Napoli
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e che sembrano piuttòsto di carattere nmbro-senese. Seguono le cappelle Capecc e Dentice, quest'ultima col sepolcro di Dialta di Raone da
Presentemente è una delle chiese più riccamente decorate a tre navate con ventisette cappelle e dodici altari, lunga 70 metri, larga 33 ed alta 20.50. È sontuosa per la ricchezza dei marmi e delle dorature, per le colonne accoppiate, di rosso di Francia in gran parte, ma con un soffitto a cassettoni del secolo XVII di poro buon gusto. Le famiglie più cospicue di Napoli vi hanno da secoli le loro cappelle con molti monumenti sì che abbonda di scolture del Rinascimento come la chiesa di Santa Chiara di scolture gotiche.
La porla maggiore ò di marmo ornata di due fasce di mosaico con arco acuto fregialo di busti di Santi in bassorilievo. Gli archi e pilastri gotici furono stuccati e dorati ; sopra gli archi sonvi dipinti di San ti domenicani; crociere corte. La tribuna, quantunque conservi il suo carattere gotico, fu danneggiata da un grand'organo dietro l'altare.
La prima cappella, a destra, è formata da quattro archi uguali rivestiti di marmo con molti e variati bassorilievi di armadure, scudi e rabeschi ben lavorati. All'altare, quadro della Vergine coi Ss. Domenico e Martino e altre figure nei cui volti son ritratte le sembianze di varii personaggi della famiglia Carafa, che aveva diritto di patronato sulla cappella, la quale passò in seguito al ministro e generale Sa lo zzo (morto nel 1852). Questo quadro, dì Andrea da Salerno, fu malamente restaurato sì che più non vi si ravvisa lo stile di quell'allievo prediletto di Raffaello.
Ticn dietro a questa la cappella Brancaccio con sull'altare la Madonna delle Grazie, affresco di Agnolo Franco ed ai lati due tavole con la Maddalena nell'una e San Domenico nell'altra in campo d'oro, attribuite allo Stefanone, ma del secolo XVI, secondo i signori Ciotto Fig< 73. _ Napoli (Ghiesa ai s> Chiara): Monumento ad Agnese e Cavalcasene. _ Sopra ti muro del- ¦ Clemen2a D>Angiò (da f0l0grafia Mauri).
I Epistola* copia m piccolo e con
molte varianti del Giudizio di Michelangelo. Sotto è la tomba di Bartolomeo Brancaccio, arcivescovo di Traili, morto nel 1341, di lavoro e composizione pregiati, sorretta da quattro Vittorie e, con davanti sette persone della famiglia in bassorilievo e sopra la statua del defunto/
Nella terza cappella son pitture a fresco attribuite ad Agnolo Franco, ma mollo ritoccate
Cosenza, moglie di Lodovico Dentice, ì\ì sepolta nel 1338.
Nella settima cappella, dì patronato dei Carafa, dedicata al Crocifisso e che potrebbesi piuttosto chiamare chiesetta, con tre cappelle e un aitar maggiore, ornato di mosaici fiorentini e «sostenti nel 1052 dal Fansaga, venerasi un piccolo