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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di IJa\ullo nel Frignano
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   di scoltura il secolo XI in questa regione abbia dato. All'infuori di questi frammenti di scolture l'attuale chiesa di Frassinoro. dedicata a Maria Assunta, nulla offre di notevole. Nella sagrestia si conserva, prezioso cimelio, vegnente pur questo dall'antica abbazia, una pisside in forma di colomba, in rame dorato con ornati a smalto. L'uso di una tal forma era com unissi ma nel secolo XI in Francia, non così in Italia. Molto probabilmente fu portata dalla contessa Beatrice in uno dei suoi replicati viaggi in Lorena, ove aveva i congiunti del marito.
   Frazioni del Comune di Frassinoro: Sassatella. con 141 abitanti. — Ronco Sigifredo o Roncofreddo, celebre per l'antichissimo suo castello, dalla contessa Beatrice dato all'abbazia di Frassinoro. — Boccassuolo, sul versante destro del Dragone, quasi di fronte a Frassinoro, luogo antico, con 838 abitanti. — Romanoro, sul versante del Dolo, con 662 abitanti; soggetto dapprima agli abati di Frassinoro, indi ai Montecuccoli, che lo tennero fino al 1429. — Bovolo, con 373 abitanti, sulla sponda del Dolo. — Cargedolo, con 210 abitanti, sulla strada delle Radici, alla sinistra del Dragone. — Iticcovolto, detto anticamente Arcovoìto, con 982 abitanti; paese ricordato in una carta nonantolana del 1090 e nelle dedizioni frignanesi del 1197. — Mischioso, con 998 abitanti, già appartenente all'abbazia di Frassinoro, che poi lo diede in feudo ai nobili di Montecuccoli. — Piandelagotti (anticamente Pian de'Lagucchia), nel bacino estremo superiore del Dragone, luogo già coperto di boscaglie formanti una vastissima selva detta Romanesca, appartenente prima all'abbazia di Frassinoro, indi al Collegio dei Maroniti di Roma che la diede a livello al Comune di Frassinoro. In Piandelagotti, ultimo abitato, toccato dalla strada delle Radici, prima di salire l'erta del passo, si trovano alcuni edifizi di bella e moderna apparenza, un bene arredato albergo, una chiesa parrocchiale e nei dintorni parecchi casolari. Complessivamente la frazione di Piandelagotti conta 1038 abitanti. E unito, mediante una strada carrozzabile non troppo buona, a causa della lavina che deve attraversare, a Frassinoro. Trovasi a 1209 metri sul livello del mare e di là l'ascesa alla Foce delle Radici ed all'Alpe dì San Pellegrino non è che un'agevole escursione d'un paio d'ore o poco più.
   Il territorio di Frassinoro produce cereali e legumi, ma più ancora castagne, legna da ardere e da carbone e foraggi. I vasti pascoli di questo territorio favoriscono la pastorizia e l'allevamento del bestiame da stalla; ottimi latticini.
   Cenno storico. — La celebrità di Frassinoro deriva dalla sua rinomata abbazia di Benedettini, fondatavi, secondo l'affermazione di Donigone, panegirista dei Canossa, intorno all'anno 1070. Il patrimonio dalla contessa Beatrice assegnato all'abbazia di Frassinoro consisteva in dodici Corti, tra cui quella di Ronco Sigifredo, di Medola e di Vitriola.
   Nel secolo XII, auspice l'abate Guglielmo, gli uomini dell'abbazia di Frassinoro giurarono fedeltà al Comune di Modena e di seguirne in guerra i consoli. Più tardi però quei di Frassinoro, cui le continue guerre di Modena nuocevano, si svincolarono da quel giuramento, il che diede luogo ad aspri conflitti con Modena. Non è noto quando la badia di Frassinoro, danneggiata e sconvolta dalle frequenti lavine, cessasse di essere abitata dai monaci ; ma si hanno ragioni per credere che ciò avvenisse nella prima metà del secolo XV.
   Coli, elett. Pavullo — Dioc. Modena-Reggio Emilia — P2 locale, T. e Str. ferr. a Sassuolo.
   Mandamento di PIEVEPELAGO (comprende 3 Comuni, popol. 8776 ab.). - La circoscrizione d; questo mandamento non venne mutata per effetto della legge del 30 marzo 1890. Esso si estende per la regione sud-ovest e più alta del circondario di Pavullo, saliente fino allo spartiacque apenninico tra la provincia di Modena e la Toscana. Il mandamento di Pievepelago confina adunque: a nord, coi mandamenti di Montefiorino e di Lama Mocogno; ad est, col mandamento di Fanano; a sud, colle
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