Mandamenti e Comuni del Circondario di Mirandola
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il nucleo comunale come frazioni alcune ville o parrocchie sparse per la piana e malinconica campagna.
Il territorio di Medolla, bene irrigato e ben lavorato, è fertilissimo in cereali d'ogni specie, foraggi, viti, alberi da frutta, canapa, ortaglie. Vi si alleva molto bestiame da stalla e da cortile, e notevole vi è pure la produzione dei latticini in due caseifìci. Anche in questo Comune è attiva la lavorazione del truciolo.
Cenno storico. — Medolla è luogo antichissimo, ricordato nei documenti dell'abbazia di Nonantola, da cui lungamente dipese sì per lo spirituale che pel temporale, iin dal secolo X. Possedeva un castello ricordato nel perìodo comunale e delle vicende signorili Fu distrutto nel 1318, durante una di quelle guerre fazionarie che per lungo tempo non diedero tregua uè a Modena nè al suo territorio. Fu sempre soggetto a Mirandola.
Coli, elett. Mirandola — Dioc. Nonantola — P2, T. e Str. ferr.
Novi di Modena. — Questo Comune, che già t'orinava un mandamento giudiziario fu, per effetto della legge 30 marzo 1890, aggregato alla circoscrizione giudiziaria del mandamento di Carpi, in circondario di Modena, pur restando, nei rapporti amministrativi, aggregato al circondano dì Mirandola (vedi pag. 141).
San Possìdonio (3075 ab.). — Già facente parte del soppresso mandamento di Concordia sulla Secchia e per effetto della legge 30 marzo 1890 aggregato al mandamento di Mirandola. Il territorio del Comune di San Possidonio si stende tra la Secchia e il canale di Quarantoli a ponente di Mirandola, 111 pianura bassa e malinconica. Esso ha una superficie censita dì 1621 ettari. — San Possidonio, capoluogo, è una popolosa borgata di circa 1800 abitanti, 5 chilometri ad ovest da Mirandola, sull'incontro di numerose strade, che ne rendono frequentata la località ed attivo il commercio. Ila carattere misto, tra il rurale ed il civile, e possiede una chiesa parrocchiale. dedicata a San Possidonio, vasta e di buon disegno. Alcune ville o parrocchie, e vari gruppi di cascinali sparsi per la campagna completano come frazioni il nucleo di questo Comune.
Il territorio di San Possidonio, bene irrigato e lavorato con molta cura, produce cereali d'ogni specie, foraggi, viti, gelsi, alberi da frutta, canapa ed ortaglie. L'allevamento del bestiame bovino, suino e del pollame è l'industria di maggior sussidio all'agricoltura, alla quale giova pur molto la produzione dei latticini fatta in due caseifici. Altre industrie del luogo sono: due piccole fabbriche di posate in ferro a manico di osso di bue, assai usate e conosciute in tutta la regione emiliana per la loro forma caratteristica, col nome di posate di San Possidonio ; una fabbrica di cordami; due Opifici per la fabbricazione di mobili; un torchio per la estrazione dell'olio di ravizzone e di altri semi oleosi. L'industria casalinga è rappresentata dalla filatura e tessitura della canapa, ma più ancora dalla lavorazione ilei truciolo.
Cenno storico. — Si hanno notizie di questo luogo dal periodo comunale; fu terra soggetta all'abbazia di Nonantola, indi a Reggio, poi a Modena e Mirandola. Sullo scorcio del secolo XIV e sul principio del XV fu assai danneggiata dai capitani di ventura, che colle loro bande scorrazzavano per la regione, traendo, soprattutto, i loro mezzi di esistenza dalla rapina e dal saccheggio. Durante queste vicende i terrazzani di San Possidonio si acquistarono fama di fazionari turbolenti, pronti sempre a menar le inani
Uomini illustri. — Tn San Possidonio, nel 1790, da civile ma povera famiglia nacque il sacerdote Giuseppe Andreoli, professore di umanità, uomo di carattere mite e contemplativo, implicato per generosità d'animo e nobiltà di aspirazioni nelle congiure carbonare del 1821 ; imprigionato per ordine della polizia ducale, condotto nel forte di Rubiera e quivi, da un tribunale statario creato dal duca perchè giudicasse a seconda della propria volontà di quelle imputazioni, condannato a morte per decapitazione.