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l'arte Terza — Italia Centrale
Moiitese. Considerato nel suo senso più lato, siccome fece il maggior numero degli storici locali e modenesi, quali il Sigonio, il Vedriani, il Ghirardacci, il Bosellini, il Barberi, il Panini ed altri, con tal nome si dovrebbe indicare l'intera regione montuosa modenese compresa tra lo spartiacque apenninico e la pianura da una parte, la provincia di Reggio e la Bolognese dall altra.
Il Frignano sembra debba il suo nome ai Liguri Friniati che, vinti dal console romano Caio Flaminio (565 ab U. 6'.), dalla Liguria furono costretti a valicare Impennino ed a stabilirsi in questa regione, ove, protetti dalla natura dei luoghi, si sottrassero alla servitù ed in seguito resistettero per parecchio tempo alla conquista romana. Questa la leggenda, ma il dibattito storico verte sulla questione difficile assai a risolversi — coi soli dati antropologici che si hanno — se i Friniati, che, vinti da Flaminio si rifugiarono su queste montagne, vi capitarono per puro caso, o vi vennero porche sapevano di trovarvi della lor gente alla quale unirsi per far fronte al conimi nemico ed oppressore. Chi ha seguito gli studi fatti sulla zona occupata dalla antichissima, preistorica immigrazione dei Liguri in Italia, con direttiva da est ad ovest, e come queste popolazioni si stendessero volentieri sulla linea apenninica dall'uri versante all'altro fino alle Alpi marittime ed oltre, non può a meno ili rifiutarsi al pensiero che i vinti di Caio Flaminio si sieno internati 111 queste montagne per mero caso, per essersi voltati a destra piuttosto che a sinistra, e non perchè sapevano che quivi avrebbero trovato ospitalità, aiuto e difesa nella causa comune da gente della stessa lor razza e tradizione. Questi Liguri, di cui i Frignanesi moderni portano ancora, secondo gli studi antropologici del Sergi e del Livi, i caratteri craniologici ed etnici, furono sempre considerati come i primi abitatori della regione, la quale non è possibile restasse disabitata tino al sesto secolo di Roma; il Lombroso però, avendo osservato in molti individui del Frignano la statura alta e la dolicocefalia ed altre qualità tipiche degli Etruschi, opinerebbe che questo popolo fosse il progenitore degli attuali Frignanesi; ma la presenza, naturalissima, di Etruschi in queste montagne non esclude una anteriore presenza di razze liguri.
Che i Liguri Friniati fossero in molti e tutt'altro che domati, lo prova il fatto, accertato da l'ito Livio, della loro discesa per la valle della Scoltenna nella pianura di Modena (anno 575), mettendo in pericolo l'esistenza della colonia romana stabilita in quella città. 11 console Caio Claudio Fulcro, venendo dall'Istria a grandi giornate, li affrontò in battaglia campale sulle rive della Scoltenna mettendoli in rotta: 15.000 Friniati (se lo storico romano, com'è facile in queste cose, non amplifica) rimasero morti sul campo; 700 furono fatti prigionieri, ed ai Romani rimasero ancora 51 insegne militari dei Friniati stessi. Una seria rotta; non tale però da rendere sottomesso quel fiero popolo, il quale continuò a lungo la lotta e non fu soggiogato se non più tardi dai consoli Quinto Petilio e Valerio. Tanta resistenza alle ormai invincibili legioni di Roma ammette nei Friniati, oltre che una razza fiera e virile, una grande densità di popolazione ed un secolare attaccamento alle loro terre.
Mancano le notizie positive e sono assai dubbiose quelle leggendarie intorno alle vicende del Frignano nei bassi tempi e nel periodo delle invasioni barbariche. Il Sigonio opina — e non è fuori di luogo l'ammetterlo che il Frignano andasse immune dalle scorrerie barbariche. Bisogna venire fino alla storia longobarda di Paolo Diacono, per trovare dall'epoca romana in poi notizie del Frignano. Secondo: lo storico longobardo, il re Luitprando nel 728 invase questo territorio e vi occupò un castello feroniano, che non sarebbe se non l'attuale Monteveglio. Verso la metà dello stesso secolo, l'abbazia di Nonantola. fondata dal longobardo Anselmo già duca dei Friuli e cognato del re Astolfo, ha estesi domini nell'Apennino modenese; specialmente la città Pieve di Fanano e l'Abbadia di Frassinoro, fondata nel 1071 dalla contessa Beatrice, comprendenti nella loro giurisdizione vastissimi territori.