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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte Terza — Italia Centrale
   più regolare andamento quando con la legge del 30 maggio 1875 fu compresa nelle nuove strade da costruirsi, obbligando a concorrere nelle spese per una metà il Governo e per l'altra le Provincie di Ileggio nell'Emilia e di Modena. Solo nel 1893 la strada potè dirsi completamente finita, se voglionsi eccettuare quei tratti delle lavine ancora in movimento, sui quali è continua la sorveglianza e l'opera dei cantonieri.
   La strada delle Radici percorre, dalla Veggia di Sassuolo lino al ponto del Dolo, chilometri 28,4-30, e da questo ponte fino all'incontro della nazionale n. 39 presso Borabella, poco al disotto della Foce delle Radici, a 1347 metri sul livello del mare, chilometri 37,826 interamente nel territorio della provincia di Modena. Solo questo ultimo tratto costò lire 1.081.983, senza chela strada possa dirsi compiuta, poiché con legge del 30 luglio 1881 fu resa obbligatoria, per le provitele di Modena e di Lucca, col concorso dello Stato nel rapporto del 50 %, la continuazione della strada delle Radici per il Saltello (1599 m.) alla provinciale di Rarga. Ma questa strada di 46 chilometri, quasi sempre sulla cresta della montagna intorno a 1600 m., e preventivata per una spesa di lire 870.000, è un sogno di là da venire.
   Alle due precedenti segue in ordine d'importanza la strada nazionale n. 39 anzidetta da Pievepelago alla Foce delle Radici, saliente per la valle di Sant'Anna e Cadagnolo e staccantesi dalla Giardini al ponte di Battistella presso Pievepelago. Dopo molte tergiversazioni avute coi Lucchesi ed i Garfagnini per la fallita strada della Luccliesia, che doveva passare dalla Foce a Giogo (1674 m. fra il Rondinaio e l'Alpe delle Tre Potenze), il Governo estense troncò gli indugi, dichiarandosi per il tracciato suddetto. Nel 1839 cominciarono i lavori, e nell'anno successivo era già interamente tracciata una stradella cavalcabile, per la quale eransi pure utilizzati molti tronchi dell'antica ed orinai abbandonata strada Vandelli. La strada fu terminata sotto '1 governo di Francesco V. Dal ponte di Battistella presso Pievepelago alla Foce delle Radici misura chilometri 15,461.
   Altre strade di minore importanza, per quanto ardite e costosissime, percorrono il Frignano — o circondario di Pavullo — congiungendone fra loro le varie vallate e località. Di queste ricordiamo la strada di Val di Sasso che, staccandosi dalla Giardini presso Montorso a sud di Pavullo, attraversa la profonda valle della Scoltenna e, passato il fiume, risale le falde della Calvanella per toccare Sestola, da cui continua internandosi nella valle del Leo per dirigersi a Fanano; fu costrutta col consenso ducale a spese dei Comuni di Pavullo, Sestola e Fanano, mediante l'economico lavoro dei detenuti per reati comuni al forte di Sestola, all'ergastolo di Modena ed alle carceri di Reggio, e col concorso potente, per turno, dei braccianti delle comunità interessate, fin dalle più lontane frazioni. I lavori furono cominciati nel maggio del 1823, procedettero con lentezza e non sempre bene. La strada non fu compiuta che nel 1828.
   Numerose sono le strade comunali e vicinali esistenti nel circondario di Pavullo, create in forza della legge 30 agosto 1868, colleganti fra di loro e col capoluogo le numerosissime frazioni da cui sono costituiti tutti i Comuni del circondario. Di queste strade la più importante è quella attualmente in costruzione da Pavullo per Festa, Marano e Vignola, la cui spesa è sostenuta dal consorzio dei Comuni e che una volta compiuta abbrevierà, stante la linea ferroviaria di Vignola, di 4 ore il viaggio tra Pavullo e Modena o Bologna, permettendo a chi avrà bisogno di partire da Pavullo, sbrigare i propri affari a Modena ed a Bologna e ritornare a casa nello stesso giorno.
   Il circondario di Pavullo non è toccato da nessuna linea ferroviaria: fuvvi un periodo negli anni passati nel quale si parlò insistentemente della possibile costruzione di una linea ferroviaria Modena-Lucca, che dopo l'apertura della Verona-Mantova-Modena sembrava imporsi per necessità commerciali e strategiche. Furono anzi studiati i progetti di massima. Ma la costruzione di altri e non distanti valichi apenninici che trovarono fautori più pronti e fortunati, fece tramontare questo progetto del quale ormai