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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di IJa\ullo nel Frignano
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   e fresca per le nuove vie, senza essere liberata del tutto dai vecòlii metodi tradizionali ». L'attuale chiesa parrocchiale sostituì l'antica chiesa di San Biagio, della quale si vedono ancora gli avanzi ridotti a tre mura senza tetto. Di questo edifizio è principalmente rimarchevole la fronte in pietra squadrata ed in istile romanico del secolo XI, nella quale spicca, per eleganza di linee e di decorazione, la porta maggiore. Le notizie di Roncoscaglia risalgono all'anno 1069; dal secolo XIII fu Comune che i Bolognesi, nel 1-iO, assalirono e distrussero. Nel 1371 Roncoscaglia nassò agli Estensi, ai quali, nel 1392, fu tolto dal battagliero Obi zzo da Montega rullo.
   Il territorio di Sestola, assai fertile, produce cereali, legumi, ortaglie, frutta. Maggiore prodotto del luogo è quello delle castagne, di cui esistono in tutto il territorio bellissime boscaglie. L'allevamento del bestiame bovino ed ovino è in questo territorio assai favorito da molti pascoli, che si stendono sui fianchi della Calvanella e della Cervarola fin presso alla vetta del Cimone.
   Cenilo storico. — Sestola è luogo antico. I secentisti hanno fantasticato che possa aver tratto il suo nome da Sesto, figlio di Tarquiuìo il Superbo, rifugiatosi su questi monti dopo la vergognosa catastrofe che abbattè in Roma la monarchia e v'instaurò il governo repubblicano. Più verosimilmente fu una delle principali stazioni dei Liguri, primitivi abitatori della regione. Nella metà del secolo Vili aveva già un castello poderoso, compreso nel diploma di Astolfo, re dei Longobardi, del 753, a favore della abbazia di Nonantola. Colle dedizioni del 1197 e 1205 Sestola passò al Comune di Modena; ma più tardi, nel 1236, i capitani del Frignano lo diedero con altri castelli ' ai Bolognesi, che lo tennero fino al 1276, nel quale anno ritornò in potestà del Comune di Modena. Non rifaremo qui la storia delle numerose e varie vicende di Sestola, rimandiamo invece il lettore ai cenili storici del Frignano, di cui Sestola fu, dal secolo XIV in poi, il centro virtuale e la capitale amministrativa. Rammenteremo che la rocca di Sestola fu occupata dalle armate pontificie di Leone X nel 1-521; che durante le guerre di successione del secolo passato la rocca di Sestola fu più volte occupata dai Francesi e sostenne anche, nel 1706, un vero assedio.
   Il fortunato sviluppo di Pavullo, dalla fine del secolo scorso in poi, per il transito della Giardini, menomò l'importanza di Sestola e tolse a questo luogo la supremazia che, come capoluogo della provincia del Frignano, serbò dal secolo XIV fino alla fine del secolo XVIII.
   Coli, elett. Pavullo — Dior. Modena Nonantola -- P* e T. locali, Str. ferr. a Formigine, Tr. a Marauello.
   Mandamento di LAMA MOCOGNO (comprende 3 Comuni, popol. 11.479 abitanti). — Questo mandamento fu, per effetto della legge 30 marzo 1890, accresciuto del Comune di Montecreto, già appartenente al soppresso mandamento di Sestola. Il territorio mandamentale si stende nella parte centrale del circondario, dalla sponda sinistra della Scoltenna (eccettuato il territorio di Montecreto che è sulla destra) all'alto sistema di montagne che divide il bacino di questo fiume dalla valle del Dragone ed in parte anche dalla Rossenna, tributario della Secchia. Il mandamento di Lama Mocogno confina perciò: a nord, col circondario dì Modena; ad est, col mandamento di Pavullo e con quello di Fanano; a sud, col mandamento di Pievepelago; ad ovest, col inandamento di Montefiorino.
   TI mandamento di Lama Mocogno è in gran parte montuoso, in esso si trovano: il monte Acuto (1338 m.), il monte Mocogno (1230 m.), il monte Cantiere di Barigazzo (1617 in.), ecc. La Scoltenna, principalmente, che ne percorre tutto il lato orientale, la Rossenna ed il Dragone sono i corsi d'acqua che bagnano il territorio di questo mandamento.
   La strada nazionale Giardini attraversa interamente il territorio di Lama Mocogno, toccando a Barigazzo, dopo un'erta ascesa, Una delle maggiori sue quote d'altitudine