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l'arie Quarta — Italia Meridionale
Segue la cappella dei Torbolo con sull'altare le statue del l'immacolata e dei Ss. Francesco d'Assisi e Bernardino, la prima di Michelangelo Nacearini e le seconde di Domenico d'Auria. Nel muro del vangelo è il bel mausoleo dei coniugi Bernardino Torbolo e Giovanni Uosa co' ritratti in due medaglioni sopra l'avello e in cima un rilievo della Risurrezione, del suddetto d'Auria. La vòlta della cappella è fregiata di bellissimi freschi di Silvestro il Bruno.
Delle altre cappelle dal lato del vangelo quella degli Aquino lui una pala di altare attribuita al Iiibera ; le statue nelle nicchie e le altre sui due sepolcri laterali sono di Cosimo Fansaga. Nella vòlta sono YAnnunziata e il Sogno di San Giuseppe, freschi di Giacinto de' Popoli (16(i0); gli altri dipinti sono dello Stanzionc. Nella cappella accosto, statua del Battista, del Bernini, sotto una facciata sorretta da duo colonne d'ordine composito di verde di Calabria.
L'annesso ex-convento de' Frati Osservanti, ora Tribunale, ha due chiostri con portici a colonne marmoree, sui quali corrono spaziosi terrazzi. Nel primo Simon Papa il giovine dipinse a fresco episodii, ora sformati al tutto dai restauri, della Vita di San Giacomo della Marca e nel secondo, composto di Irentasei colonne di marino, sono le scale che conducono ai dormitori!, capaci di albergare più di trecento frati.
Nel refettorio ammiransi, in due grandi lunette, i dipinti pregevolissimi dei fratelli Pietro e Polito del Donzello rappresentanti Cristo che va al Calvario, l'Annunziazione, la Natività, ecc., dipinti ordinali dal re Ferrante I. Soggiungeremo che i signori Crovve e Cavalcasene credono gli ultimi di un pittore dell'Umbria e Cristo che sale al Calvario come attestante la maniera raffaellesca di Andrea da Salerno o Lionardo da Pistoia.
Santa Maria del Carmine (fig. 80). -In piazza del Mercato, va rinomata nell'istoria di Napoli e fu fondata da alcuni monaci i quali, reduci dal monte Carmelo con un quadro antichissimo e venerato di Santa Maria la Bruna, la collocarono sopra un modesto altare in una cappelli che Margherita d'Austria fece ampliare a sue spese componendovi le spoglie mortali del giovane Corradino e del duca d'Austria ai quali fu mozzo il capo, dopo la battaglia di Tagliacozzo, in piazza del Mercato.
Quando il cardinale Filomariiio fece spianare il terrazzo dietro l'aitar maggiore, fu scoperta la cassa di piombo di Corradino con le iniziali Pi. C. C. (Regis Conadini Corpus) contenente lo scheletro con la testa mozza sul petto ed allato una spada senza fodero. Massimiliano II di Baviera, quando era ancora principe ereditario, fece innalzare nel 1847 il monumento che sta davanti al pulpito, sulla tomba odierna di Corradino con la costui magnifica statua modellata da Thor-
waldsen e scolpita da Schoepf di Monaco con ai piedi due rilievi; a sinistra: Commiato di Corradino dalla madre Elisabetta, a destra, Commiato di Corradino dal suo compagno dì supplizio Federico duca d'Austria. Davanti 6 l'iscrizione in tedesco che suona: « Massimiliano, principe ereditario di Baviera, eresse questo monumento ad un congiunto della sua Casa, il re Corradino, ultimo degli Ilolienstaufen: nell'anno 1847, 14 maggio ».
La Madonna e un Crocefisso in legno sono i due cimebi della chiesa. La prima, la suddetta Maria la Bruna, sull'altar maggiore architettato da Cosmo, sta in una lunga cella ornata tutta di ori e argenti votivi ; il Crocefisso venerasi sull'architrave della tribuna in un tabernacolo fatto a spese di Alfonso 1. Esso é velato per tutto l'anno e non si mostra clic il di di San Silvestro con concorso infinito di popolo.
L'interno della chiesa, di architettura archiacuta in origine, fu alterato, cunie molti altri edifizi in Napoli, durante il dominio spagnuolo ; rimangono però sempre alcune traccio dello stile gotico nella vòlta del coro e della crociera. 1 marmi varii e le dorature adornano riccamente la chiesa nelle cui molte cappelle son quadri di autori di minor grido. Essa va però rinomata nell'istoria pei fatti che vi accaddero dell'insurrezione di Masaniello, il quale vi era sepolto e presso la porta maggiore son pur seppelliti i viceré marchese del Carpio, il cardinal Grimani, il conte di Galles ed Aniello Falcone, pitture di battaglie.
Allato alla chiesa ergesi il famoso campanile, architettato sino al terz'ordine dal Conforto ed innalzato arditamente sino alla croce da Frate Nuvolo. La sua altezza è tale che lo si scorge da lontano entrando nel golfo di Napoli.
Santa Croce del hirplorio. — Nel lato nord della piazza, detta anche il Purgatorio del Mercato. Nel passaggio di questa chiesa alla sacrestia si conserva la colonna in porfido rosso sormontata da una croce la quale segnava in addietro il luogo ove fu decapitato Commino e che recava in caratteri longobardi l'iscrizione seguente:
Asturie ungue Ico pullum rapicns aquilinum, llìe dcplumovit, ciccphaluniqitc dedit.
Le quali parole si vuole clic abbia dettate lo stesso Carlo. Nessuno ci ha detto finora, con certezza, chi ne sia l'autore.
Alla base della colonna sta il ceppo marmoreo su cui dicesi fosse troncata la tesla dell'infelice principe svevo. Sopra di esso è un'iscrizione con la data del 1317.
Santa Maria degli Aaipli. - - Nel largo di Pizzol'alcone, sorge sul luogo della chiesetta donata da Costanza Doria, principessa di Sulmona, ai Teatini, i quali, abbattuta la chiesetta, v'innalzarono, nel 1000, la chiesa che or vi si vede e che è una delle opere architettoniche più