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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Italia Centrale — Mancamenti e Comuni del Circondario di Mirandola
   Cenno storico. — Di questa località si hanno memorie antichissime nei documenti nonantolani, avendo questo territorio lungamente appartenuto a quella insigne abbazia. E poi ricordato nelle cronache modenesi del periodo comunale, per le frequenti scorrerie praticate in tutto il territorio dai Bolognesi ed anche da capitani di ventura. Nel 1743, durante l'ultima tra le varie guerre di successione che funestarono quel secolo e che ebbero il loro scacchiere principale, in Italia, avvenne alli 8 febbraio una sanguinosa battaglia tra Austro-Sardi e Spagnuoli durata l'intera giornata. Il generale piemontese d'Aspremont fu ferito gravemente e trasportato a Modena, morì il 21 dello stesso mese in questa città. Gravi perdite subirono i due eserciti, ma l'esito finale della battaglia rimase incerto, e, se si vuole, piuttosto favorevole agli Austro-Sardi, perchè sebbene gli Spagnuoli si vantassero con (lisporvi i trofei mandati a Modena, della vittoria, non poterono da questo lato continuare nella progettata operazione, occupando Modena o Mirandola, ma dovettero di nuovo retrocedere verso il Bolognese, donde ertili venuti. Fu questa una delle loro ultime imprese in Italia, perchè, poco appresso, stipulata la pace, lasciarono per sempre il nostro paese.
   Coli, elett. Mirandola — Dioe. Nonantola e Modena — P2, T. e Str. ferr.
   San Felice sul Panaro (8085 ab.). — Il territorio di questo Comune — già capo-iuogo dell'omonimo mandamento, soppresso per effetto della legge 30 marzo 1800 ed aggregato al mandamento di Finale Emilia — si stende nella parte occidentale del mandamento stesso, in posizione pressoché intermedia, fra il Panaro e la Secchia. Il Comune occupa la vasta superficie censita di 7751 ettari, ed è, oltreché del capoluogo, costituito da numerose frazioni, ville, parrocchie o gruppi di cascinali sparsi per la bassa ed ubertosa pianura. — San Felice, capoluogo del Comune (12 chilometri ad ovest di Finale ed a 8 a sud-est di Mirandola), è una bella borgata, che in fatto di eleganza e modernità di edifizi nulla ha da invidiare a Mirandola ed a Finale nell'Emilia. Notevoli, fra gli edifizi, il castello che ha la porta sullo sbocco della regione, la chiesa prepositurale, il palazzo del Comune e vari palazzotti privati.
   Oltre dell'ospedale, conta numerose istituzioni di beneficenza, raggruppate in un sol nucleo, con un capitale di 207.000 lire, amministrato dalla Congregazione di carità.
   Il territorio, ubertosissinio, produce cereali d'ogni specie, foraggi ili grande quantità, viti, gelsi, canapa, frutta, ortaglie. Nel territorio di questo Comune trovasi il famoso bosco di San Felice, la maggior boscaglia della pianura emiliana, ed al tempo degli Estensi celebre bandita per le caccie ducali. L'allevamento del bestiame da stalla, bovino ed equino e di quello da cortile, è praticato in tutto il Comune su vasta scala, formando oggetto di attiva esportazione, non solo dalle provincie ina ben anche dallo Stato. Notevole è pure la produzione, dei latticini, praticata in sei caseifici, con metodi che si vanno sempre più perfezionando, assicurando ai produttori ed ai consumatori migliore e maggiore, quantità di formaggi, dì burro e di ricotta. L'industria casalinga, in luogo, è rappresentata dalla tessitura della canapa e dalla lavorazione del truciolo, alla quale sono adibite in media annuale da 300 a 400 donne.
   Cenno storico. — Si hanno notizie di questo luogo in documenti dell'abbazia di Nonantola, alla quale fu lungamente soggetto, risalenti al secolo X. In seguito venne, con altri territori, dato in enfiteusi al marchese Bonifacio di Toscana, padre della contessa Matilde. Durante il periodo comunale, San Felice, colla sua rocca o castello, appare terra gagliardamente tenuta dai Modenesi contro i Bolognesi ed altri loro nemici. Durante il secolo XIV ed il principio del XV, San Felice e territorio ebbero a patire danni e saccheggi ad opera dei numerosi capitani di ventura, che al soldo di questo o quel signore od anche per loro conto, scorrazzavano nella regione.
   Coli elett. Mirandola — Dioe. Modena — P2, T. e Str. ferr.