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Parli1 Terza — Italia Centrale
7. Subbiano, sul versante del Dolo, a breve distanza ria Montefionno, con abitanti 471. Fu uno dei luoghi donati dalla contessa Beatrice all'abbazia di Frassinoro, da lei fondata. Celebre è la chiesa parrocchiale di Rubbiano, antica pieve ancora conservante le tipiche forme delle primitive basiliche a tre navate ed il tetto della navata maggiore in legno a due falde con cavalietti e capriate, ora ricoperta da un altro tetto in legno a cassoni quadrati. Nelle tre piccole absidi la chiesa mostra gli elementi decorativi caratteristici degli edifizi del secolo VI o VII al massimo. 11 Tiraboschi pubblicò un documento provante che questa chiesa, nonché esistere nel secolo X, era già nel 908 considerata come antichissima, rovinante ed abbisognevole di ristauri. La chiesa di Rubbiano è senza dubbio uno dei monumenti più ragguardevoli e caratteristici dell'A pennino modenese.
Altre frazioni di Montefiorino sono: Fossalta, con 450 abitanti; Macognano, con 230 abitanti; Gusciola, con 296 abitanti; Casola, con 719 abitanti; lago, con 276 abitanti; Palagano, luogo cospicuo con 1335 abitanti, ecc.
Tra Sassatella e Sasso, lungo la strada delle Radici, scende dal monte Modino la maggior lavina o frana che si abbia sull'Apennino modenese e da lungo tempo sempre in moto; ha forma di conoide, colla base sul fondo della valle lungo il corso del Dragone e la sommità al fianco del Modino. La strada l'attraversa per oltre un chilometro e dal movimento della frana è soggetta a continui spostamenti, che talvolta ne rendono assai difficile, se non impraticabile, il passo ai veicoli. Sul lato opposto della valle, di fronte alla ninnane lavina, trovasi il maggior affioramento di roccia serpentinosa che l'Apennino modenese mostri.
Il territorio di Montefiorino ha plaghe fertilissime, producenti cereali, legnini e frutta. Il maggior prodotto della regione sono le castagne, di cui si fa largo consumo per l'alimentazione e vasto commercio. Nella parte alta sonvi ricchi pascoli e boscaglie cedue, da cui si trae legname da lavoro, da ardere e da carbone. L'allevamento del bestiame è l'industria maggiore del luogo.
Cenno storico. — Le notizie di Montefiorino sono parallele a quelle dell'abbazia di Frassinoro, dal cui abate questa terra fu, nel 1060, data in feudo ai Montecuccoli, che, nel 1320, la vendettero ai Ronaccolsi, signori di Modena e Mantova. Nel 1336 si assoggettò al marchese Obizzo III, che ne investì di nuovo i Montecuccoli, ai quali si ribellò nel 1429 per passare sotto l'immediato governo del marchese Nicolò III. Nel 1509 fu occupato dalle truppe di Giulio IL Montefiorino ebbe sempre giurisdizione sui luoghi circostanti con titolo di podesteria; e godette di privilegi, esenzioni, benefici, per trovarsi sull'antica strada ducale che da Modena conduceva alla Garfa-gnana e dalla quale trasse sempre incremento e vantaggi.
Coli, elett. Pavullo — Dioc. Modena-Reggio Emilia — P2 e T, locali, Str. ferr. a Sassuolo.
Frassinoro (5854 ab.). — Il territorio di questo Comune occupa tutta la parte superiore della valle del Dragone e meridionale del mandamento tino allo spartiacque apenninico, per una superficie censita di 4596 ettari. — Frassinoro, capoluogo del Comune, sorge 10 chilometri a sud da Montefiorino, alquanto ad ovest dalla strada della Radice, a 1097 metri sul livello del mare. È oggi modesto paese montanino di 1180 abitanti circa, in pittoresca posizione; ma ben poco, per non dire quasi nulla, serba dell'abbazia che ne rese celebre il nome tra il secolo X ed il XIV. Del primitivo edilizio, eretto dalla fondatrice contessa Beatrice di Canossa, madre alla contessa Matilde, distrutto probabilmente da una frana — frequentissime in questa plaga di montagne, in continuo moto di scoscendimento, o mèglio di slittamento a valle — non rimangono sul sagrato dell'attuale chiesa che alcuni capitelli e parecchie colonnine di marmo con frammenti di scolture. Gli ornati simbolici e le rozze imitazioni dall'antico di questi capitelli sono da collocarsi fra le cose migliori che in fatta