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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190
   Parli1 Terza — Italia Centrale
   La provincia di Reggio nell'Emilia è amministrativamente ripartita nel seguente modo (31 dicembre llJ01):
   CIRCONDÀRI COMUNI MANDAMENTI giudiziari Lejjge 31 iufeliu 1892 COLLEGI elettorali politici SUPERFICIE in Chilometri miadr. (dati ufficiali)
   IiEC.GlO NEI.!.'EMILIA . . 31 9 1883
   GUASTALLA ........ 1-2 3 380
   Totale . . 45 12 5 220U
   II.
   Orografia, idrografia e viabilità.
   Quasi una metà della provincia di Reggio nell'Emilia, e precisamente la parte meridionale, ha natura montuosa, onde il territorio reggiano può dividersi in tre zone ben distinte: a nord della via Emilia, la bassa pianura che si dirige al Po e la cui elevazione sul livello del mare oscilla dai 50 ai 20 metri; la pianura a sud della via Emilia, che va dai 50 ai 100 e più metri sul livello del mare; e la regione montuosa, che comincia con una, serie di belle colline, a pochi chilometri a sud di Reggio e termina al crinale apenninieo.
   La parte montuosa occupa nella provincia una superficie di circa 1050 chilometri quadrati e la zona delle colline di circa 140. I maggiori culmini delle montagne reggiane si trovano quasi tutti sulla linea di spartiacque dell'Apennino, che va dalle sorgenti del Dolo, presso al passo delle Radici, senza toccare questo passo, ch'è interamente compreso nel territorio modenese, all'Alpe di Succiso, che divide il bacino dell'Enza da quello della Magra.
   Sulla linea di spartiacque tra le sorgenti del Dolo e quelle dell'Enza si trovano: il monte Prado (2054 m.), il monte Sillano (1875 ni.), il Belfiore (1810 m.), La Nuda (1S95 m.), il monte Acuto (1927 in.), l'Alpe di Succiso (2017 in.). Dalla catena centrale dell'Apennino si staccano gli immediati contrafforti del monte Cusna(2121 m.) — la maggiore fra le vette reggiane — tra la valle del Dolo e quella della Secchia, il monte Pranipa (1699 m.), il monte Ventasse (1727 ni.), in continuazione dell'Alpe di Succiso e spartiacque tra la valle di Secchia e quella di Enza; la celebre Pietra Disman-tòva (1047 m.), in vicinanza di Castelnovo ne' Monti. Tonto nella catena centrale che nei contrafforti, che se ne staccano, l'Apennino reggiano ha andamento assai regolare, ond'è ben lungi dal presentare la singolare e complicata importanza dell'Apennino modenese, che, senza tema di errare, si può dire il nodo principale dell'Apennino settentrionale, dal passo di Cadibona in poi. L'Apennino reggiano ha due passi importanti : il passo del Cerreto (1261 m.), percorso dalla strada nazionale rotabile da Reggio e Castelnovo ne' Monti a Fivizzano e di là a Fosdinovo e Sarzana, ed il passo di Praderena (1562 m.), percorso dalla strada mulattiera tra Ligoncliio nel Reggiano, Sillano e Piazza al Serchio in Garfagnana.
   La regione collinosa della provincia reggiana comincia a pochi chilometri dalla città colle ridenti colline di Castellarano, San Tolo d'Enza, Quattro Castella, Albinea, Scandiano, fino alla storica Canossa. A piacevoli e verdeggianti alture o a belle e pittoresche vallette si alternano altipiani di considerevole estensione, tra cui quelli del GInanio, di Scandiano, di Ribbiano, di Cavriago sono i più celebrati.