Mandamenti e Comuni del Circondario di IJa\ullo nel Frignano
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rivendicare le libertà locali mettevano sottosopra tutto il Frignano. Fu assai danneggiato dal passaggio delle truppe di Serriliier nel 1797.
Coli, elett. Pavullo — Dioc. Modena — P3 e T. locali, Str. ferr. a Pracchia.
Riolunato (1735 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende nella parte nord del mandamento, alle falde nord-occidentali del Cimone, attraversato dalla Scoltenna, per una superficie censita in 1530 ettari. — Riolunato, capoluogo del Comune, è un modesto villaggio di poco più che 330 abitanti, 4 chilometri a nord-est da Pievepelago e a 705 metri sul livello del mare, sulla riva destra della Scoltenna. in esso l'edifizio di maggiore importanza è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Maggiore, eretta nel 1011. Salvo qualche casa di apparenza migliore delle altre il paese ha aspetto modestissimo e carattere affatto rurale e montanino.
Il Comune consta inoltre delle frazioni di Groppo, con 402 abitanti, dipendente un tempo dall'antico castello di Flamignatico sorgente in quei paraggi; Castello de' Pelosi, con 364 abitanti, luogo antico, ricordato nelle dedizioni frignanesi del 1197; ed altri piccoli gruppi di modestissimi casolari sparsi per la montagna o nella valle.
Il territorio di Riolunato è pressoché interamente a pascoli ed a boschi. Produce castagne, legna da ardere, da lavoro e carbone. Industria massima del luogo la pastorizia ed importante il traffico delle castagne e dei formaggi pecorini.
Cenno storico. — Questo paese deve il suo nome al trovarsi sulla sponda del rio scendente dall'Alpe Lunata, che così anticamente era detto il Cimone. Non cominciò ad avere importanza che nel secolo XVI, prima essendo sempre stato una villa dipendente dal castello de' Pelosi. Diede rinomanza a questo luogo un ospedale per i pellegrini, a servizio dei quali si mantenevano alcuni letti, ricordato negli statuti del 1492. Fu più volte danneggiato dalle lavine scendenti dai monti circostanti e dalle piene impetuose della Scoltenna.
Coli, elett. Pavullo — Dioc Modena — Ps e T. a Pievepelago, Str. ferr. a Pracchia.
Mandamento dì ZOCCA (comprende 2 Comuni, popol. 12.135 ab.). — Questo mandamento fu dalla legge 30 marzo 1890 costituito colPinsieme dei due antichi mandamenti di Zocca e Montese. Il mandamento di Zocca occupa la parte orientale del circondario di Pavullo, sulla sponda destra del Panaro e del Leo. Esso confina: a nord, col circondario di Modena; ad est e a sud, colla provincia di Bologna; a ovest, col mandamento di Fanano, da cui lo divide il Leo e col mandamento di Pavullo, dal quale è diviso dal corso del Panaro.
Il mandamento di Zocca è tutto in territorio montuoso e variamente accidentato, senza toccare per questo vette di grandi altezze. Le maggiori cime di questo territorio sono il monte Terrazza (1083 ni.), sul contine della provincia di Modena con quella di Bologna; il monte Questiolo (811 in.); il monte Acuto (890 ni.), nei dintorni di Zocca; il monte Termine (727 in.) ed altri meno alti, oscillanti tra i 050 e i 750 metri sul livello del mare.
Il Panaro bagna sulla sua destra il territorio del mandamento di Zocca, ricevendovi il tributo di numerosi torrentelli scendenti dalle vallicelle laterali e sulle montagne tra Guiglia e Zocca trova le sue origini la Samoggia, tributaria del Reno.
La maggiore arteria stradale che percorre il mandamento di Zocca è la provinciale che da Modena per Viguola, Guiglia e Zocca porta nell'Apennìno bolognese a Vergato. I)a questa si staccano altre strade comunali di maggiore o minore importanza a seconda delle località attraversate ; e tra questa non va scordata la rotabile da Guiglia a Pavullo. L'agricoltura è il massimo fattore economico di questa regione.
Zocca (5707 ab.). — Il territorio di questo Comune occupa la parte più settentrionale del mandamento, coprendo una superficie censita di 3819 ettari. — Zocca, capoluogo del Comune (16 chilometri a levante di Pavullo), è un grosso agglomerato