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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mirandola
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   dalle anni francesi, sotto il coniando di Gian Giacomo Trivulzio, detto il gran maresciallo. Per riavere i loro Stati, i Pico si appoggiarono alla politica del papa, il quale, staccatosi allora dalla Lega di Cambrai, aveva iniziata la sua lotta coi Francesi, al grido memorando di: Fuori i barbari. Nel duplice intento di snidare le truppe di Francia da un luogo tanto importante e di avvicinarsi a Ferrara, alla cui conquista soprattutto agognava, Giulio II, nel dicembre 1510, ordina al duca di Urbino, suo nipote e generale delle truppe pontificie, di passare dalla Concordia, ove si teneva, sotto Mirandola e di stringere la città dei Pico con vigoroso assedio. Il clie fu dal duca di Urbino eseguito. La piazza era difesa da Alessandro Trivulzio, nipote del gran maresciallo, con truppe italiane, quat-trocentotrenta francesi e numerose artiglierie. Cominciò tosto il cannoneggiamento da una parte e dall'altra, senza che peraltro si venisse ad una decisione. Il pontefice, che si trovava a Bologna ed a cui sembrava che l'impresa non fosse dal nipote condotta colla voluta energia e sollecitudine, mosse, il dì dopo l'Epifania del 1511, con tutta la sua Corte, pel campo; e, non curando la propria età, la suprema di- Etg. 2Ì. — Mirandola. Monumento a Giovanni Pico
   gnità sacerdotale di cui era nfilla ch:esa di San Francesco,
   rivestito, il freddo rigorosissimo ed il contìnuo cadere della neve, uè il disagio di tutti i prelati e personaggi che erano obbligati a seguirlo, si attenda sotto le mura di Mirandola assumendo ili persona la direzione dell'assedio. Cavalcando continuamente, sotto l'imperversare della neve, fece puntare le batterie, disporre i posti, ordinare le colonne, più sovente di bersaglio colle artiglierie degli assediati. Una grossissima palla in ferro sfondò la sua tenda senza recar offesa nè a lui nè agli astanti, ed egli poi, ritornato da quell'impresa, ne fece dono, come di voto, alla Santa Casa di Loreto, ove tuttavia si conserva. Non per questo il bellicoso pontefice tempra il suo ardore. Egli fa dirigere tutte le artiglierie ad un punto ritenuto phì debole delle mura onde aprirvi una breccia per l'assalto. Il 14 di gennaio la breccia era infatti aperta, ed il durissimo ghiaccio delle fosse assicurava il passaggio degli assalitori. Fu allora che, vedendo inutile ogni resistenza, il Trivulzio venne a patti e capitolò. Mentre si lavorava allo sgombro della barricata che rafforzava