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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

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a cura di Federico Adamoli

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   Il Frignano
   185
   Nel 1554, combattendosi la guerra di Siena contro gli Imperiali, i Francesi mandati da Enrico II in aiuto di Siena sotto il comando del maresciallo Forquelvaux attraversarono il Frignano penetrandovi dal Reggiano per la valle di Secchia e compiendo press'a poco l'itinerario dell'attuale via delle Radici; ma fu una marcia assai difficile e disastrosa, specie per il trasporto delle artiglierie e delle munizioni e l'approvvigionamento delle truppe, che stanche ed affamate in disordine giunsero all'Alpe di San Pellegrino e di là scesero in Garfagnana. Per aver dato passo a queste truppe, il Frignano corse nel 1557 pericolo di essere invaso dagli Spagnuoli; ma la pace sopravvenuta fra Spagna e Francia valse a scongiurare la temuta invasione ed a rimettere il duca Ercole II nelle buone grazie dell'imperatore Carlo V.
   Salvo contese sòrte per ragioni di confini tra quelli della vallata di Pievepelago e quelli di Barga nella vicina Lucchesia, contese che nel 1572 assunsero una qualche gravità per il proposito manifestato dai Barghigiani di scendere a valle ed incendiare Pievepelago. la pace non fu per lungo tempo turbata nel Frignano, nò la storia ebbe a registrare avvenimenti notevoli. Soffrì per contraccolpo della guerra di Garfagnana scoppiata nel 1583, sia per il continuo passaggio di truppe che nel loro itinerario facevan più danni che non la gragnuola e la peste insieme, e si traevano dietro una quantità di ladroni, malviventi e donnaccie che finivano di guastare quello che le truppe non avevano del tutto rovinato; sia per la carestia e la cessazione di ogni commercio, inevitabile conseguenza delle guerre d'allora.
   Nuova occasione di mostrare il suo attaccamento agli Estensi ebbe il Frignano nel 1597, quando, morto il duca Alfonso II senza eredi diretti, e la successione dovendo passare al di lui cugino Cesare d'Este, il pontefice Clemente Vili, dichiarando estinta la linea legittima estense, avocava alla Santa Sede il ducato di Ferrara, che fece tosto invadere dalle armate pontificie. I Frignanesi in tale frangente mandarono solleciti soccorsi d'uomini al duca; per il che si attirarono la scomunica lanciata contro esso duca ed i suoi fautori, e che per i Frignatesi d'ordine del papa venne solennemente pronunciata nelle forme rituali la domenica 18 gennaio 1598 nella chiesa arcipresbiteriale di Fanano dal cappellano D. Jacopo di Castello, senza che peraltro se ne sbigottissero troppo quelle popolazioni, che continuarono a seguire il duca Cesare mostrandosegli tanto più devoti quanto più ingiusta sembrava loro quell'avida persecuzione di Roma.
   Altri danni ebbe il Frignano per il proditorio passaggio dei Toscani nel 1013, mandati da Cosimo II in aiuto di Ferdinando Gonzaga in guerra contro Carlo Emanuele 1 di Savoia, che s'era impadronito del Monferrato, già dominio dei Gonzaga; passaggio che il duca di Modena avrebbe voluto, ma non potè impedire, essendosi le sue truppe sgominate al primo urto avuto colle toscane.
   Nel 1G42, per la guerra detta di Castro, nella quale si trovò implicato il duca di Modena, alleato e parente del Farnese, il Frignano si trovò in nuovo trambusto, e dovette fornire buona parte degli uomini e dei cavalli al duca di Modena occorrenti per far fronte a questa guerra, nella quale la questione del piccolo ducato di Castro non era se non il pretesto, giacché dietro esse soffiavano le rivalità e le gelosie sempre vive tra Francia e Spagna: la prima alleata a Parma e a Modena, l'altra al papa Urbano Vili, il quale mirava togliere il ducato di Castro al Farnese per darlo al proprii nipoti, i Barberini, gente avida e rapace se mai vi fu. Oltre del dar armi per l'esercito ducale, il Frignano dovette provvedere, sebbene corressero tempi di grande penuria, al vettovagliamento delle truppe continuamente di passaggio da e per la Toscana, a seconda delle esigenze di quella guerra che durò fino al 1044.
   Tutta la seconda metà del secolo XVII passò per il Frignano abbastanza tranquillamente, non molestato se non da due passaggi di truppe, mandato il primo da Mazzarino in aiuto del duca Francesco I, impegnato nella guerra di Mortara. e l'altro di duemila Francesi al seguito della regina Cristina di Svevia, che proveniente dalla
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