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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   151-2
   Parte Terza — Italia Centrale
   insieme ai Cisalpini che si arrestavano su vasta scala iti Lombardia ed in Mantova particolarmente. Il generale Busca, sopraggiunto con un corpo di truppe francesi e Cisalpine, riesci a far sloggiare per qualche giorno gli Austro-Ungheresi da Reggio ; ma gii insuccessi delle anni francesi in Lombardia, avendolo chiamato altrove, diedero agio agli alleati Austro-Russi ili rioccupare la città ed insediarvi il governo militare, a preparare il ripristimunento degli antichi ordinamenti. La discesa fulminea di Napoleone dalle Alpi del San Bernardo, la strepitosa battaglia di Marengo, i rapidi e fortunati combattimenti che in pochi giorni si riportano a Milano e fanno sgombrare tutta la Lombardia dagli Austro-Russi, hanno il loro contraccolpo anche nella regione emiliana, dalla quale sloggiano gli alleati della reazione e subito vi risorgono le istituzioni repubblicane della Cisalpina.
   Nel 1802 i deputati di Reggio prendono parte ai Comizi di Lione, ove la Repubblica Cisalpina si trasforma più logicamente, anche per le sempre più ampliantesi circoscrizioni territoriali, in Repubblica Italiana con Napoleone Bonaparte presidente e Melzi vice-presidente.
   Durante questo periodo, sulla piazza Maggiore di Reggio, ove era la statua della Libertà, atterrata durante la reazione del 1798, e dove poscia era sorto un obelisco sormontato dal berretto frigio e da due banderuole coi colori francesi e cisalpini, fu collocata la bella statua siinboleggiante il fiume Crostolo, tolta dalla villa Ducale di Rivalta, fatta, se non erigere, rinnovare ed abbellire dal duca Francesco III.
   Colla Repubblica Italiana Reggio diventò capoluogo del dipartimento del Crostolo, prerogativa che le fu conservata ed ampliata coll'aggiunta del territorio dell'ex-prin-cipato di Guastalla durante il Regno Italico, che nei primi anni segnò un'epoca di vera e prosperosa attività per tutta la regione emiliana e lombarda. Del periodo napoleonico Reggio ha ottime memorie: fra queste precipua è la strada nazionale che, valicando l'Apennino, per Fivizzano, Aulla, Fosdinovo e Sarzana, va alla Spezia. Questa strada fu decretata da Napoleone, il quale volle eziandio che si desse subito mano ai lavori di costruzione. Altra opera grandiosa di questo fortunato periodo è la sistemazione dell'antico canale o naviglio di Reggio, pel quale venne bonificata ed irrigata una vasta zona di territorio nella bassa pianura a settentrione della città. Anche il palazzo di Giustizia e l'atterramento dei luridi porticati, che rendevano stretta ed insalubre la via Emilia o San Pietro, furono opere compiute in gran parte in questo periodo.
   Allo sfasciarsi dell'Impero napoleonico, dopo i disastri di Spagna, di Russia e di Germania, le città dell'Emilia furono occupate dalle truppe austriache ed un proclama del comandante il corpo di occupazione, maresciallo Dellegarde, annunzia ai popoli che Reggio e Modena venivano destinate in retaggio dell'arciduca Francesco IV d'Austria-Este, erede legittimo e nipote del defunto ultimo duca Ercole III. Il ducato di Guastalla venne staccato dalla provincia di Reggio, o dipartimento del Crostolo come era allora detto, e fu incorporato nel ducato di Parma! che le alte potenze destinavano come fiche de consolution a Maria Luigia d'Austria, spodestata imperatrice dei Francesi e moglie facilmente staccata dal marito, Napoleone.
   In quello stesso periodo Reggio ed i suoi dintorni furono teatro dei tentativi fatti da Murat coi suoi Napoletani e con altre truppe per salvare, diceva il proclama niurat-tiano di Rimini, l'indipendenza italiana. Uno scontro avvenne fuori diporta San Pietro, presso il Rodano, il 7 marzo 1814, tra le truppe napoletane alleate alle tedesche ed i Francesi in ritirata: il generale Severoli vi perdette una gamba.
   Francesco IV prendeva personalmente possesso dei suoi Stati il 14 luglio 1814 in Modena e verso la fine dello stesso mese si recò a Reggio colla moglie Deatrice di Savoia ed il fratello arciduca Massimiliano d'Austria. Il clero e la nobiltà fecero grandi feste al nuovo signore, inquantochè si sapeva che avrebbe ristaurati tutti gli ordinamenti anteriori al 1790 e cancellata ogni traccia del periudo repubblicano e napoleonico.