i busti di due Santi martiri. Nella parte sottostante vi sono sette rilievi dei fatti principali della Vita di Gesù.
Nella terza cappella, a destra, statua di Sant'Antonio da Padova con rilievo di Sant'Antonio che predica ai pesci nel palliotto, lavoro del suddetto Santacroce.
Dopo le altre due cappelle seguenti un passaggio conduce a quella della famiglia Orefice in cui ergonsi due maestosi sarcofaghi con colonne di giallo e di verde antico di cui son anco quelle dell'altare; i freschi furono dipinti da Luigi Ito-derigo. Per quest'istesso passaggio si pon piede nella grande cappella del fondatore della chiesa detta Cappella del Santo Sepolcro, in cui animi-rasi un gruppo di otto ligure di grandezza naturale in terracotta, rappresentanti il Cristo morto circondato dalla Madre che sviene per intenso dolore, dalle Marie, da San Giovanni, da Nieo-demo e da Giuseppe di Arimatea. Son tutte statue tonde e statue-ritratti : Nicodenio sul davanti a destra coi lineamenti del l'ontano; Giovanni con quelli di Alfonso li; nel lato sinistro Giuseppe di Arimatea con quelli del Sannazaro; Maria Maddalena con quelli di Lucrezia di Alagno, favorita di Alfonso, ecc. Codesto gruppo singolare e veristico, come oggi suol dirsi, fu eseguito verso il 1510 da Guido Mazzoni di Modena, detto perciò il Modellino
Nei muri laterali bassorilievo col Seppellimento di Gesù, che credesi lavoro del Santacroce e sepolcro del cardinale Pompeo Colonna, viceré di Napoli, morto nel 1532. Nelle pareti più ampio freschi di Francesco Rnviales, detto il Polidorino, sciupati dagli anni, e per ultimo, all'ingresso