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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Il Frignano
   183
   La dominazione nonantolana si affievolisce nel secolo XII, per dar luogo a quella feudale dei capitani, uscenti da famiglie nobiliari, che avevano ottenuto dall'imperatore l investitura ed il titolo di vicari su questo o quel tratto di territorio. Donde un lungo periodo di lotte tra queste famiglie, che si annidavano nei pressoché inespugnabili loro castelli, di cui tra il secolo XII ed il XIV appaiono irte le vette dell'Apennino modenese. 11 voler seguire tutto l'intricato alternarsi di guerre, di paci, di alleanze, di defezioni, che caratterizza la storia del Frignano in quel periodo, ci porterebbe troppo fuori dei limiti e degli scopi sintetici imposti a quest'opera. Diremo solo che, durante il secolo XIII ed il XIV, tutte le discordie intestine e le lotte che dilaniavano Modena ed il suo territorio, trovavano il loro contraccolpo anche nelle montagne del Frignano, ove, come per le vie di Modena, tra castello e castello, si combatteva nel nome degli Aigoni (guelfi) e dei Grasoltì (ghibellini) con singolare pertinacia. Primeggiavano in queste guerre le famiglie dei Carvoli, dei Gualandelli, dei Montecuccolo, dei Gajato, dei Grimani, dei Corradi, dei signori di Sassuolo, dei Rangoni, ecc., ecc.; e gli odii tra una famiglia e l'altra erano profondi ed atroci, ereditari di padre in figlio, di generazione ni generazione.
   Allorquando Modena, nella speranza di avere un po' di pace, si assoggettò spontaneamente al marchese Obizzo d'Este, signore di Ferrara, anche il Frignano fece spontanea dedizione a questo signore; ma più tardi con Modena si ribella ad Azzo Vili d'Este, e ricade poco appresso nelle lotte e convulsioni fazionarie, anima delle quali era Guidmello III di Montecuccolo capo di Ghibellini frignanesi e Manfredino Rastaldi capo di Guelfi; Fiorentini, Lucchesi e Bolognesi, profittando di questa confusione, ruppero i loro contini, invasero e saccheggiarono il territorio frignanese e s'impadronirono di questa o quella terra: nuove occasioni di lotte sanguinose e di rattizza-inenti d'odii. Durante il periodo nel quale Modena fu soggetta all'odiosa tirannide dei Bonaccolsi, Guidinello di Montecuccolo, capo dei Ghibellini ed amico grande dei Bonaccolsi, nominato loro vicario nel Frignano, lo governò in loro nome; ma l'efferatezza e l'avidità di Passerino disgustarono ben presto Guidinello, che, alleatosi ai Bolognesi, tolse al Bonaccolsi vari castelli sui quali questi aveva conservato dominio diretto e si diede a governare il Frignano da signore assoluto.
   La restaurazione della signoria estense in Modena, avvenuta con Obizzo d'Este nel 1334, diede un periodo di tranquillità anche al Frignano, i cui capi feudali più o meno spontaneamente dovettero riconoscere la signoria dell'Estense. Ciò non impedì l'avverarsi di nuovi torbidi a più riprese nella seconda metà di quel secolo, nè lo svolgersi di lunghe e sanguinose ostilità per ragioni di dominio tra i signori di Montecuccolo e quelli di Montegarullo; e solo sul principio del secolo XV, coli'affermazione del dominio diretto degli Estensi sul Frignano e coll'intervento personale del marchese Nicolo III, vennero sopite le terribili discordie che da quasi due secoli agitavano la regione e più volte l'avevano insanguinata.
   Con questi provvedimenti buona parte del Frignano, ed in special modo quella bagnata dalla Scoltenna, costituì la provincia immediata, con statuti speciali già esistenti fin dal 1338 e con governo proprio, la cui capitale fu definitivamente stabilita in Sestola, luogo pressoché centrale del Frignano, inteso nel senso ristretto. La parte rimanente, detta provincia mediata, venne investita a diversi feudatari, dei quali i più potenti rimasero pur sempre i Montecuccoli.
   Durante il conflitto scoppiato sul principio del secolo XVI tra il battagliero pontefice Giulio II, agognante al possesso di Ferrara, ed il duca Alfonso II d'Este, il duca d'Urbino Francesco Maria della Rovere, nipote di esso papa, che aveva coll'armi pontificie occupato Modena e buona parte della pianura modenese, pensò d'impadronirsi anche del Frignano, aiutato da un Alberguccio prete di Mocogno, che tentò di sollevare la regione contro il dominio dell'Estense. Ma il prete di Mocogno non