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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Quarta — Italia Meridionale
   Nella sagrestia è una statua rotonda della Madonna con le anime purganti di Giovanni da Nola, il quale condusse anche a gara col suo emulo Santacroce il bel bassorilievo di San Tommaso che tocca la piaga del costalo del Salvatore nella cappella dei Senescalli, mentre in quella dei Giustiniani il detto Santacroce fece un Deposto di Croce, opere ambedue lodatissime.
   Sull'altare nel braccio sinistro della crociera, la Madonna coi Ss. Andrea e Matteo, con nella lunetta San Michele che uccide il dragone sono di Andrea da Salerno e non del suddetto Crisaiolo a cui furono attribuite. E di Bernardo Lama, nella maniera del Polidoro, è la gran tavola del Croce-fìsso eon molli Santi e la Risurrezione nella Ninetta, nella seconda cappella dello stesso lato della chiesa.
   Santa Maria della Catena. — In via Santa Lucia, eretta nel 1570 dai pescatori; è memorabile pel sepidc.ro dell' ammiraglio Francesco Caracciolo, appiccato ad un'antenna della fregata Minerva come ribelle e gettato in mare per ordine di Ferdinando IV e per istigazione invidiosa dell'ammiraglio inglese Nelson, la cui memoria serba ancora questa macchia di sangue.
   c< Al terzo giorno dopo l'arrivo, narra il Gol-letta nella sua bella Storia del Reame di Napoli, Ferdinando scopri da lungi un viluppo che le onde spingevano verso il vascello, e fissando in esso, vide un cadavere, tutto il fianco fuori dell'acqua ed a viso alzato, con chiome sparse e ' stillanti andare a lui quasi minaccioso e veloce, quindi, meglio intendendo lo sguardo, conosciute le misere spoglie, il re disse : Caracciolo ! E volgendosi inorridito chiese in confuso : Ma clic vuole quel morto ? Al che, nell'universale sbalordimento e silenzio dei circostanti, il cappellano pietosamente rispose : Direi che viene a dimandare cristiana sepoltura. — Se. l'abbia! rispose il re, e andò solo e pensieroso nella sua stanza». Il cadavere fu raccolto e sepolto nella piccola chiesa di Santa Maria della Catena a Santa Lucia.
   Saula Maria del Pianta. — A mezzo il colle j di Lautrec, con una delle più belle vedute di Napoli; fu fondata nel 1650 dal sacerdote Leonardo Spano dopo la famosa peste le cui vittime furono sotterrate nella caverna sottostante degli Sportiglìoni. Abbandonata per lungo tempo, passò poi sotto la direzione della Congregazione di Santa Maria Vertecoeli che vi apri un gran cimitero.
   All'aliar maggiore è la Madonna ehe prega il suo Divin Figlio a favore dell'appestata eillà, di Andrea Yaecaro. Nelle due cappelle laterali due dipinti meravigliosi eseguili in due soli giorni da Luca Giordano, soprannominato a buon diritto Fa presto. Nell'uno si vede la Vergine e San. Gennaro sopra un mucchio di eadaveri in atto di implorar da Gesù la cessazione della peste, enei- I l'altro il Crocifisso con alcuni Santi Patroni, di ,
   Napoli. Nelle pareti, lapidi marmoree e tombe di morti nell invasione del colera.
   Santa Maria della Sanità, — A nord del Museo incomincia la salita della strada nuova di Capodimonte che attraversa la bella valle della Sanità con un alto e maestoso viadotto, detto Ponte della Sanità, e con bella veduta sulle colline verdeggianti dirimpetto e a destra del Vesuvio. Presso il viadotto a destra e al basso sorge la chiesa di Santa Maria della Sanità, meravigliosa costruzione ovale, edificata nel 1575 da un frate domenicano detto Nuvolo con sette navate disuguali, otto cappellette, e, sotto la cupola di mezzo, un alto aitar maggiore, e sotto, un'altra chiesa sotterranea con dodici cappelle. Vi si veggono alcuni buoni dipinti di Luca Giordano, di'Bernardino Siciliano, del Vaccaro e di altri pittori. Sotto e di là del viadotto v'è l'Ospizio di San Gennaro dei Poveri, fondato nel 1000 da Doli Pietro d'Aragona il cui mezzo busto è, con una iscrizione, sulla facciata dell'ospizio stesso. L'ospizio raccoglie quasi 400 vecchi poveri dei due sessi, detti i Pezzenti di San Gennaro.
   San Giovanni Evangelista del l'ontano. — Chiesetta notevole, detta anche Cappella Ponta-niana, fatta edificare dal celebre Giovanni Gio-viano Puntano, di cui giova premetter qui un cenno. Nato nel 1420 a Ponte (Cerreto di Spoleto) e perseguitato in patria, riparò nel campo di Alfonso I e lo seguì a Napoli, ove fu bene accolto e protetto dall'umanista Bcccadelli detto il Panar mi la, di Palermo, Divenne poi ministro di Ferdinando 1, di Alfonso II, di Ferdinando II, e alla venuta di Carlo VIII di Francia gli consegnò le chiavi di Napoli, per cui al ritorno di Ferdinando li fu rimosso dalle sue cariche. Fu elegante scrittore in fifosofìa, poesia, storia (Ristorici Neapolilana) ; fu il vero ordinatore e presidente dell'Accademia Pontaniana instituita nel 1433 e mori a Napoli nel 1503. Il Fontano adunque fece costruire San Giovanni Evangelista nel 1492 per collocarvi un sepolcro per sé e pei suoi, giovandosi di un disegno semplice insieme ed elegante di Andrea Ciccione.
   Sorge la chiesetta in mezzo alla piazzetta della Pietra Santa in neri massi ili lava, di l'orma quadrata, con pilastri e cornicione di ordine composito sormontato da un attico. Ila due porte, una a est, e l'altra a sud, ornate ambedue di marino con lo stemma del Puntano inquartato a quello della moglie Arianna Sassona. Negli otto spazi fra le piccole finestre e i pilastri il l'ontano fece porre altrettante tavolette marmoree con sentenze morali da lui composte e nel lato orientale altre quattro. Nell'interno, monumenti letterarii antichi, greci e latini, rinvenuti nello scavar le fondamenta ed illustrati dal Martorelli, e varie epigrafi in versi ed in prosa composte dal Politami per le tombe della moglie e dei figliuoli morti lutti prima di lui.