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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190
   Parli1 Terza — Italia Centrale
   Lama), è un bel paese sul fianco d'un monte, in posizione amenissima, a 810 metri sul livello del mare, con 1108 abitanti Ila carattere moderno e civile e conta parecchi edifizi veramente signorili. La chiesa parrocchiale di Polinago è un'antichissima pieve dedicata a Maria Assunta e ricordata per la prima volta in una carta dell'Archivio Capitolare modenese del 1013. Sorge in pittoresca posizione dominante il paese e la vallata della Rossenna, sì che la si vede dalla Serra di Mocogno e da altri punti della Giardini. Subì vari ristaul e, nel 1891, un rifacimento generale, che le diede forma nuova, grandiosa, splendida. Notevolissimo poi, ed uno dei più belli dell'Apennino modenese, è il campanile della chiesa di Polinago, alto e slanciato, eretto in questi ultimi anni sull'area ed in parte col materiale dell'antica torre. La chiesa di Polinago è adorna di buone pitture moderne del prof. Manzini di Modena, il quale, appunto nell'agosto del 1890, per lo sfasciamento di una impalcatura, precipitò dall'alto rimanendo morto.
   Frazioni del Comune dì Polinago, delle quali non possiamo tacere, sono: Tirandola, con 010 abitanti, sul torrente Rossenna, luogo antico, ricordato in documenti del secolo XI, con rocca, infeudata dapprima ai conti di Gombola, indi ai Montecuccoli; San Martino Vallata, Cassano ed altre località di minore importanza.
   Il territorio di Polinago, assai fertile, produce cereali, frutta, ortaglie e soprattutto castagne, delle quali si fa grande commercio. Nella parte alta sonvi ottimi pascoli e boscaglie cedue, onde ne sono prosperose l'industria dell'allevamento del bestiame e quella della produzione del carbone.
   Cenno storico. Si trova menzione per la prima volta di Polinago in documenti del secolo X e fu quasi sempre feudo dei Montecuccoli, che, nel 1212, lo ebbero dall'imperatore Ottone IH. In quel tempo possedeva un grandioso palazzo abitato dalla famiglia feudale, munito di forte rocca, che, distrutta nelle guerre civili dei secoli XIII e XIV, venne, nel 1327, da Guidinello dei Montecuccoli, rista iuta e munita di alti e grossi gironi a difesa contro Passerino Ronaccolsi, signore di Modena e Mantova, che con un forte esercito si accingeva ad invadere il Frignano.
   Coli, elelt. Pavullo — Dioe. Modena — P2 locale, T. a Lama Mocogno, Str. ferr. a Sassuolo, Tr. a Maranello.
   Mandamento di M0NTEFI0R1N0 (comprende 2 Comuni, popol. 13.159 ab.). — La circoscrizione di questo mandamento non venne mutata dalla legge 30 marzo 1890. Esso occupa la parte occidentale del circondario di Pavullo e si stende per la lunga e profonda valle del Dragone, dal crinale apenninico, ove questa si forma, fino al suo sbocco nelle valli del Dolo e della Secchia. Il mandamento confina: a nord, col circondario di Modena; ad est, coi Mandamenti di Lama Mocogno e Pievepelago; a sud, ancora col mandamento di Pievepelago e colla provincia di Massa Carrara, circondario della Garfagnana; ad ovest è diviso dal corso del Dolo, dalla provincia di Reggio nell'Emilia.
   E in territorio essenzialmente montuoso, giungendo esso al crinale apenninico. coi monti Spicchio (1055 in.), San Pellegrino (1700 ni.) col passo delle Radici (1528 m.). La valle del Dragone è divisa dal bacino della Scoltenna dalla Serra Santa Maria (1241 m.), dal Sasso Tignoso (1492 ni.), dall'Alpe Sigola (1042 m.), dal monte Cantiere di Ban-gazzo (1017 in.), dal monte Rovinoso (1535 m.), dal monte Sant'Andrea (1591 m.), dal monte Lama (1269 m.), dal monte Acuto (1338 m.), ecc. Il monte Spino (1009 m.) ed il monte San Martino (1053 m.), coll'alta costa che li unisce, dividono II bacino del Dragone da quello della Rossenna.
   Dividono il bacino del Dragone da quello del Dolo il monte Roncadello (1353 m.), il monte Uccelliera (1324 ni.), il monte Mattioli (1341 ni.), il monte Modino (1414 ni.), il monte Aldro (1134 ni.) ed altre vette minori.