190
Parli1 Terza — Italia Centrale
patrimonio di circa 2.000,000 ed un reddito netto erogabile in pura beneficenza di lire 69.947; — il Ricovero di mendicità, con un patrimonio di lire 45.120: — l'Ospedale Esposti, con un patrimonio di lire 570.055; — la Pia Gasa delle Convertite, con un patrimonio di lire 184.002; — l'Ospedale di Santa Maria Nuova, con un patrimonio di lire 2.076.814; — il Manicomio di San Lazzaro, con un patrimonio di lire 905.293; — l'Albergo Orfani Mendicanti, con un patrimonio di lire 1.535.906; — l'Asilo infantile e Scuola di puerizia, con un patrimonio di lire 104507; — la Scuola-Casa di carità, con un patrimonio di lire 184.831; — il Conservatorio della SS. Concezione, con un patrimonio di lire 754.502; ed una quantità di altre istituzioni di minor importanza, costituenti complessivamente un cospicuo patrimonio di oltre un milione di lire.
LA CITTÀ
In perfetta pianura, a 52 metri sul mare, Reggio sì presenta, nella maggior parte, contenuta dalle antiche mura, in forma di esagono alquanto allungato da est ad ovest, cioè tra le porte Vittorio Emanuele (est) e Santo Stefano (ovest), fra le quali corre in rettifilo pressoché perfetto la vìa Emilia, la maggiore arteria cittadina alla quale si innestano tutte le vie trasversali, che da una parte e dall'altra si addentrano nelle due sezioni settentrionale e meridionale, quasi uguali della città.
Nell'aspetto generale, Reggio — come tutte queste città di second'ordine, davanti alle quali passa pressoché senza fermarsi la folla dei viaggiatori ed i traffici intercorrenti tra le grandi metropoli sulle grandi linee commerciali — sente un poco del vecchio e della decadenza, a cui queste città sono condannate inesorabilmente ove non avvisino in tempo ai mezzi di arrestarla colla evoluzione, la trasformazione, il Innovamento di tutte le loro forze attive, in armonia coi mutati bisogni locali e generali, coi nuovi orizzonti economici, industriali e commerciali, che le sempre più rapide comunicazioni! il raddoppiarsi ed il facilitarsi dei mezzi di trasporto, il trasformarsi delle basi economiche del paese, in quest'ultima metà di secolo hanno dischiuso.
Ciò non significa peraltro che Reggio non sia città simpatica e graziosa ed in certi momenti anche movimentata e gaia. La sua via Emilia, per animazione, per frequenza di edilizi cospicui e talvolta anche monumentali, per ricchezza di negozi, per impronta di modernità, può gareggiare con qualunque altra delle vicine città. Il corso della Chiara, ora Garibaldi, sarebbe, per la grandiosità sua, degno di una grande città. La piazza Maggiore al mattinò è aniniatissìma e pittoresca. Bello e piacevole ritrovo è la piazza Cavour, prospiciente al magnifico teatro Comunale, dietro al quale si apre la vasta piazza d'Armi alberata, coll'Ippodroino, celebre nel passato ed anche al presente per riunioni di corse al galoppo ed al trotto che ogni anno vi si tengono. Edifizi notevoli e monumenti, sì sacri che profani, sorgono in ogni parte della città, interessanti per l'artista o lo studioso delle memorie storiche; ma di questi più diffusamente tratteremo nei paragrafi seguenti
EDIFIZI SACRI
Il Duomo. — Iudubbiamente la Chiesa reggiana \a annoverata fra le più antiche d'Italia, poiché in questa Emilia, provincia prediletta dei Romani, il Cristianesimo, come ogni altra emanazione della vita romana, vi fu importato fin dal l secolo. Ciò si può con sicurezza affermare senza giurare sulla cronologia, che farebbe risalire la fondazione della sede vescovile in Reggio all'anno 60 ili Cr. ; il che, davvero, all'esame critico può sembrare affermazione alquanto avventata. E da supporre più ragionevolmente che la sede vescovile sia stata accordata a Reggio tra il III ed il IV secolo, quando già la propaganda cristiana, nel suo pe-
riodo ascendente ed irresistibile, avvolgeva ormai gran parte del mondo romano e tutta l'Italia, rendendo imminente e fatale, dal eonthtto delle nuove idee, delle nuove aspirazioni colle idee ed i sentimenti della civiltà pagana, la rovina del panteismo greco-romano.
Il duomo o cattedrale di Reggio sorge sulla piazza Maggiore (ora Vittorio Emanuele), ed è in gran parte costituito dall'edilìzio che nel secolo XII, nel miglior momento della fortuna dei Comuni, sorse a rimpiazzare la più antica chiesa cattedrale che la città possedesse, dacché, coll'editto di Costantino, il Cristianesimo fu consentito e le chiese da clandestine o tollerate