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l'arie Quarta — Italia Meridionale
Fig. OS. — Napoli (Chiesa di S. Chiara): Sepolcro di Filippo di lìorbone, primogenito di Carlo HI
(da fotografia Mauri).
all'altare attribuito 11 Caccavelle e quindici della serie dei ventiquattro freschi che il Vasari fu chiamato a dipingere per questa chiesa nel 1546. Rappresentano soggetti del Vecchio Testamento e della Vita del Battista, i paesaggi e la più parte delle figure son del Doceno die il Vasari aveva indotto ad accompagnarlo a Napoli pài suo aiuto. Ainniirasi inoltre il bel monumento di Scipione Somma (fig. 06).
Jn San Giovanni a Carbonara sono anche seppelliti Nicolò Capasso, illustre giureconsulto e il non meno illustre medico Nicolò Cirillo.
Uscendo di chiesa incontrasi, a destra, la cappella dei Seripandi, fondata dal chiaro Antonio Seripando che vi giace sepolto e che fece scolpir due lapidi accanto al proprio sepolcro per onorar . la memoria di Giano l'amisio e Francesco Pucci. Sull'altare gran dipinto della Crocifissione, del Vasari.
Appiè della gradinata di San Giovanni, a sinistra, Santa Maria della Pietà (la PietatelUL in cui ammiratasi i addietro la celebre Purificazione di Francesco Cium (1578).
Sulla piazza della chiesa era l'arena ilei sanguinosi giuochi gladiatorii, a cui assistè con orrore, al tempo delia regina Giovanna I e del re
Andrea, Francesco Petrarca, il quale cosi ne scrisse nelle Episl. Fam. (v, 6): « Tetrum atque tartareuni spectaculum effugi; spectaetorum sae-vitiamet lusortui: infamiam identidemaccusans ».
Santa Chiara. — In via Trinità Maggiore; fondata nel 1310 da Roberto il Savio incitato dalla pia sua moglie Sancia d'Aragona, in onore del S. Corpo di Cristo e coll'intenzione di farla regia cappella. Fu incominciata in istile gotico da un architetto napoletano, Gagliardo Primario, la cui tomba è nella chiesa medesima. Questa fu terminata nel 1328 e fu coverta di piombo, com'è ricordato nell'iscrizione che è sul muro occidentale del campanile. Nel 1348 ne fu fatta la consacrazione. La chiesa, alla, imponente, misura 84 inetri di lunghezza su 32 di larghezza e fu restaurata nel 1752 dall'architetto del Gaizo, m uno stile ricco ma di cattivo gusto e con la spesa di 100,000 ducati.Venti anni prima il Barionuovo, spaglinolo, avea fatto imbiancare i famosi freschi di Giotto credendo di render così più luminoso il tempio. Vuoisi sapere che re Roberto, per consiglio del Boccaccio, chiamò Giotto ila Firenze invitandolo ad ornar la chiesa di freschi, ì cui soggetti eran desunti dal Vecchio e Nuovo Testamento e quelli tolti dall'/l/iocu/me