Napoli
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Fig. 67. — Napoli : Interno della Chiesa di Santa Chiara (da fotografìa Mauri).
Giovanna li, suscitò l'invidia di Covella Iluffo, duchessa di Sessa, e nella notte del 25 agosto 1432 fu fatto pugnalare in Castel Capuano. Ser-gianni„ col pugnale ritto nella destra in allusione all'assassinio, sta in piedi sul sarcofago sorretto agli angoli da quattro pilastri con statuette di santi martiri in sei nicchie. Statue di santi, principalmente militari, reggono, di sotto.il sarcofago in cui leggesi un epigramma latino del celebre Lorenzo Valla in un con un'iscrizione nella lapide sottostante. La cappella è tutta ornata di freschi di Leonardo da Bisuccio, milanese, uno degli ultimi allievi di Giotto, il quale divise l'opera sua in varie composizioni di diversa forma e grandezza, notevole soprattutto sull'ingresso \' Incoronazione della Vergine circondala da cori di cherubini, serafini, profeti, con intorno Storie della vita di lei.
Uscendo da questa cappella s'incontra quella dei Caracciolo Rossi, fondata, nel 1510, da Galeazzo Caracciolo e compiuta, nel 1557, da Co-lantonio suo figlio, lì tutta incrostata di marmo
bianco e ricca di opere prcgievolissime de' più valenti scultori del tempo i quali andarono a gara nel far meglio. Dirimpetto, all'ingresso, sull'altare, l'Adorazione dei Magi, scolpita a mezzo rilievo da Pietro della Piata, spaglinolo, il quale esegui anche il San Giorgio nella fascia inferiore e il Gesù morto nel palliolto. 1 due Evangelisti e le vaghe statuette dei Ss. Giovanni e Sebastiano sul medesimo altare furono scolpite nella gara dal Santacroce. Fra i brevi spazii delle otto colonne d'ordine composito che reggono il cornicione e iu quattro nicchie, statue degli Apostoli: Pietro, del Mediano ; Paolo, del Santacroce ; Andrea, del Caccavelle e Giacomo, del suddetto Piata. Le statue dei due avelli di Galeazzo (fig. 05) e di Colantonio Caracciolo son dello Scilla, milanese, e di Domenico d'Auria.
Nella cappella di Gaetano Argento ò la statua di quest'illustre giurisperito genuflessa sul mausoleo; fu scolpita da Francesco Pagano.
Nella sacrestia, già cappella Somma, è un i piccolo dipinto del Bussano, un bassorilievo