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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di IJa\ullo nel Frignano
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   fu già il fortissimo castello dello stesso nome, celebre in tutte le vicende frignane®! dal secolo XII in poi; la rocca fu rovinata nel 1568 ed in suo luogo sorse l'attuale chiesa. Ha 443 abitanti. — Sant'Anna Pelago, con 812 abitanti, villaggio di non remota formazione, nella valle omonima, percorsa dalla strada che da Pievepelago inette al passo delle Radici. — Le Tagliole, comprendente tutta la vallata che da Pievepelago mette al Lago Santo ed al Rondinaio, percorsa dall'originario ramo della Scoltenna o Panaro, con bella chiesa parrocchiale. Ha 409 abitanti.
   Il Lago Santo è compreso nel territorio di Pievepelago. Si trova a 1501 metri sul livello del mare, sul fianco orientale del monte Giovo. Ha una periferia di metri 1250 circa ed una lunghezza di 525 metri, e 100 metri circa di larghezza media ed una profondità massima di circa 20 metri. Le acque ne sono limpidissime; vi si tentò l'allevamento delle trote, con risultati negativi. Il Destefani ed altri darebbero a questo lago origini glaciali; ma secondo il Pantanelli, che minutamente studiò l'Apennino modenese e ne scrisse, deve considerarsi originato dal distacco di una falda montana.
   Il territorio di Pievepelago si presta assai limitatamente alla coltivazione dei cereali. È in massima parte boscoso e dà in grande quantità castagne, legname da ardere, da lavoro e (la carbone. Vi si alleva molto bestiame e, soprattutto, industria attivissima del luogo è la pastorizia, nel vero senso della parola.
   Cenno storico. ¦— Le memorie di Pievepelago risalgono al secolo X. In quel periodo quivi possedevano beni la Chiesa di Modena ed il monastero di Brescello. Nel 1197, nel 1201, nel 1240 e nel 1276 gli uomini di Pievepelago in un coi loro capitani, i Gua-landelli, fecero atto di sottomissione al Comune di Modena. Più tardi passò ai nobili di Montegarullo. Nel 1381 passò ad Obizzo d'Este, che momentaneamente per punire i Montegarulli della loro ribellione la diede al Comune di Bologna. Per ragione degli alti pascoli, che sono verso il confine della Lucchesia, Pievepelago ebbe frequenti conflitti coi Lucchesi e vi fu un momento nel quale questi ne invasero tutto il territorio e ne fecero scempio. Specialmente gli uomini di Larga e di Coreglia, località sul versante opposto del Giovo e del Rondinaio, furono i nemici più acerrimi degli abitanti di Pievepelago.
   L'apertura della via Giardini e delle Radici ha dato, dalla seconda metà del secolo passato ai nostri tempi, grande incremento a Pievepelago.
   Coli, elett, Pavullo — Dioe. Modena — Pa e T. locali, Str. ferr. a Pracchia,
   Fiumalbo (3222 ab.). — È l'ultimo Comune della provincia modenese che s'incontri sulla strada Giardini verso la Toscana, con territorio nella parte sud-est del mandamento. Esso trovasi nel mezzo di un superbo anfiteatro di montagne, ove lo ricingono i tre corsi del Pistone e dell'Acquicciola — scendenti dal Cimone — e del rio delle Pozze, scendente dall'incantevole valle omonima compresa fra l'Alpe delle Tre Potenze ed il monte Gomito. Queste acque, riunite in un sol letto, procedono per un'angusta valle di circa 5 chilometri fino a Pievepelago, ove s'uniscono alla Scoltenna.
   Fiumalbo, a sud-est da Pievepelago e a 943 metri sul mare, è nel centro di questa bella conca, alquanto più in basso dalla via Giardini, alla quale è unito da un breve tronco di strada. E borgo quanto mai interessante e non manca di begli edifizi. Notevole è la chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo. Se ne hanno notizie fin dal 1220; venne ricostrutta dal 1589 al 1592, ampliata nel 1630 e rinnovata nel 1826. Dell'esterno è da osservarsi la facciata con un artistico portale del buon secolo XVI, in pietra da taglio, spirante nella sua semplicità una grande eleganza di linee: porta la (lata del 1594. Nell'interno è a tre navate, con due file di colonne reggenti sei archi per lato un complesso grandioso e semplice. 11 soffitto è in legno pieno, in istile barocco ma non eccessivo e quindi non spiacente. Nelle muraglie di questa chiesa furono incastrati vari frammenti di scolture dei bassi tempi, che indubbiamente fecero