Mirandola
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MANDAMENTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI MIRANDOLA
appartenenti al distiilstto militare di modena
Mandamento di MIRANDOLA (comprende 6 Comuni, con una popol. di 3S.778 ah.). — Il mandamento di Mirandola, dalla legge li formatrice ilei 30 marzo 1890 accresciuto col soppresso mandamento di Concordia, occupa la parte ovest del circondario, che ne è anche la maggiore. Contimi, a nord, colla provincia di Mantova; ad est, col mandamento di Finale Emilia; a sud, col circondario di Modena; ad ovest, ancora con lo stesso e colla provincia di Reggio. E iu perfetta e bassa pianura, bagnata ad ovest dalla Secchia ed irrigata da molti canali ; la percorrono le strade provinciali anzidette Modena-Mantova, Modeua-Ostiglia, nonché le linee ferroviarie sopraindicate colla stessa direttiva. E regione esclusivamente agricola.
Mirandola (13.721 ab.). — Città capoluogo del circondario e del mandamento, sede di tutti gli uffici inerenti. La città di Mirandola è situata a 18 metri sul mare, in aperta pianura, nella parte centrale del circondario, a nord di Modena, da cui dista chilometri 3l,:j8. Ha pianta rotondeggiante, una volta circondata da mura massiccie e da spalti, avanzi delle antiche fortificazioni, che il piccone demolitore ha già abbattuto per il risanamento ed il miglioramento edilizio.
Centro di Mirandola è la sua vasta piazza Grande, quadrilatero vastissimo, oblungo, chiuso per tre lati da edilizi e pressoché aperto sullo sfondo verdeggiante della campagna verso nord.
Il lato sud della piazza Grande è formato dal palazzo del Comune, bell'edificio in istile gotico-lombardo del secolo XV, ricordante, in minori e più modeste proporzioni, altri edilizi consimili che si vedono a Piacenza e Cremona. La fronte, od avancorpo, poggia su di un porticato a diverse arcate, sostenute da belle colonne di marmo. Fu compiuto nel 1468 a spese della nobile donna Giulia Bojardo, vedova di Giovanni Francesco I Pico. Fu di recente ristaurato con sufficiente rispetto per le linee antiche, cosa che non sempre succede nei ristami. Nella stessa piazza va notata la casa della Cassa di Risparmio (tìg. 22), che un tempo fu della famiglia patrizia Bergami, pur questo bell'edilizio 111 istile gotico-lombardo del secolo XV.
Il grandioso edilizio, che forma parte del lato occidentale della piazza Grande, e che ancora oggidì si chiama il Castello, 11011 è che 1111 informe e massiccio avanzo dell'antica dimora dei Pico; nel tempo dello splendore di questa famiglia, una vera reggia, ritrovo di poeti, d'artisti, di letterati. Fu in gran parte distrutto per lo scoppio della polveriera depositata in uno dei torrioni d'angolo e pressoché ripiena di munizioni; la catastrofe avvenne nel 1714. Un'altra parte dell'edifizio fu demolita nel 1786, quando, a scopo di risanamento, si abbassarono le retrostanti mura e si interrarono le fosse d'acqua che prima circondavano da ogni lato la piccola città. A questo castello si dànno origini molto antiche. Vuoisi fosse eretto — ma probabilmente preesisteva già e solo fu ampliato e ristaurato — dalla contessa Matilde, che in Mirandola soggiornò parecchie volte, sia che si recasse nei suoi Stati nel Mantovano, sia che andasse a visitare — il che le accadeva di sovente — l'abbazia di Polirone (San Benedetto Po) da lei fondata. Nel miglior momento della fortuna dei Pico, cioè tra la seconda metà del secolo XV e la prima metà del secolo XVI, il castello di Mirandola fu ampliato ed abbellito co]l'opera di valenti artisti, fra i quali primeggia Giulio Romano, e vanno ricordati il Peranda, il Ronzoni, Matteo e Giacomo Barboni, il Guerrino da Cento ed altri. Il principe Alessandro II Pico vi aveva raccolta una quantità di statue e scolture antiche ili grande pregio. Furono ospiti del castello dei Pico in Mirandola: