190
Parli1 Terza — Italia Centrale
16, Montecuccolo, sulla strada Giardini a sud di Pavullo, con 390 abitanti E questo il più celebre ed uno dei meglio conservati castelli che del periodo feudale rimangono ancora nel Frignano (fig. 27). Il castello di Montecuccolo sorge sulla vetta di un alto colle, avanzato tra le valli di Scoltenna e di Rossenna, ad 873 metri sul livello del mare, in posizione magnifica dominante uno spettacoloso panorama da ogni lato. E circondato da tre recinti di mura, e nell'antica rócca merlata, residenza dei feudatari, mostrasi ancora la stanza ove nacque Raimondo Montecuccoli, uno dei più celebri e dotti capitani del secolo XVII. Il castello subì infinite vicende, tra cui un saccheggio nel 1535 ad opera dei Tanari, ed un altro assai più grave nel 1799 dalle truppe francesi di Macdonald durante la repressione del movimento insurrezionale del Frignano,'di cui si è precedentemente discorso. Il vecchio maniero fu lodevolmente, e con non lieve dispendio, fatto l'istaurare dagli attuali proprietari. La chiesa di Montecuccolo, già dipendente dalla pieve di Renilo, fu svincolata nel 1672 ed eretta in parrocchiale. Il vecchio campanile fu costrutto nel secolo XVI cogli avanzi della chiesa dì Ripodrisìo. Sul vicino luogo di Serra di Porto, nel 1858, venne eretta una piramide alta 10 metri in onore dei Frignanesi morti nel movimento insurrezionale del 1799; fu inaugurata, presente il duca Francesco V, con singolare solennità. Ma l'anno appresso, quando si sparse la notizia che il corpo d'armata francese comandato dal principe Gerolamo Napoleone avrebbe attraversato il Frignano per recarsi dalla Toscana in Lombardia, alcuni sconsigliati, temendo chissà cosa, la atterrarono, ed ora non ne rimangono che pochi ruderi.
A Montecuccolo, oltre del celebre capitano Raimondo Montecuccoli, nacquero: Guido Mazzoni, famosissimo plastico, le cui opere maggiori si veggono sparse nelle chiese di Modena e suscitarono l'ammirazione del Michelangelo e del Vasari ; Gui-detto di Pietro del Gallo, dottore in legge ed ambasciatore del Senato bolognese in Lombardia nel 1324; il padre Gio. Antonio Gavazzi (m. 1680), missionario nel Congo ed in altre regioni dell'Africa equatoriale, intorno alla quale lasciò un'opera descrittiva — la prima che di tal genere, e con intendimenti scientifici ed osservazioni pratiche, fin qui si abbia —intitolata: Istoriai descrizione dei tre regni: Congo, Matamba, Angola, ecc., ecc.
Montecuccolo nel passato fu capoluogo di una podesteria comprendente i Comuni di Renilo, Gajato — del cui castello in posizione eminente si scorgono dalla Giardini gli avanzi dominatori della vallata della Scoltenna fino a Sestola — Sassostorno, Montecenere, Olina, Camatta, Sassorosso e Burgone. Tagliato fuori dalla Giardini, Montecuccolo decadde; ed il colpo di grazia l'ebbe nel 1819, quando Francesco IV, ripristinata la provincia del Frignano, fattone capoluogo Pavullo, decretò che quivi fossero trasferite tutte le giurisdizioni locali, sedenti dapprima in Montecuccolo.
17. Benno (710 in.), con 480 abitanti, al disotto della via Giardini, sulla strada detta del Serpentino, che da questa si stacca dirigendosi a Sestola. e Fanano e di là a Porretta. È luogo antichissimo, ricordato in un documento dell'890. Quivi, nel 931, il conte Suppone, inesso imperiale, tenne un placito. Godette autonomia comunale ed aveva capitani propri, i quali nel 1273 giurarono al Comune di Modena di seguire il partito guelfo. Fu dato dal marchese Nicolò III d'Este in feudo ai Montecuccoli. La chiesa piovana di Renilo, dedicata a San Giovanni Battista, è una fra le piti antiche ed artisticamente importanti della montagna modenese. Fu più volte rimodernata; il campanile venne eretto nel 1705 e la porta della chiesa venne rifatta nel 1782. Nelle vicinanze di Renilo, e precisamente sotto il paese e verso il letto della Scoltenna, abbondano gli affioramenti serpentinosi. Il serpentino di Renno è forse il più apprezzato di quanti se ne trovano nelle montagne modenesi. Da questa ròcca furono tratte le belle colonne ed altre decorazioni del Camposanto di Modena. E però di natura friabile e facilmente alterabile agli agenti atmosferici.