Mandamenti c Comuni del Circondario di Modena
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di Modena, che pretendeva averlo avuto in donazione da Pipino re d'Italia, figlio di Carlo Sfaglio. Nel 1033 la Corte di Savignano fu dal vescovo di Modena, Ingone, data in enfiteusi perpetua, insieme a tutti i luoghi di sua pertinenza, al marchese Bonifacio di Toscana, signore di Canossa, padre della contessa Matilde, alla quale in seguito passarono. Morta la contessa, la Curia modenese rivendicò la Corte di Savignano e ne tenne il diretto dominio, mandandovi un proprio presidio; ma quei di Savignano, malcontenti forse del governo vescovile, si diedero, nel 1144, a Bologna. 11 Comune di Modena, più tardi, Subentrando nelle ragioni del proprio vescovo, riprese Savignano e lo conservò lino al 1290, ad onta di replicati tentativi dei Bolognesi per ritoglierlo, il che riesci loro appunto in quell'anno. Salvo brevi alternative, Savignano rimase in dominio del Comune ili Bologna fino al 1388; nel quale anno se ne impossessarono gli Estensi, che andavano per loro conto reintegrando l'antico territorio del Comune di Modena. Nel 1409 il marchese Nicolò III ne infeudò Ug liccio ne dei Contrari ed estintasi poi la discendenza dei Contrari, signori di Vignola, ne furono investiti i Boncompagni ili Sora nel 1577, sotto i quali restò fino al 1790.
Uomini illustri. — Nacque in questo paese quel Bonaventura (la Savignano, che nel 1231 era giudice in Bologna e che nel 1238 dettava giure nello Studio bolognese, acquistandosi fama grandissima.
Coli, elett. Sassuolo — Dioe. Modena — P2, T. e Slr. ferr. a Vignola, Tr. locale.
Spilamberto (4700 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende nella bella e verdeggiante pianura che sta a sinistra del Panaro, nella parte più settentrionale del mandamento, sulla strada provinciale da Modena per Vignola e Zocca. Spilamberto fa stazione sulla ferrovia Vignola-Modena. 11 suo territorio occupa una superficie censita di 2982 ettari ed è, oltreché dal capoluogo, formato da ville e cascinali sparsi per la campagna. — Spilamberto, capoluogo (6 chilometri da Vignola e 70 m. sul mare), è una prosperosa borgata sulla sponda sinistra del Panaro, che si varca sopra ufi nuovo grandioso ponte. Notevole edilizio, sebbene assai deteriorato, di Spilamberto è l'antica rocca dei Rangoni, feudatari del luogo e di altri castelli delle vicinanze. Belli e ben conservati il torrione comunale e l'attigua porta merlata. Belle e grandiose sono pure le chiese parrocchiali, ricche di paramenti e di buoni dipinti e di buona architettura. Spilamberto ha istituzioni benefiche ed educative, fra cui primeggiano il piccolo Ospedale per i poveri e la Cassa di risparmio.
Il territorio di Spilamberto, assai fertile, è irrigato da canali derivati dal Panaro, denominati San Pietro, Diamante e Castellano. E coltivato a cereali di ogni specie, foraggi, viti, gelsi, frutta ed ortaglie. Attivissimo è l'allevamento del bestiame tanto da stalla che da cortile, e notevole è la produzione dei latticini, ottenuta con processi sempre più razionali e moderni dai sei caseifici sparsi per il territorio ; industria pure molto diffusa è la confezione dei prosciutti e l'esportazione all'estero di prodotti agricoli, segnatamente uova. Esistono pure in Spilamberto una fabbrica di polveri piriche, che nel periodo della dominazione estense ebbe maggiore importanza; una fonderia per campane: un brillatoio pel riso; una fabbrica di paste da minestra ed il maggiore stabilimento serico della provincia, cioè una filanda con 108 bacinelle a vapore attive ed impiegante in media giornalmente 189 operaie.
Cenno storico. — Spilamberto è luogo antico, ricordato specialmente per molte vicende guerresche nel periodo comunale ed in quello delle fazioni guelfe e ghibelline e delle guerre tra Intrinseci ed Estrinseci modenesi. Fu dagli Estensi infeudato ai Rangoni, che vi mantennero prerogative feudali fino allo scorcio del secolo XVIII.
Coli, elett. Sassuolo — Dioe. Modena — Ps, T. e Str. lerr.