Pavullo nel Frignano
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La chiesa parrocchiale con titolo di arcipretale, dipendente dall'antica pieve di Renno e dedicata a San Bartolomeo, si trova al principio del paese, sulla strada Giardini venendo da Modena ; è di architettura semplice e moderna, sórta nello scorcio del secolo XVII ed ampliata nel 1837, in luogo di altra chiesuola preesistente, officiata prima dai Lazzaristi, indi dagli Scolopi, i quali abitavano nell'attiguo convento ora ridotto ad Albergo della Posta, senza avere per nulla perduto nella disposizione e nell'architettura le caratteristiche dell'antico convento. In questo Albergo della Posta soggiornarono: nel 1804 la principessa Baciocchi, sorella di Napoleone I; nel 1816, 1819 e 1821 Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone I, già imperatrice dei Francesi, poi duchessa di Lucca, indi di Parma; nel 1817 Carlo Alberto di Savoia-Carignano, colla moglie Maria Teresa arciduchessa di Toscana; nel 1821 Vittorio Emanuele I re di Sardegna, e nel 1835 la regina vedova delle Due Sicilie, Maria Carolina d'Austria.
Altri edilizi notevoli di Pavullo sono: il palazzo del Comune, sulla cui fronte esterna sono le lapidi ricordanti gli illustri Frignanesi, tra cui primeggia indubbiamente il celebre capitano delle armate imperiali e scrittore di cose militari, Raimondo Montecuceoli, nativo del vicino Montecuccolo, frazione del Comune; l'edilizio scolastico, e qualche casa privata di moderna costruzione.
Poco oltre Pavullo, sopra d'un piccolo poggio, sorge il convento dei Cappuccini, eretto verso la metà del nostro secolo dai duchi Francesco IV e Francesco V ed ora ridotto ad ospedale con un patrimonio di circa 178.000 lire.
A mezzodì del paese, procedendo per la strada Giardini verso Montecuccolo, in ?no slargo della valle si trova la palude o stagnine, da cui vuoisi sia derivato il nome del paese. Questa valle, antico fondo lacustre di maggior importanza di quella che ora non abbia la palude, è ricca di torba, e si fecero già vari tentativi per scavarla ed utilizzarla come combustibile. La palude, specie durante i mesi della state, altera colle sue esalazioni la purezza cristallina dell'aria che si gode in tutto il Frignano, malgrado i lunghi ed ardenti voti dei comunisti di Pavullo di prosciugarla. Vari tentativi furono fatti, riusciti, per l'insufficienza dei mezzi, infruttuosi. Ora sembra che il voto dei Pavullesi sarà presto esaudito, per l'esecuzione di un progetto di abbassamento dell'emissario della palude, già approvato dalla Provincia e dal Governo, e quindi in via di esecuzione.
Numerose ed importanti, anche sotto riguardi storici, sono le frazioni del Comune di Pavullo, stendentisi per l'ampio e montuoso territorio circostante. Crediamo opportuno ricordare le principali:
1. Montebonello (751 m.), con 699 abitanti, ad ovest della strada Giardini: chiesa parrocchiale, assai antica, fondata forse dalla contessa Matilde di Canossa e mostrante, nelle pareti laterali, ancora gli avanzi del primitivo edifizio in istile romanico. Di Montebonello si hanno ricordi fin dal 1033. Fu anticamente soggetta alla Curia modenese, indi nel 1227 infeudata ai signori di Montegarullo. Dell'antico suo castello, ricordato nelle cronache del periodo comunale e delle fazioni, non rimangono che pochi avanzi ed una torre diruta. Nel suo territorio si hanno tracce di petrolio e depositi torbosi.
2. Coseogno (520 m.), con 446 abitanti, ad oriente della strada Giardini e sulla nuova strada che da Pavullo per Festa conduce a Vignola. Fu luogo celebre per l'antichità della sua pieve, che nell'anno 1104 fu visitata dalla contessa Matilde e da San Bernardo di Mentone. Nella chiesa attuale si notano avanzi dell'antico edilizio in architettura romanica, specialmente il portale, conservato nello stato primitivo; notevole è pure, nel vicino casale, una porta in pietra del 1516, lavorata colla elegante semplicità del Rinascimento. Coseogno fu singolarmente danneggiata dalle truppe pontificie, nel 1643, durante quella guerra che fu detta di Castro.