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l'arte Terza — Italia Centrale
La sentenza fu eseguita il 17 ottobre 1822, sul crocicchio ch'è fuori di Rubiera, formato dalla strada Emilia interseeantesi con altre secondarie. 1 preparativi ed il lungo cerimoniale onde far scontare al paziente stilla a stilla la penosa agonia furono fissati dallo stesso duca Francesco IV. Don Giuseppe Andreoli subì tranquillamente quello strazio e salì il patibolo con stoicismo antico. Fu certamente una delle prime e più nobili vittime che abbia avuto la causa italiana.
Coli, elett. e Dioc. Carpi — P2 locale, T. e Str. ferr. a Mirandola.
San Prospero (3648 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende nell'estremo sud del circondario, sulla destra della Secchia e lungo la strada provinciale da Modena a Mirandola ed è attraversato dalla linea ferroviaria colla stessa direttiva. 11 Comune consta, oltreché del capoluogo, di varie frazioni, tra le quali Staggia, discreto villaggio con stazione ferroviaria, ed ha una superficie censita di 2972 ettari. — San Prospero, capoluogo (12 chilometri a sud da Mirandola), è un grosso paese, di carattere misto tra d civile ed il rurale, in via di progressivo miglioramento. Pia edlfizi moderni e due notevoli chiese parrocchiali, adorne di pregiate pitture e scolture. I dintorni sono popolati di ville e di casini di campagna, taluno dei quali grandioso e signorile.
Il territorio dì San Prospero è bene coltivato e largamente irrigato. Produce cereali d'ogni specie, foraggi, viti, da cui si traggono vini eccellenti, frutta, canapa, ortaglie. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile e la produzione dei latticini sono le sole industrie del luogo esercitate su vasta scala. L'industria casalinga si esplica nella tessitura della canapa e nella lavorazione, peraltro limitata, del truciolo.
Cenno storico. — Di questo luogo si hanno notizie in antichi documenti dell'abbazia dì Nonantola, dalla quale sempre dipese, sì per il temporale che per lo spirituale. Fu danneggiato durante le guerre comunali, e nel periodo più triste ancora delle guerre fazionarie tra Guelfi e Ghibellini, intrinseci ed estrinseci modenesi.
Coli, elett. Mirandola — Dioc, Nonantola e Carpi — P2, T. e Str. l'err.
Mandamento di FINALE NELL'EMILIA (comprende 3 Comuni, con una popolazione di 23.875 abitanti). — Questo mandamento fu, per effetto della legge 30 marzo 1S90, costituito dall'unione dei due antichi mandamenti di Finale nell'Emilia e di San Felice sul Panaro. Esso occupa tutta la parte orientale del circondario di Mirandola e confina: a nord, col mandamento di Mirandola; ad est, colla provincia di Ferrara: a sud, colla provincia di Bologna; ad ovest, col circondario di Modena e col mandamento di Mirandola.
Il territorio del mandamento di Finale nell'Emilia sì stende nella regione più bassa della provincia modenese, ed alla sua estremità a nord e nord-est ha larghe plaghe acquitrinose e paludose, dette in luogo valli. È percorso dal Panaro e da numerosi canali, o derivati dal fiume, o formatisi colle sorgenti o come colatori nelle regioni acquitrinose del territorio. La viabilità non è ili questo territorio molto sviluppata; e l'arteria principale del luogo è la strada provinciale da Mirandola a Finale, che prosegue poi per il Ferrarese. È inoltre percorso dal tronco ferroviario Cavezzo-Finale, ed a San Felice fa capo il tronco, finora in esecuzione, della futura linea Bologna-Verona per San Giovanni in Persiceto e Crevalcore. Questo mandamento è plaga esclusivamente agricola.
Finale nell'Emilia (12.731 ab.). — Il territorio di questo Comune occupa tutta la parte orientale del mandamento, attraversata dal Panaro ed è assai frazionato. — Finale nell'Emilia, capoluogo del Comune e del mandamento, è una piccola città di 6352 abitanti, 20 chilometri a sud-est di Mirandola e a 15 m. sul mare, adagiata, si può dire, sui tre rami nei quali il Panaro fu diviso onde mitigarne l'impeto delle piene, in questa parte bassa della regione modenese talvolta terribili e disastrose. Ha aspetto piacevole, pulito e moderno, nè manca di edifizi interessanti per l'arte e la storia, tra