Mandamenti e Comuni (lei Circondario di Mirandola
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cui primeggia l'antico castello dichiarato, non ha guari, monumento nazionale e del quale è soprattutto da ammirarsi l'alta torre con ballatoio a strapiombo e merli, vero modello dell'arte militare nel medioevo. Grandiosa e di buona architettura moderna è la chiesa arcipretale di Finale, fra le più cospicue della regione. Molti sono gli edilìzi pubblici e privati di buona architettura, e tra questi citiamo: il palazzo del Comune, il piccolo ma grazioso teatro, ecc.
Finale nell'Emilia ha buone scuole primarie ed una scuola tecnica La pubblica beneficenza è esercitata da numerose istituzioni, fra le quali ricordiamo : l'Ospedale, con un capitale di 284.207 lire; l'Orfanotrofio maschile, col patrimonio di 78.331 lire; l'Orfanotrofio femminile, col patrimonio di 82.207 lire; ed una quantità di legati a scopi elemosinieri, dotali e di studio, per la complessiva somma di oltre 370.000 lire; l'Asilo infantile, eretto ili ente morale, con un patrimonio di 17.000 lire. A Finale nell'Emilia esiste inoltre una fortissima Società cooperativa di braccianti, ammirabilmente organizzata, alla quale furono affidati importanti lavori pubblici, tra cui quello per l'immissione di Panaro in Cavamento, opera idraulica grandiosa, ideata ed eseguita allo scopo di preservare il territorio finalese dalle troppo frequenti inondazioni di questo fiume, collettore di tanta parte delle acque del versante apenninico settentrionale.
Il territorio di Finale nell'Emilia, per quanto nel passato sia stato danneggiato dalle inondazioni, e per quanto sia in buona parte paludoso, è fertilissimo ed è coltivato a cereali d'ogni specie, il riso compreso, foraggi, canapa, viti, gelsi, frutta, ortaglie. L'allevamento del bestiame bovino, equino, suino e del pollame è industria importantissima del luogo che dà alimento ad un attivo commercio di esportazione. Vi sono inoltre: un'officina meccanica per la costruzione e riparazione delle macchine agrarie; due fabbriche di paste da minestra ; un opificio di macinazione dei cereali a cilindro ; due caseifici; una fabbrica di olio di ravizzone, noci ed altri semi oleosi; tre fabbriche da spirito e liquori; due piccole tipografie. L'industria casalinga è rappresentata dalla filatura e tessitura della canapa e dalla lavorazione del truciolo, che anche fra le contadine di questa plaga va prendendo una sempre maggiore espansione.
Cenno storico. — Finale nell'Emilia è luogo antichissimo e ripete con tutta verosimiglianza il suo nome dall'essere sempre stato sul triplice confine del territorio modenese, ferrarese e bolognese. Appartenne all'abbazia di Nonantola, alla quale fu in seguito tolto dal Comune di Modena. Fu buon propugnacolo (lei Modenesi nel periodo delle guerre comunali e teatro di varie fazioni coi Bolognesi ed i Ferraresi. Non vi sono però intorno a questo luogo fatti storici salienti. Nel 1779 Finale nell'Emilia ottenne dal duca di Modena Francesco III d'Este il titolo di città.
Coli, elett. Mirandola — Dioc. Modena — P2, T. e Str. ferr.
Camposanto (3059 ab.). — Il territorio di questo Comune — già appartenente al soppresso mandamento di San Felice sul Panaro — si stende nella parte sud-ovest del mandamento e proprio sul confine della provincia di Modena con quello di Bologna. Il Comune ha una superficie censita di 2800 ettari, ed è, oltre del capoluogo, formato da ville, parrocchie e gruppi di cascinali sparsi per la rasa pianura. — Camposanto, capoluogo del Comune (13 chilometri a sud-ovest da Finale, sulla sinistra del Panaro), è un grosso borgo d'aspetto misto, fra il civile ed il rurale, non privo di edilìzi moderni e d'una mediocre chiesa parrocchiale. Nulla, peraltro, di notevole in linea d'arte.
Il territorio di Camposanto, assai fertile, produce cereali d'ogni specie, foraggi in grande quantità, viti, gelsi, canapa, frutta, ortaglie. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile è quivi industria cospicua e favorita, alla, quale è pur parallela la produzione dei latticini in apposito caseificio. Le industrie casalinghe sono rappresentate dalla filatura e tessitura della canapa e dalla lavorazione del truciolo esercitata in questo Comune da una media annuale di 240 donne.
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