Mandamenti e Comuni del Circondario di IJa\ullo nel Frignano
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ordine di Alfonso II duca di Modena e Ferrara, le cui aquile, emblema della famiglia d'Este, ornano ancora gli angoli delle mura, sebbene deturpate dalle passate vicende. La porta d'accesso, rettangolare, è decorata di bagnate in pietra, che non disdicono alla robustezza dell'edilizio destinato ad uso militare. Nel recinto della fortezza sorge una colonna, con un capitello finamente lavorato nello stile del secolo XV portante una croce in ferro. La fortezza, smantellata sul principio del secolo XIX, trasformata in prigione dal governo ducale, diventò in seguito proprietà del Comune di Sestola. Ora vi si trova un ben ordinato Osservatorio meteorologico, 111 corrispondenza coll'altro che fu impiantato sul Ci mone e colla specola di Modena. Nella state, per liberale concessione del Comune di Sestola, alloggia nel forte la colonia elei rachitici poveri modenesi, mantenuti colassi! a rinfrancare gli esili corpicini coll'aria balsamica e pura che scende dall'alto Apenmno, da un Comitato di benefìci cittadini.
Contemporaneo all'erezione della fortezza è il palazzo Governatoriale, sede dell'antico commissario o governatore della provincia del Frignano. L'editizio ha buone linee architettoniche ed è decorato da un severo bugnato in pietra, ma potrebbe essere meglio conservato.
La chiesa parrocchiale di Sestola è un mediocre edilizio, eretto sul principio del secolo XVII, in luogo di altra già esistente nel recinto della fortezza, ma scomoda, angusta e non sempre accessibile agli abitanti del borgo. Venne consacrata nel 1629, alli 28 d'ottobre, dal vicario generale dell'abbazia di Nonantola, sotto la cui giurisdizione spirituale, per antichi privilegi, Sestola, come tutta la conca fananese, si mantenne. E a tre navate. Vi si conservano buoni dipinti, tra cui una eccellente copia della Madonna del Roseto del Francia, ch'ora è uno dei più pregiati ornamenti della Galleria Reale di Monaco. Le altre chiese e gli oratorii non mancano di buoni dipinti del secolo XVII e del XVIII, fra cui la grandiosa Pietà nella chiesa del Rosario.
Sestola, stazione estiva gradita per molte famiglie di Modena, ha buoni alberghi e belle case d'alloggio ed offre nei suoi dintorni una serie ricchissima di piacevoli, interessanti e non troppo faticose escursioni, La più frequentata è quella dell'ame-nissima Bocca della Fratta, stendentesi a sud-est della fortezza. Fu creata per disposizione davvero provvida dal duca Francesco IV, che nel 1825 diede ordine all'agronomo G. B. Perfetti di Sestola di rivestire quella località a roveti ed a cespugli spinosi, di pini, abeti e larici, che crebbero magnificamente e formarono una vasta, ombrosa e magnifica foresta, che ora è mantenuta con cura estrema.
Il Cimose. — L'escursione classica che generalmente sì compie da Sestola è l'ascensione del Cimone, la superba vetta dell'Apennino settentrionale. Una strada mulattiera, in buone condizioni e sempre vigilata dal Comune di Sestola, facilita assai l'ascensione, che può farsi senza il sussidio di guide. La strada da Restola al Cimone si svolge per la Calvanella. costeggia la Cervarola, il Salto della Capra e sbocca al Pian Cavallaro (1827 m.), ove fanno capo anche le altre strade e sentieri che da Fanano, Riolunato, Fiumalbo conducono sul Cimone. Dal Pian Cavallaro in mezz'ora si può ascendere l'ultima massa montana e toccare la vetta più alta dell'Apennino settentrionale (2163 ni.). Da Sestola s'impiegano da tre ore e mezzo a quattro. Altrettante da Fiumalbo e Riolunato; circa sei ore da Fanano e quattro dall'Ahetone per il Libro Aperto. Il panorama che di lassù si domina — se il cielo oltreché essere sereno è perfettamente limpido, caso assai raro a verificarsi — è straordinario, sconfinato. Va considerato sotto due aspetti: il vicino ed il lontano. Il vicino abbraccia tutte le colline e montagne del Modenese, del Reggiano e del Bolognese, con una infinità di punte, sulle quali, se non si ha grande pratica, è assai difficile il raccapezzarsi, tanto n'è il numero e sì comune alle vette ape mimiche è la forma rotondeggiante.
Il raggio del panorama immediato dal Cimone va dalla cima di Cusna, Succiso e Penice ad ovest; aìle Alpi Apuane a sud-ovest; al Rondinaio ed al Giovo a sud; al
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