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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte Terza — Italia Centrale
   questi, 874 appartengono al bacino di Scoltenna e Panaro; 405 al bacino della Secchia; 46 al bacino del Reno, inclusi 4 del bacino secondario della Saraoggia. Per due terzi quindi PApennino modenese è costituito dal bacino di Scoltenna, il quale appartiene alla provincia di Bologna per un tratto di soli 01,5 chilometri quadrati, mentre abbraccia complessivamente una superficie totale di 936 chilometri quadrati. Bel bacino della Secchia sono comprese in questa regione la valle del Dragone, la parte destra della valle del Dolo, la riva destra della Secchia, al disotto della confluenza del Dolo, abbracciarne ì bacini secondari e tributari di Rossenna e di Pescale, ed i minori torrenti, compresi tra la foce di Pescale e di Sassuolo. La frazione modenese del bacino della Samoggia è sui confini orientali della provincia tra Zocca e Guiglia e la piccola frazione del bacino superiore del Reno è sullo stesso confine a sud-est di Montese.
   Gli estremi punti della regione sono: a nord, Fiorano, lat. 44°, 32', 30, long, (ovest di monte Mario) 1, 37', 30; ad est, Bazzano, lat. 44°, 30, long. 1°, 23', 12; a sud, monte Rondinaio e passo dei Tre Termini, lat. 44°, 6', 5 e che hanno rispettivamente per long. lu, 51', 32 e 1°, 39', 42; ad ovest, monte Giovanetto, lat. 44°, 14, long. 1°, 59', 20.
   11 limite meridionale dell'A peri nino modenese segue il crinale apenninieo di spartiacque tra l'Adriatico ed il Mediterraneo, portandosi ad est, col passo dei Tre Termini, situato ad ovest del Corno alle Scale, e continuando per lo Spigolino, monte Balzoni, Cima Taufìi, Libro Aperto, Passo dell'Abetone, Alpe delle Tre Potenze (ove il confine passa dalla provincia di Firenze a quella di Lucca), Rondinaio, monte Giovo, cima dell'Omo, Romecchio (ove il confine passa dalla provincia di Lucca a quella di Massa Carrara), monte Albano, monte Spicchio, x\lpe di San Pellegrino, Foce delle Radici, fino alla sponda destra del bacino del Dolo. A ovest divide la regione apenmnica modenese dalla reggiana il Dolo, fino alla confluenza in Secchia, e da questo punto fino a Sassuolo. A nord, la regione montuosa modenese termina nella pianura secondo una linea ondulata diretta prossimamente da ovest-nord-ovest a est-sud-est. da Sassuolo cioè a Bazzano, passando per Fiorano, Maranello, Solignano e Vignola. Ad est, il confine segue una linea orograficamente assai irregolare, press'a poco sullo spartiacque tra il Panaro e la Samoggia; nella parte più settentrionale e tra Reno, Panaro e Scoltenna nella parte meridionale, uscendo spesso dal bacino del Panaro e lasciando parte di questo nella limitrofa provincia di Bologna.
   Procedendo da nord a sud, la configurazione orografica dell'Apennino modenese si riassume così: una zona di colline sempre più sollevantesi mano a mano che ci si allontana dalla pianura, e raggiungente la massima elevazione oscillante tra i 700 e 900 metri lungo una linea da est ad ovest compresa fra i due fiumi principali, Secchia e Panaro, da Frignano per Serra Mazzoni, e dalla quale traggono la loro origine i torrenti Fossa, Tiepido e Guerro. Dal centro di questa prima linea parallela all'asse padano ed all'apenninico, lo spartiacque si dirige a sud, separando le acque del Panaro da quelle della Rossenna.
   Al di là di Pavullo lo spartiacque riprende la direzione est-ovest, tra Gajato e Montecuccoio; si piega in una grande curva con la concavità ad est, separando le acque tra il Dragone e la Scoltenna, col monte Mocogno, il Cantiere di Barigazzo ed il monte Romecchio, dirigendosi di nuovo da est ad ovest sullo spartiacque apenninieo, tra il Romecchio e le Tre Potenze; s'inflette quindi a nord-nord-est fino al monte Gomito, passo dell'Abetone fino al Libro Aperto ; e quivi giunto incontra una nuova linea sempre diretta da est ad ovest, la quale ad ovest comprende il Cimone e l'Alpicella, e ad est segue il crinale apenninieo, continuando oltre Tre Termini ed il Corno alle Scale. Dal tratto che ha il suo vertice massimo nel Cimone si dirama un breve spartiacque tra il Fellicarolo e la Scoltenna, comprendente il Salto della Capra, diretto da sud a nord e terminante contro la linea dei monti Cervarola e Calvanella