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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Quarta — Italia Meridionale
   
   Fig. 62. — Napoli (Chiesa di San Filippo Neri) : Cappella del Cardinale Ruffo
   (da fotografia Mauri).
   fresco di San Filippo Neri in gloria, di Luca Giordano ; all'altare il Battesimo di Gesù e sopra l'altare la Fuga in Egitto, del Guido; la Madre di Zebedeo che conversa cui Salvatore, del San-tafede; un Ecce Homo e Sant'Andrea apostolo, dello Spagnoletto; la Croci fissione, di Marco da Siena; teste degli Apostoli, del Domenichino; San Francesco, del Tintoretto ; due dipinti di Cristo che porta la croce, del Bassano ; la Natività e l'Adorazione dei Magi, di Andrea da Salerno; Giacobbe e l'Angelo, di Palina Vecchio ; San Sebastiano, del cav. Arpino, ecc.
   Nell'ampio ex-convento trovasi la biblioteca deiGeroloinini, con 18,000 volumi e manoscritti, fra i quali il Seneca rinomato, con belle miniature del secolo XIV. La biblioteca è ora di proprietà dello Stato e aperta al publico. Bibliotecario il reverendo padre Mandarini.
   L'Incoronata. —Nel lato occidentale del largo Medina, per memorie storiche e per opere d'arte
   fra le primarie di Napoli, rinnovata nell'interno quasi per intiero, sorge sul luogo di un palazzo di Giustizia innalzato da Carlo II. In memoria dei suoi sponsali, ivi celebrati nella Pentecoste del 1352 col suo secondo marito Lodovico di Taranto, Giovanna I di Napoli fece costruir questa chiesa incorporandovi la cappella del suddetto palazzo di Giustizia, i cui freschi, secondo un passo nel-l'Itinerarium Syriacum del Petrarca, furon creduti per lungo tempo di mano di Giotto, il quale mori però lì anni prima dei suddetti sponsali. É ora dimostrato che la cappella Regia mentovata dall'amante di Laura formava parte del Castel Nuovo e che la cappella di Giustizia era un altro edifizio.
   Ma se non di Giotto, i freschi son però sempre esemplari pregevoli della maniera giottesca della metà del secolo XIV e i signori Crowe e Cavalcasene credono abbiansi ad attribuire ad uno ; degli allievi napoletani di Giotto, Roberto di