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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190
   Parli1 Terza — Italia Centrale
   (12-28 ni.). I Comuni e le numerose loro frazioni sono legati fra di loro da strade mulattiere e da sentieri.
   L'agricoltura e le industrie da questa derivate, come la pastorizia, l'allevamento del bestiame, il taglio del legname e la produzione del carbone sono i soli fattori della ricchezza 111 questa, montuosa ed appartata regione.
   Lama Mocogno (5428 ab.). — Il territorio di questo Comune, capoluogo del mandamento, si stende nella parte centrale del mandamento stesso, occupando, si può dire, il gruppo di montagne che dai monte Mocogno va al Cantiere. Copre la rilevante superficie censita di ettari 8351 ed è, come tutti i Comuni di questa plaga, eminentemente frazionato. — Lama Mocogno, capoluogo del Comune (10 chilom. a sud-ovest da Pavullo) è un grosso paese formatosi di recente e specialmente dopo il passaggio della Giardini sulla cosidetta Serra di Mocogno (812 ni.), in posizione assai pittoresca, dominante tutto il fianco settentrionale del Cimone, ma che non presenta peraltro cose notevoli. Nella parte bassa, appiedi del ciglione sul quale passa la strada nazionale, esiste un oratorio costruito da poco tempo per opere e a spese degli abitanti ed intorno ad esso è un altro borgo, ch'è l'originario paese di Lama Mocogno. Quivi, sul vasto piazzale e sul circostante prato, si tengono quelle fiere, periodiche alle quali il paese deve le sue origini e che sono fra le più frequentate della regione, e cosa caratteristica e pittoresca assai a vedersi.
   Altre frazioni del Comune sono:
   1. Mocogno, di fronte a Lama, sulla sinistra del fiume Rossenna: è uno dei tre castelli concessi dall'imperatore Ottone IV nel 1212 ai signori di Montecuccoli; ha una bella chiesa parrocchiale, rifatta a nuovo tra il 1014 ed il 1022 ed ampliata nel 1900. Mocogno fu assai danneggiato da una grande lavina mossasi il 21 febbraio 1581.
   2. Cadignano (805 in.), con 377 abitanti; sulla nuova strada carrozzabile per Pianorso-Montefiorinu. Dipendeva dal castello di Mirasole, sorgente in quelle vicinanze e del quale ora più nulla esiste. Fu feudo dei Montecuccoli.
   3. Pianorso (760 in.), con 1058 abitanti; alpestre paese nella valle della Rossenna, che da antica data fu feudo dei Montecuccoli. Ha una chiesa parrocchiale di buona architettura, sostituita alla primitiva nel 1676.
   4. Vaglio (698 ni.), con 837 abitanti: nella valle della Scoltenna; unita a Lama da una buona strada, che si stacca dalla Giardini alla Serra. È luogo antichissimo già detto Valeva e ricordato nelle dedizioni del 1197 e del 1276. Fu dai Lucchesi, alleati al marchese di Ferrara, tolto ad Obizzo di Montegarullo, che proditoriamente se n'era impadronito (1392). Attualmente è discreto paese. Nel 1689 fu danneggiato da una grande lavina e nuovamente funestato da una frana nel 1879 e da altra recentissima nell'aprile 1901, che distrusse la chiesa col campanile, la strada, il cimitero, ecc.
   5. Sassostorno, con 581 abitanti; ò una frazione formata da vari casali sparsi sulla sponda sinistra della Scoltenna e che si ressero lungamente a Comune, ricordati nelle dedizioni del 1199 e del 1270. Subì varie infeudazioni e fu danneggiato dalla lavina del 1689, che sconvolse la topografia di questo tratto di paese.
   6. Barigazzo, con 249 abitanti, a 1224 metri, è su un punto culminante della via Giardini, prima di ridiscendere a Pievepelago. E un discreto paesello, formato di poche case di moderna costruzione e dalla chiesa parrocchiale, fiancheggiata da un poderoso torrione in pietra lavorata eretto in questo secolo. Notissimo fra i fenomeni naturali è il fuoco o fontana ardente di Barigazzo : in una insenatura del monte, di fianco alla strada Giardini. È una ricca fuga di gas idrocarburati sotterranei che si incendiano avvicinandovi una fiamma. Il luogo ove il fenomeno si manifesta venne recinto in modo da utilizzare il gas in una fornace per la cottura della calce. Havvi il progetto di incondottare quel gas ed utilizzarlo per l'illuminazione ed il riscaldamento del paese.