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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190
   Parli1 Terza — Italia Centrale
   Firenze, circondario di Pistoja; ad ovest, col mandamento di Pievepelago, e con quello di Lama Mocogno.
   Il territorio di questo mandamento, che arriva alla vetta del Cinione, è la parte orograficamente più importante dell'Apennino emiliano. Su di esso dominano le vette della Cervarola (1623 in.), della Calvanella (1529 m.), del monte Lancio (1540 ni.), del monte Spigolino (1827 ni.), del monte Balzoni (1752 m.), della Cima Taufti (1799 m.), del Libro Aperto (1937 in.), del monte Lagoni (1961 m.) e di tutta la costa che da questi va alla vetta del Giunone (2163 in.), la più eccelsa punta dell'Apennino settentrionale.
   Bagnano il territorio del mandamento di Fallano, oltre alla Scoltenna, il Yesale, scendente dal Cimone tra la Calvanella e la Cervarola; il Fellicarolo, scendente dalla vallata omonima, e PAmolaS che presso Fananl si congiungono per formare il Leo, uno dei maggiori attinenti di destra della Scoltenna, che dalla foce del Leo in avanti prende il nome di Panaro.
   Il mandamento di Panano è percorso dalla strada comunale da Pavullo a Panano per la vai di Sasso e da quella detta del Serpentino per Renno e la valle di Yesalia Sestolese, ora in via di compimento. Strade mulattiere abbastanza comode e sentieri ben praticati mettono in comunicazione le molte frazioni dei due Comuni del mandamento fra di loro e coi capoluoghi, nonché, per gli opportuni passi nell'alta montagna, colle limitrofe Provincie di Bologna e di Firenze. Il territorio di questo mandamento ha nella produzione agraria il massimo fattore della sua ricchezza economica.
   Fanano (6119 ab.). — Il Connine di Fanano stende l'ampio suo territorio nella parte sud-est del mandamento, dalle falde orientali e settentrionali del Cimone su per le valli di Fellicarolo e dell'Aiuola, coprendo una superficie censita di ettari 9515. — Fanano, capoluogo del Comune e del mandamento, è una delle più celebri ed importanti terre dell'Apennino modenese ; siede a 22 chilometri a sud da Pavullo e a 640 inetri sul livello del mare, in posizione pittoresca, contornata da alte e boscose montagne,, ed ha aspetto piuttosto malinconico e severo, quantunque non sia privo di edifizi moderni e rimodernati di buona architettura.
   Per ricordi ed antichità primeggia in Fanano la chiesa parrocchiale, con grado di arcipretale e dedicata a S. Silvestro papa. Si vuole abbia origine da Sant'Anselmo, già duca del Friuli, che ritiratosi a penitenza ed a vita monastica in questi monti, l'avrebbe edificata nel 750 insieme ad 1111 cenobio, nel quale stette con altri compagni tre anni prima dì scendere alla pianura sotto Modena per fondarvi l'abbazia di Nonantola, diventata in breve volgere d'anni una delle più celebri d'Italia. La chiesa arcipretale attuale, essendo stata distrutta da un incendio la vecchia, venne riedificata nel 1612 sul gusto del tempo, a tre navate, con diverse cappelle erettevi in tempi diversi da varie famiglie fananine. In questa ricostruzione furono utilizzati, come è facile scorgere, vari frammenti dell'antico edifizio, quali il piccolo e disadorno abside esterno ed i grossi capitelli delle colonne all'interno, scolpiti con quella rozzezza di metodi e quella simbolica ingenuità ciré propria dei lavori di questo genere dei secoli VII, Vili 0 IX. Notevoli nel giardino della canonica due capitelli, trasformati ora, colle loro eleganti colonnette di marmo, 111 sostegno di vasi da fiori, più finamente lavorati che non i precedenti, ma che il Toschi, nella sua illustrazione artistica dell'Apennino modenese, confronta, per stile e finitezza di lavoro, con quelli di Cividale nel Friuli e cogli altri che si veggono nel Museo archeologico di Milano e che già appartennero al celebre monastero (l'Anzasca (pur essi del periodo longobardo).
   In questa chiesa si notano vari quadri di buona scuola del secolo XVII, tra cui una Madonna con vari Santi del Passignano ed altri di Pellegrino Pellegrini, allievo di Guido Reni. Notevoli poi i lavori d'intaglio in legno, di gusto barocco, ma condotti con molto slancio, che adornano gli altari e le cappelle e che fanno da cornice ai quadri. Furono eseguiti da artefici locali e con perizia non comune.