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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190
   Parli1 Terza — Italia Centrale
   parte delle decorazioni della primitiva chiesa fiumalbina. Di tali scolture le più interessanti di tutte sono due frammenti, nel coro dietro all'aitar maggiore, rappresentanti, con grande ingenuità di mezzi e semplicità di forme, una battaglia. Sono un saggio dell'arte di questi luoghi nel secolo XI e vuoisi illustrassero qualche fatto attinente alla battagliera contessa Matilde, campeggiando su uno di essi la figura della celebre donna. Nel coro mostrasi inoltre una buona tela del Malatesta rappresentante il Martirio di San Bartolomeo ; nella Sagrestia una croce astile su placca d'argento, buon lavoro di oreficeria, eseguito nel 1494 dai fratelli Antonio e Jacopo di Porto, orafi modenesi. Notevole pure l'antichissimo oratorio di San Rocco, al principio del paese, con dipinti non del tutto privi di sentimenti artistici, di un maestro Savallino da Carpì, eseguiti nel 1535.
   Al di là dell'impetuoso Pistone, dalle cui alluvioni, a difendere Fiumalbo, si sono compiuti in questi ultimi anni grandiosi lavori d'imbrigliamento e arginatura in muratura, si trova il vasto edilizio del Seminario, al quale è annessa una chiesa, in non cattivo stile del secolo XVII.
   Frazioni del Comune di Fiumalbo sono: San Michele, con 156 abitanti ed un'antichissima chiesuola in istile romanico, ricordata in documenti del 1110, sul versante occidentale dell'Alpicella. — Le Rotali (1300 in.), casali situati sul versante destro superiore del rio delle Tagliole, diviso da quello del rio delle Pozze mediante il dorso montuoso denominato la Fiancata. Conta 360 abitanti. — Le Mandriole, gruppo di case con albergo sulla strada dell'Abetone, in magnifica posizione, ecc.
   Fiumalbo, che possiede un buon albergo di montagna, è centro di svariate e dilettevoli escursioni: indichiamo fra le più importanti quella del Cimone, che si compie iu quattro ore; del monte Modino; dell'incantevole valletta delle Pozze; della Fiancata, per la quale si può passare nella valle delle Tagliole e salire al Lago Santo, al monte Giovo, al Rondinaio. Da Fiumalbo, ili brev'ora, si sale all'Abetone, ove, a 96 chilometri da Modena, finisce la via Giardini e comincia la Xiinenes, per Cutigliano e Pistoja. Il passo dell'Abetone è a 1388 metri sul livello del mare. Due piramidi in pietra arenaria cogli stemmi dei Lorenesi e degli Estensi, in marino di Carrara, segnano l'antico confine dei due Stati. Ogni piramide porta la propria iscrizione commemorativa. Quella toscana fu dettata dal gesuita Xiinenes, la modenese dal Tiraboschi, pure gesuita, ma miglior letterato del celebre matematico trapanese. E nella sua forma tacitiana: Franciscus 111 Mutinae Regii dnx — excissis alpibus — commissis ponte fluminibus aggenbus substractis — nova militari via — a mantuanis finibus — ad Etruscos — per LXXIV passuum millia — dediicta Germaniam jTJtruriae — jungebat — A. lì. S. 1777. - MDCCLXXVin.
   Dall'Abetone, luogo delizioso per le magnifiche ed immense boscaglie che si stendono sul versante toscano dell'Apennino, fornito dì locande e di alberghi di primo ordine popolarissimi nella state, sono agevoli le escursioni al Libro Aperto, al Cimone, all'Alpe delle Tre Potenze ed alle altre vette circostanti. All'Abetone, nella pensione di proprietà Coppi, si sta provvedendo, d'accordo fra vari scienziati, l'impianto d'uno stabilimento itroterapico.
   Il territorio di Fiumalbo dà limitatamente cereali ed ortaglie. E per la maggior parte a boscaglie ed a pascoli, onde vi hanno massima importanza, nella economia locale, le industrie forestali e la pastorizia, nonché quella del carbone e legnami.
   Cenno storico. — Di Fiumalbo (Flnmenalbum a ut Alpi a m) si hanno notizie sino dal 1038 per la rocca che esisteva sul poggio scoglioso che, a guisa di cono, si eleva alla confluenza del Pistone col rio delle Pozze. Nel 1339 era sotto il dominio immediato del marchese Obizzo d'Este, che vi nominava capitano Jacopo di Zannino da Correggio. Questa terra si mantenne sempre devota agli Estensi, anche quando le ribellioni dei Montegarullo, dei Montecuccoli e di altri feudatari, col pretesto di