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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Napoli
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   Nel 1759 la chiesetta fu ripristinata da Carlo III nel primitivo splendore, ma rimase poi di bel nuovo negletta, finche fu concessa all'Accademia degli Aspiranti Naturalisti, fondata da 0. G. Costa, la quale vi tenne le sue adunanze.
   San Giovanni de' Pappacoda. — Nel centro della città vecchia accanto alla chiesa di San Giovanni Maggiore; fu fondata nel 1415 da Antonio Pappacoda, consigliere e gran siniscalco di Ladislao, su iisegno dell'abate Antonio Ba-boccio. La facciata è priva di ornamenti architettonici, ma la porta è ricchissima di ornati in marmo (fig. 82) di quello stile a fiamma del suddetto Baboeeio, il quale ne ha lasciato un grande esempio in questa e in una porta del Duomo.
   Nella lunetta a sesto acuto sta seduta la Vernine adorata dai Battista e da San Giovanni Evangelista con iscrizione sulla base. Nella piramide che ergesi dalla lunetta, Angeli che suonano e cantano rivolti al Padre Eterno il quale siede in un cerchio con aperto il libro dei Comandamenti. Nell'angolo soprastante, Cristo col globo in mano. In cima, sopra una base formata dal Demonio sta ritto per conculcarlo l'areangelo Michele, con la spada minacciosa e su pilastri a fianchi, con sei statuette di Apostoli sotto baldacchini, gli altri due arcangeli Buffitele e Gabriele, lavoro mirabile per invenzione ed esecuzione intricatissima. Il campanile è dello stesso periodo e mostra avanzi di belle decorazioni ; nonostante la rozzezza delle figure come opere d'arte, l'effetto dell'insieme è assai buono.
   L'interno della chiesa fu intieramente ammodernato e contiene due buoni monumenti sepolcrali del secolo XVI (153(3) ad un cardinale e ad un vescovo della famiglia Pappacoda e quattro statue degli Evangelisti, probabilmente dellascuoladelMerliano. L'esterno fu dipinto vandalicamente di giallo cosi che ne fu deturpato l'aspetto antico e danneggiato quello della magnifica porta suddescritta.
   San Giovanni Maggiore. — Nella piazza omonima, ricostruita di fresco, una delle quatti! antiche parrocchie maggiori di Napoli e poi insigne collegiata, ebbe molti restauri e prese la l'orina
   odierna nel 1685 su disegno bizzarro dell'architetto Dionisio Lazzari. Il rifacimento fu così radicale che non rimase più pietra dell'antica
   Fig. 82. — Napoli: I'orta gotica della chiesa di S. Giovanni de' Pappacoda (da fotografia Iìhogi).
   costruzione. E a tre navate con tredici cappelle, nella quarta delle quali, a destra, sta l'Adorazione dei Magi, della scuola di Andrea da Salerno. Un'altra cappella ha sull'altare un bassorilievo con la Decollazione di San Giovanni, attribuito da alcuni a Giovanni da Nola e da altri ad Annibale Caccavelle. In un'altra cappella ammirasi