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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Napoli
   4.29
   Noi piloni dell'arco vi sono due tombe modeste scolpite da Giovanni da Nola per ordine di Ferdinando di Cordova, nipote del suddetto Gran Capitano: quella dal corno dell'epistola del dotto capitano Pietro Navarro, il quale, abbandonato dal suo re, entrò al servizio dei Francesi e venne
   sopra un altarino di marmo bianco con bei lavori variati, è un Ecce Homo scolpito n legno, di Giovanni da Nola, ma più volte mal ridipinto.
   Ponendo piede nella crociera vedesi nel muro a destra il bel monumento di Galeazzo San Severino (14-07) con la sua statua supina e grande ricchezza di bassorilievi, statuette e rilievi di assai buon gusto. La cappella ha un Croce/isso in legno che reputasi il più bel lavoro dì tal genere di Giovanni da Nola.
   All'aitar maggiore, con balaustrata di marmi commessi ed ornati del Fansaga, ammirasi fra due colonne l'effigie preziosa della Madonna, dipinta da Tommaso degli Stefani nell'antica chiesa di Santa Maria di Palazzo ch'era in Castel Nuovo e qui trasportata. Le due statue in legno colorito dei Ss. Francesco e Antonio ai due lati dell'altare, di Agostino larghetti, furono cosi apprezzate dal suddetto Fansaga che non volle scolpirle in legno com'era stato richiesto, ma furono poi copiate in marmo da altro scultore. Nel muro, a sinistra, sepolcro dei Conti di Trivcnto di Casa d'Af/lilto in cui vedesi ginocchioni Michele d'Afflitto molto ben voluto da Ferrante di Aragona e, nelle due nicchie ai lati, Vincenzo e Ferdinando, suoi discendenti, ridi ed armati, scolture tutte di buono scalpello.
   Nell'altra cappella della crociera vedesi l'immagine venerata della Madonna delle Grazie, ricchissima di voti e doni preziosi ; ne basti il dire che, mercé l'enorme quantità di doni dei Napoletani alla sacra immagine, dal 15% in poi fu riedificala la chiesa (detta perciò Santa Maria la Nuova) e rosa quale
   ora si vede. Fig. 7i). — Napoli (Chiesa di S. Chiara): Monumento a Cito
   Meritevole di attenzione speciale (da fotografia Mauri).
   è la cappella grande, che meglio avrebbesi a dir chiesetta, dedicata a San Giacomo della Marca, costruita a spese di Gonsalvo di Cordova il Gran Capitano. In una splendida arca sull'ai tai; maggioro giaco il corpo di San Giacomo ed ai lati sei cappelle variamente ornate e tutte con balaustrate di bei marmi commessi. Nella vòlta, Miracoli del Santo titolare e Processione del suo corpo nell'eruzione del Vesuvio del 1031, freschi
   con essi all'assedio di Napoli sotto il maresciallo Lautrec, ma fatto prigioniero e rinchiuso iu Castel Nuovo vi si strangolò nel 1528 per sottrarsi al supplizio a cui lo aveva condannato Carlo V. Dal lato opposto tomba del suddetto maresciallo Odetto di Foix signore di Lautrec, morto di peste in detto assedio. Ambedue le tombe vanno ornate da due _. _ epigrafi in latino di monsignor Paolo Giovio. di Massimo Stanzione. Accanto all'aitar maggiore La prima cappella, dal lato dell'epistola, ha due epigrafi sepolcrali di Carlo d'Austria (Aniida, all'altare una Natività, di Leandro Bassano ed figlio del re di Tunisi) morto nel 1001 e di un'Adorazione dei Magi, della scuola de'Donzelli, Francesco di Cordova, ricevitore di Malta. in eui ravvisasi il ritrattu di Alfonso 11 d'Aragona.
   17 — l.u l'iKriii. voi. IV.