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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Circondario dì Pavullo nel Frignano
   173
   parallela a quella del Gimone e del Corno alle Scale. Dai Tre Termini, lo spartiacque tra Reno e Panaro si dirige con una linea oscillante a nord passando per Zocca e terminando oltre Guiglia e Razzano.
   Stabilita così l'ossatura fondamentale e la membratura dell'Apennino modenese, è agevole seguitarne gradualmente le maggiori elevazioni. Nella prima zona, cioè sulla linea da Frignano (Secchia) a Serra Mazzoni, si trovano : monte Pedrazzo sopra Prignano (716 m.), monte Fajèto sopra Serra Mazzoni (803 m.), monte Festino (822 m.). Sulla linea Gajato-Montecuccolo, spartiacque tra Panaro e Itossenna. il monte Gajato (926 m.), il Montecuccolo (873 in.). Sulla grande curva dal Montecuceolo al Romecchio, dividente la valle della Scoltenna da quella del Dragone si trovano: il monte Mocogno (1230 m.), il monte Acuto (1338 m.), il monte Cantiere di Earigazzo (1617 m.), il monte Rovinoso (1535 in.), l'Alpe Sigola (161-2 ni.), il Sasso Tignoso (1492 m.). Sul crinale apenninico seguono: l'Alpe di San Pellegrino (1700 m.), monte Spicchio (1655 ni.), monte Albano (1694 m.), il monte Romecchio (1702 m.), il monte Giovo (1991 ni.), il monte Rondìnaio (1964 m.), l'Alpe Tre Potenze (1940 m.), il monte Libro Aperto (1937 m.), la Cima Taulfi (1799 ni.), il monte Ralzoni (1752 m.fl il monte Spigolino (1827 m.). A queste ultime vette verso ovest si collega il Cimone, massima vetta dell'Apemiino settentrionale (2163 m.), il Ciinonino (2118 m.), l'Alpicella (1738 ni.), il monte Salto della Capra (1852 m.), il monte Cervarola (1623 m.), il monte Calvauella (1529 m.), tutte propaggini dell'imponente blocco del Cimone.
   Nello spartiacque tra il Dragone ed il Dolo le maggiori elevazioni si riscontrano a partire dal confine reggiano sul crinale apenninico, cioè: il Roncadello (1353 m.), l'Uc-celliera (1324 m.), il monte Modino di Frassinoro (1414 m.). A queste vette sulle linee fondamentali dell'Apennino modenese vanno aggiunte, fra le diramazioni e propaggini, il monte Modino di Pievepelago (1559 in.), la zona di elevazione compresa fra il Felli-carolo, Leo e Durdagna, cioè la Scaffa delle Rose (1706 in.), il monte Rondinara (1642 in.), il monte Lancio (1540 m.), il monte Cingio Sermidiano (1630 m.), il monte Riva (1459 m.), il monte Serrasiccia (1380 m.).
   Lungo lo spartiacque tra il Reno ed il Panaro (che non rappresenta peraltro il confine tra le due Provincie di Modena e di Bologna) le maggiori altezze sono date dal Corno alle Scale nel Bolognese (1945 m.), dalla Nuda (1827 ni.), dal monte Grande (1531 m.) e monte Castellina (1277 m.), pur questi in provincia di Bologna; dal monte Belvedere (1140 in.), monte Torrazza (1083 m.), monte Acuto (890 in.), monte Ombrarlo (727 m.) e, Montanara (590 m.).
   L'Apennino modenese conta, tra un versante e l'altro, numerosi passi o valichi, cioè: il passo o foce delle Radici, strada provinciale carrozzabile per la Garfagnana (1528 m.), il passo di monte Saltello (1599 m.), di monte Romecchio (1702 m.), il Passetto (1700 m.), di monte Giovo o foce di Giovo (1600 m.), dell'Abetone o Serrabassa, punto di congiungimento della strada nazionale Giardini con la Toscana per la valle della Lima (1388 m.), passo di Serra Alta (1492 in.), di monte Lancio (1500 in.), del lago Scaffaiolo e Tre Termini (1785 m.).
   L'Apennino modenese ha i suoi laghi formatisi nelle piccole depressioni prodotte dagli scoscendimenti dei fianchi montani nella regione del loro distacco. Il principale di questi laghi è il Lago Santo nel Comune di Pievepelago sotto il monte Giovo, all'altezza di 1500 ni.; il lago Scaffaiolo sotto il monte Spigolino, all'altezza di 1775 m,; il lago di Pratignano sotto il monte Riva, all'altezza di 1340 in., ambedue nel Comune di Fanano.
   < La configurazione generale della regione — scrive il dotto geologo prof. Pantanelli dell'Università di Modena — è assai uniforme; la natura delle roccie non molto resistenti concorre a determinare una speciale forma di erosione che esclude ripidi pendii e balze scoscese; queste ultime sono rare e solo si trovano sulla parte più alta, dove le arenane compatte prevalgono alle roccie argillose della inedia e della bassa montagna.