Napoli
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Fig. 80. — Napoli. Chiesa dì Santa Maria dei Cannine (da fotografia Brogi),
pregievoli del padre Francesco Grimaldi, come quella clic offre belle e grandi masse, proporzioni giuste e vaghe modanature.
È a croce latina con tre navate separate da archi e pilastri ; nelle navate minori vi sono quattro cappello a ciascun lato e due ai fianchi del presbiterio. Nelle vòlte tante cupolelte davanti le cappelle e nel centro della crociera una gran cupola, se non così grande, somigliante per la forma a quella che il medesimo architetto innalzò sulla cappella del Tesoro di San Gennaro. La cupola coi suoi peducci fu dipinta da G. B.Be-nasca, il quale aiutò anche il Lanfranco nei freschi della vòlta della gran nave. Le grandi tele a olio nel coro, nella crociera e sulla porta maggiore furori dipinte dal veronese Francesco Caselli, laico teatino. Francesco Milìzia, nella sua Vìi a dei più celebri architetti, considera codesta chiesa come la meglio proporzionata di quante ne ha Napoli.
Nella prima cappella a destra, della famiglia
Gerace, pala d'altare della Sacra Famiglia del cav. Natale Carta, con ai lati due bei monumenti ornati di bassorilievi di Tito Angelini, professore di scultura. Nell'ultima da questo lato, Sacra Famiglia, lodata dal Lanzi, di Andrea Vaccaro, e, nell'altra allato al presbiterio, l'Annunziata che apparisce a Sant'Andrea Avellino, di Paolo De Matteis. Nella navata a sinistra San Carlo Borromeo, di Bernardino Siciliano, il quale dipinse anche i freschi della cupoletta coi fatti della Vita del Santo. L'Immacolata è opera incompiuta dello Stanzione.
Santa Maria del l'aria o Chiesa del Sannazaro.
— Sul promontorio all'estremità ovest di Mer-gellina, a cui si sale per una scalinata, fu fondata nel 152*1 dai Frati Serviti nel luogo di uua villa donata da Federigo di Aragona al Sannazaro. La distruzione di questa villa l'atta da Filippo dì Chàlons, principe d'Orango, contristò si fattamente il celebre poeta ch'ei si ritirò a Roma e foce dono del luogo ai suddetti Serviti.