iòi
l'arie Quarta — Italia Meridionale
Deriva il nome del Parto dal poema De Parta Virginis del Sannazaro, al quale fu rizzato nel piccolo coro dietro l'aitar maggiore un monumento che eccita l'ammirazione di quanti traggono a vederlo. Il disegno e l'esecuzione di questo Bel monumento furono affidali dagli eredi a Girolamo Santa Croce, ma una disputa fra essi e 1 Serviti che volevano uno dei ioro, Fra Giovanni da Montorsoli, fatto venire a bella posta da Napoli, fece sì che ambedue questi artisti lavorarono al monumento. 11 quale credesi disegnato dal Santacroce che lo lasciò incompiuto alla sua morte sì che fu compiuto poi dal Montorsoli. Dalla base marmorea ergesi una tavola anche essa di marmo con un bassorilievo comprendente Nettuno, Pane, Satiri, Ninfe, Pastori in allusione alle poesie campestri e marinaresche, onde va meritamente sì celebrato il poeta Arcadia. Sopra questo bassorilievo il sarcofago riccamente ornato del poeta con suvvi il suo busto al naturale coronato di alloro e col motto Actius Sincem.s, suo nome arcadico. A ciascun lato un angelo, uno con un libro e l'altro con una ghirlanda di cipresso. Allato alle due basi due grandi statue sedute rimaste incompiute e terminate dal Pog-gibonsi, rappresentanti Apollo e Minerva in origine, ma trasformali in Davide e Giuditta dai frati per scrupolo religioso, o, come altri vuole, per salvarle dalla rapacità di un viceré spa-gnuolo. Nella base la bella iscrizione del cardinale lìembo :
bit sacro cineri flores: hic illc Claroni Sincerus, Musa proxìmus ut tumulo.
vj.y An. LXXll. Obiil NDXXX.
Davanti la prima cappella a destra lapide sepolcrale di Diomede Carafa, vescovo di Ariano, e sopra l'altare un dipinto curioso di Lionardo da Pistojn, rappresentante San Michele che conculca il Diavolo. Il santo vuoisi il ritratto del vescovo e il diavolo ha la testa di una bella donna, la quale dicesi tentasse il prelato prima che entrasse negli ordini. Il popolino di Napoli chiama il quadro il Diavolo di Mergellina.
Santa.Maria dell'Annunziala ('fig. 81), — In via dell'Annunziata, una delle chiese più maestose della città ; fu fondata dalla pia regina Sancia, moglie del re lìoberto, ricostruita nel 15 iO su disegno dei Manlio ed arricchita di bei dipinti del Santafede, del Corenzio, del Massimo, del Lanfranco, del Giordano e di scolture del Mediano e del Bernini. Incendiata 1*8 febbraio del 1757 e ridotta in cenere eccettuati lasacrestiaeil Tesoro, le cui vòlte veggonsi ancora dipinte a fresco dal Corenzio, s'incominciò a riedificare finché fu ultimata nel 1782 su disegno di Luigi Vanvitelli che la rese un modello di architettura classica. Quarantaquattro belle colonne marmoree d'ordine corinzio reggono il gran cornicione che gira intorno, anch'esso di marmo, ed olio coppie dì lolonne doriche sostengono la Confessione clic
si sprofonda sotto la crociera della chiesa in figura ellittica, tutta ornata di marmi.
I dipìnti suH'altarniaggioree nella crociera sono di Francesco La Mura, e del Fischietti i Profeti a chiaroscuro nei peducci della cupola. La cappella Carafa, a sinistra, è riccamente ma pesantemente decorata e da essa vassi al Tesoro, ampia sala con un altare all'una estremità e la tomba i'Alfonso Sancio all'altra, la quale, in un col bassorilievo clic l'adorna, é di Domenico d'Auria. Il bel Deposto di croce a semi-rilievo nel passaggio dalla chiusa al Tesoro è una delle opere più pregiate di Giovanni da Nola. In faccia all'aitar maggiore una lapide marmorea con un'iscrizione segna il sepolcro di Giovanna 11 e l'ultimo atto della tragedia Angioina. La chiesa dell'Annunziata è annessa all'ospedale di questo nome, uno dei principali istituti pii di Napoli.
Santa Maria di Piediqrolla. — Presso 1 ingresso alla grotta di Posillipo, eretta secondo la tradizione locale, nel 1353, sul luogo di una cappella assai più antica in conseguenza di un sogno che addusse la scoperta di un'antica immagine di una Madonna venerata con grande concorso di popolo nella famosa festa notturna (7-8 settembre) della Vergine di Piedigrotta: La chiesa fu più volte trasformata e restaurata ed ultimamente nel 1850, dopo il ritorno di Pio IX da Gaeta.
Nella seconda cappella a destra, un'antica Madonna ed una curiosa Pietà nello stile fiammingo-napoletano con accessorii che rivelano l'influenza della scuola senese. La grande cappella a destra dell'aitar maggiore contiene le tombe dei Filangieri e una statua del celebre giureconsulto Gaetano Filangieri.
Sanla Maria Donna lleijina. — Da via del Duomo per la prima strada a destra, così detta Donna Itegina per essersi rinchiusa nell'annesso monastero a menar vita claustrale nella sua vedovanza la regina Maria, moglie di Carlo II. Verso il 1305 ella fece ricostruire col monastero la chiesa e morta che fu nel 1325 venne seppellita nel bel sepolcro marmoreo fattole innalzare da re Roberto suo figlio per opera di Masuccio li, che l'ornò di bassorilievi, statuette ed ornati e della statua supina. Altri dicono però, e par giustamente, che il monumento, il quale ammirasi presso l'aliar maggiore nel così detto Comunichino per le monache, fu lavorato da 'l'ino di Cattiamo di Siena e dal Gallando di Napoli (1320). Nel 1020 la chiesa mutò forma con bel disegno del P. Guerini, teatino, e fu ridotta quale or si vede, ornata di marini colorati e di dorature.
Un'unica navata con tetto a vòlta, otto cappelle e aitar maggiore disegnato dal Solimene, dietro al quale è la gran tavola in campo d'oro e in undici compartimenti con la Vergine defunta e poi assunta e incoronata dalla Triade, di Gian Filippo Criscuolo.