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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Reggio nell'Emilia
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   San Domenico (in via Gabbi). — È edilizio di grandiose proporzioni, ma sciatto e di mcn clic mediocre interesse Vi si trovano buoni quadri di .Iacopo Palma jumore, del Desani e statue in istucco di Battista Ballanti, detto il Oraziani, faentino.
   San Giacomo. — Sorge a metà della strada di
   Santa Croce, arteria settentrionale della città. Nulla di notevole sotto l'aspetto architettonico. Nell'interno si osservano cinque ottimi quadri nel coro, dovuti a Francesco Vellani, buon secentista modenese; m'Annunziata di Lorenzo Franchi, bolognese, lavoro assai lodato dal Malvasia.
   Altre chiese di Reggia meritevoli d'essere ricordate sono: la chiesa dei Cappuccini con una Vergine, riputata opera di Lelio Orsi di Novellara (metà del secolo XVI); — San Giacomo Maggiore, in piazza Cavour, con due statue di Bartolomeo Spani ed un quadro di Lelio Orsi da Novellara; — San Rocco, piccola chiesa con buoni dipinti e due pregevoli copie del Boulanger su originale del Carraeci ; — Santo Stefano, con quadri del Tiarini, del Cignani da Forlì, di Luca Ferrari e d'altri; — San Zenone, presso alle mura occidentali, di modeste proporzioni, con un quadro del Tiarini, uno del Franchi ed una Intona Risurrezione, ritenuta di Leonello Spada; — San Giovanni Evangelista, colla vòlta dipinta da Tommaso Sandrino da Brescia, la cupola di Sisto Bada-locchio, parmigiano (1585-1647), uno dei buoni allievi di Annibale Carnicci, ed un quadro del Tiarini; — San Giorgio, con un quadro del modenese Schedoni ed altri del Tiarini, del Rotari, del Cignaroli, ecc.; — San Girolamo, curioso edilìzio in forma circolare presso le mura meridionali della città, costrutto, all'interno, in guisa da imitare la chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme, con un altare nel mezzo e galleria tutto all'intorno: questo singolare edilìzio fu costruito nel 1646, su disegno di Gaspare Vigarani ed il modello del sepolcro fu portato dalla Palestina da Ippolito Pratonieri ; le statue in plastica sono opera di Pietro Ancini, reggiano; — San Filippo, con due grandiosi quadri del bolognese Giacomo Pavia, dei pochissimi che esistano in Italia di questo valente pittore, che, chiamato ancor giovane in Ispagna, vi rimase per tutto il tempo della sua vita; — Sant'Agostino, eretta nella metà del secolo XV, più volte trasformata, ridotta a magazzino militare nel 1S60, poi ridonata e riaperta al culto il 5 settembre 1891; lia quadri del Guercino, del Rotari, del Boulanger fra gli antichi; dell'Ugolini e del Malatesta fra i moderni.
   EDIFIZI CITILI
   Il Comune. — Sin dai tempi fortunosi del medio evo, in cui il Comune di Reggio rappresentava uno Stato autonomo con leggi e statuti proprii, il Magistrato comunale aveva sede in un palazzo proprio sulla maggior piazza della città c vicino alla chiesa cattedrale. Attualmente il palazzo del Comune di Reggio è un misto di edifizi moderni ed antichi, chiudenti la piazza Maggiore dal suo lato meridionale ed è congiunto alla cattedrale ed al lato occidentale della piazza mediante due larghi voi toni o sottopassaggi. Il corpo centrale di quest'edilìzio si presenta in bell'architettura, con un ampio porticato a tre arcate, sovrastante a quello di mezzo un'ampia balconata in marmo di stile barocco. Sotto al porticato, appiedi dello scalone, havvi la statua di Marco Emilio Lèpido, da cui Roggio ripete la sua prosperità nel periodo romano ; ed il busto del generale Enrico Ciaidini,
   Grandiosa e bella l'aula del Consiglio comunale, intorno alla quale girano tre ordini di gallerie. Venne così costruita per il Congresso della Repubblica Cispadana, che quivi nel 179P> si radunò prima che avvenisse la fusione colla Repubblica Cisalpina (fig. 29).
   Un'altra piccola sala, clic serve alle riunioni della Giunta, è adorna dei quadri seguenti : un ritratto di
   Napoleone 1, di Prospero Minghetti : una grandiosa tela rappresentante la Profunazione del tempio, di Alfonso Chierici, reggiano ; un pregevole paesaggio alpestre di Alfonso Beccaluva ed il cartone del sipario del teatro Massimo, lavoro pur questo celebrato del Chierici.
   Casa dell Ariosto. — Attigua al palazzo Municipale è l'antica casa dei Malaguzzi, nella quale, secondo i documenti raccolti dal conte Ippolito Malaguzzi, sarebbe nato Lodovico Ariosto, la madre del quale era appunto una Malaguzzi. Un do rumeni o dell'archivio privato della famiglia Malaguzzi indicherebbe la camera di mezzo del primo piano per il luogo preciso nel quale il cantore ^'Orlando schiuse gli occhi alla luce (fig. 30).
   La casa, molto trascurata nel passato, fu nel nostro secolo completamente ristanrata. lina lapide, che ricorda il grande poeta, vi fu collocata durante l'occupazione francese per online del generale Miollis, che diede così una buona lezione a quei tardi ed incuranti concittadini dell'Ariosto.
   Torre del Bardello. — Quest'antichissima torre sorge dietro il palazzo del Municipio ed è costruzione che risale al secolo XIV: è più volte ricordata in atti