64
l'arti; Quarta — Italia Meridionale
Fig. 29. — Napoli: Castel del Carmine (da fotografia).
e costruito da Tino da Siena e da Atanasio Primario di Napoli 11 tremuoto del dicembre 14-50 lo distrusse quasi per intiero; nell'assedio del maresciallo Lautrec (1528) il poggio fu di bel nuovo fortificato e sotto il viceré Don Pedro di Toledo fu riedificato il castello quai è ora (1535-38).
Le sue mura enormi con la controscarpa, i fossi tagliati nel solido tufo e lo gallerie sotterranee lo facevano credere inespugnabile in addietro; ma dopo la caduta dei Borboni fu disarmato e serve ora di prigione militare. Sotto, nel tufo, una grande cisterna.
Panorama stupendo dal parapetto a sinistra, in alto, a cui si sale da una scala aperta. E lo stesso panorama clic si gode dal Belvedere San Martino, ma ancor più pittoresco sulle isole e su Posillipo. In niun punto della città si presenta meglio allo sguardo estatico l'ingresso occidentale del golfo dì Napoli con la sua decorazione veramente paradisiaca.
Castel Capuano (più noto coll'odierno nome di Vicaria). — Fu l'ondato da Guglielmo I su disegno di Buono e compiuto nel 1231 da Federico Il su quello di Fuccio. Fu il palazzo degli Svevi ed occasionalmente dei re Angioini. La notte del 25 agosto 1432 avvenne entro le sue murarassassinio di Sergianni Caracciolo, gran siniscalco e favorito di Giovanna II, per ordine di Covella Bufo, duchessa di Sessa, la quale uscì dalla sala da ballo per contemplar la sua vittima di cui pestò co' piedi il cadavere sanguinante.
Don Pedro di Toledo converti, nel 1540, il
castello in palazzo e vi radunò tutti i tribunali sparsi per la città e che ancor vi si trovano. Contiene parecchie stanze a cui si accede da due saloni al primo piano il quale formicola sempre di avvocati, procuratori e litiganti, ed è bello studiarvi i vivaci caratteri napoletani
Dalla corte criminale una scala metteva alle sottostanti ampie prigioni che acquistarono una triste celebrità sotto gli ultimi Borboni. Le prigioni sono ora sgombrate e mutate in uffizi di cancelleria.
Castel del Cannine (fig. 20). — Parte di esso serve a opificio militare, parte a carcere. É un edilizio massiccio, non lungi dal nuovo giardino pubblico, detto Villa del popolo, fondato nel 1484 da Ferdinando 1 quando estese le mura della città ed eresse la maggior parte delle porte ed ampi iato poi da Don Pedro di Toledo. Nel 1047, propugnacolo del popolo durante l'insurrezione di Masaniello e stanza del duca di Guisa, fu poi fortificato.
Nelle persecuzioni politiche del 179G la crudele regina Carolina e il suo degno accolito cardinal Ruffo fecero rinchiudere in questo castello i più stimabili patrioti.
Castel dell'Ovo (fig. 30). — Cosi detto dalla sua forma ovale, sull'estremità meridionale di Pizzofalcone che prolungasi nel mare formando un'isoletta rocciosa, congiunta al continente da una diga e un ponte fortificato, e descritta da Plinio sotto il nome di Megaris. Nel quarto secolo quest'isoletta fu data dall'imperatore Costantino