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190 Parli1 Terza — Italia Centrale
Francia e sbarcata a Livorno il 29 aprile 1658 si dirigeva per la Garfagnana a Modena, per passare poscia in Germania.
La guerra per la successione di Spagna scoppiata nel 1700, e che travolse anche il ducato di Modena, ebbe la sua poco lieta ripercussione anche nel Frignano, che, come tutto lo Stato estense, fu messo a contribuzione di uomini e di danaro, e fu invaso dalle truppe gallo-ispane, che alla fuga del duca Rinaldo I in Bologna avevano occupato Modena. Contribuzioni, prepotenze e tutti gli altri maltrattamenti che i vincitori usano infliggere alle terre di conquista toccarono al Frignano in questo periodo, che fu uno dei più tristi. La sorte dei Gallo-Ispani, specie dopo la sconfitta di Torino, volgendo alla peggio in Italia, il comandante del presidio francese in Sestola si rafforzò quanto più potè in quel castello, deciso, sebbene avesse a sua disposizione un esiguo presidio, di resistere ad oltranza contro l'avanzare delle truppe austriache sotto il comando del marchese Silvio Montecuccoli. E davvero la difesa fatta a Sestola da questo De Boussy fu valida, avendo quel piccolo forte resistito dal 29 settembre 1706 al 14 marzo 1707, capitolando poi coll'onor delle armi, dopo avere sostenuto e respinto parecchi assalti, nei quali erano anche in giuoco le artiglierie dal Montecuccoli portate sulle alture vicine.
Nel 1739 il Frignano soggiacque ad altra occupazione francese, assai più breve della precedente e caratterizzata da una enorme contribuzione in fieno, che i Fri-gnanesi dovettero portare gratuitamente a Sassuolo per il vettovagliamento della cavalleria francese.
Nuove vicende guerresche turbarono il Frignano durante la guerra per la successione imperiale, nella quale gli Austro-Sardi, capitanati da Carlo Emanuele III re di Sardegna, occuparono il ducato di Modena e tennero forte presidio nel Frignano per guardare i passi della Toscana e del Massose, levando, naturalmente, forti contribuzioni alle impoverite popolazioni. Il forte di Sestola fu singolarmente agguerrito; ma quei preparativi non ebbero altro effetto che d'immiserire il paese, poiché, conclusasi l'anno seguente la pace, gli Austro-Sardi sgombrarono il territorio e Francesco III fu reintegrato nei suoi Stati completamente rappacificato con Maria Teresa.
Dopo questo sconvolgimento un lungo periodo di pace passa sopra gli Stati estensi, ed il Frignano ne fruisce per sanare le piaghe antiche e recenti e per cogliere gli utili delle grandi arterie stradali che il duca Francesco III fece aprire, l'una per il passo delle Radici e la Garfagnana, l'altra per l'Abetone; quest'ultima potè dirsi la più bella strada aperta nel secolo XYI1I in Italia, e gareggiò colle magnifiche ed utili strade che furono decretate ed aperte nel periodo napoleonico. Anche il governo del duca Ercole III, succeduto al padre, fu totalmente pacifico e mite; e solo negli ultimi anni, all'incalzare degli avvenimenti di Francia ed al propagarsi delle idee rivoluzionarie, assunse delle velleità poliziesche e di repressione, che non ebbero peraltro serie conseguenze.
Nel giugno del 1796 l'armata francese in Italia, che, condotta da Bonaparte con un seguito di sbalorditive vittorie, dalle Alpi Marittime era giunta a Milano ed a Mantova, occupava Modena e lo Stato estense, proclamandovi un mese dopo decaduto il governo degli Estensi ed instaurati gli ordinamenti repubblicani. In pari tempo distaccamenti di truppe furono spediti nelle montagne a custodirvi i passi e le strade dalle quali i Francesi potevano aspettarsi sorprese. Tali occupazioni erano accompagnate da enormi contribuzioni in danaro e vettovaglie e da spogliazione degli enti e corporazioni di beneficenza e religiose, onde far fronte al mantenimento delle truppe ed alle spese di guerra. Ciò indispose le popolazioni ed in singoiar modo quelle del Frignano, rimpiangenti il mite e paterno regime degli ultimi due duchi.
Una vera corrente di avversioni, nella quale soffiavano i nobili, i preti, gli ex-funzionari ducali che si eran visti privare delle loro prerogative, della loro autorità,