Napoli
4.133
Fig. SI. — Napoli: Interno della chiesa di S. Maria dell'Annunziala (da fotogr. Mairi.).
Nei muri laterali Luca Giordano dipinse, in due vaste composizioni. Gesù che predicanel de serio e le Nozze dì Cuna; sono anche suoi i freschi del coro piccolo sopra la porta e del Solimene quelli clet coro grande. Nelle cappelle la Concezione e Annunziala son di Carlo Mollili lo-renese, San Francesco clic rinunzia al succi-dolio del Solimene, e i Miracoli di Sant'Antonio di Padova di Antonio Guastaferri. La Madonna del Rosario con tre vescovi è pur della scuola di Fa-bricio Santafede, di cui è il quadro del Crocefisso nella sagrestia.
Le cancellate in ferro e in bronzo clic separano le cappelle dalla navata sono di assai buon gusto.
Santa Maria delle Grazie a Capo lapidi. — Nel largo omonimo, fondata nel 447, ampliata nel 1500, rifatta internamente in buono siile da Giovanni De Sancii? nel 1530, fu ridonata, nel 1831, da Ferdinando II ai frati eremitani di San Gerolamo. Ila una sola navata a croce latina con dodici catinelle ai fianchi e quattro nella crociera e
I ai lati del presbiterio. Ai due lati dell'ingresso ' due tombe : quella a destra con statua genuflessa del giurista Fabnzio Brancaccio fu scolpita dai Caccavelle, le statue di quel la a sinistra sono di iiiinannidaNola. Vuoisi però avvenire che ambedue l'ormano un sol monumento ora diviso in due.
Nella terza cappella, a destra, l Incoronazione di Maria di Andrea Vaccaio, e nei muri laterali bel bassorilievo della Conversione di San Paolo di Domenico d'Arnia e la tavola del Battesimo di Cesare Turco. Sul piccolo altare, nel braccio destro della crociera, è la Madonna con molli santi del vecchio Crisaiolo, ma rovinala dagli anni.
Sopra le due piccole porte del coro, due statue, di San Gerolamo e del R. Pietro da l'imi, fondatore degli Fremitali), di Lorenzo Vaccaro. La grande composizione a fresco nell'abside, rappresentante In Madonna delle Grazie che proscioglie le anime dal Purgatorio e i freschi della Sacra Famiglia, nella crociera, son di G. li. l'enasca, il quale, lattosi frate, fu qui seppellito nel 1008.