Mandamenti c Comuni del Circondario di Modena
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carte capitolari modenesi del 991-, un secolo prima della contessa Matilde. Attualmente si sono intrapresi 1 lavori di scrostamento del vetusto tempio, i (piali in gran parte sono già eseguiti e verranno condotti a termine, mercè l'opera attiva del parroco I). Ferdinando Manzini e coll'appoggio del Governo, essendo questo monumento dichiarato nazionale.
Delle altre frazioni del Connine di Guiglia meritano d'essere qui ricordate: Monte-vallaro, luogo storico per il castello fortissimo che i Modenesi, nel secolo XIII, vi tenevano; la Rocchetta, che forse fu la Rocca Guidone, ricordata in antichissimi documenti del periodo comunale, già feudo dei l'io; Montorsello, discreto paese KB 705 abitanti, già uno dei castelli che per il testamento dispettoso di Azzo Vili d'Este passarono in podestà dei Bolognesi, suscitando nuove guerre di questi con Modena; Rocca Malatina, cospicuo paese a 577 metri, in bella posizione, con una notevole chiesa parrocchiale e d'antiche origini. Questo paese ripete il suo nome dalla famiglia dei Malatigni, che lo ebbe in feudo sin dal secolo XII e ne fece edificare il castello, di cui rimangono memorie ed avanzi.
Da Torre Malatigni, per una agevole strada mulattiera, si fa l'escursione a Sassi della rocca, massi dirupati e tagliati sii parte a picco, che si elevano sulle basse pendici degli affluenti dell'alto Panaro, a più di 300 metri, divisi in tre granili monoliti di arenaria del miocene medio. In tutte le montagne modenesi è forse questo l'unico punto che richiami un paesaggio alpino, ben inteso in miniatura.
Il territorio di Guiglia è considerato fra i più ubertosi della provincia di Modena : vi si coltivano cereali d'ogni specie, foraggi, viti, frutta, castagne ed ortaggi. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile è l'industria di maggior sussidio all'agricoltura.
Cenno storico. — Le prime notizie scritte che si hanno intorno a Guiglia (Willia) datano dall'S90; masi hanno ragioni per assegnare al luogo una maggiore antichità. Fino al principio del secolo XIV fu soggetta sempre a Modena, quantunque i Bolognesi tentassero più volte d'impadronirsene, il che venne lor fatto nel 1300. Nel 1324-Guiglia fu occupata dalle truppe di Venanzio Landò, capitano guelfo al soldo ora della Chiesa, ora ilei marchesi d'Este signori di Ferrara. Nel 1354, ribellatasi al governo di Aldobrandino d'Este, Guiglia si diede ai Visconti di Milano; ma sul principio del secolo XV è di nuovo in podestà degli Estensi, dappoiché, nel 1405, Nicolò III d'Este, marchese di Ferrara e di Modena, la concedè in feudo a Maria Alberto e Giovanili Galeazzo Pio, signori di Carpi. Questa famiglia fu spogliata dall'imperatore Carlo V d'ogni Stato nel 1527 e perdette quindi anche la podesteria di Guiglia, che ritornò sotto l'immediato governo degli Estensi. Tra il secolo XV ed il XVIII Guiglia subì varie infeudazioni passando dagli Aldrovandi, ai Pepoli, ai Montecuccoli, che vi si mantennero fino alla soppressione delle prerogative feudali, decretata, nel 1790, dalla Repubblica Cispadana.
Uomini illustri. — Fra t suoi figli illustri Guiglia ricorda Bertuccio di Guiglia, celebre condottiero di truppe, morto nel 1326; Giacomo di Guiglia, che fu celebre orafo alla Corte ducale di Milano, morto nel 1499; e Tommaso Serra, pubblico lettore di legge nello Studio bolognese dal 1633 al 1640.
Coli, elett. Sassuolo — Dioc. Modena — Ps e T. locali, Str. ferr. a Vignola.
Marano sul Panaro (2439 ab.). — Questo Comune si stende sulla riva sinistra del Panaro, fra pittoresche colline al sud-ovest di Vignola. Ha una superficie censita di 1690 ettari ed è formato dalle frazioni di Marano, Denzano, Villabianca ed altre località di minor conto. — Marano, capoluogo del Comune (chilometri 4 circa da Vignola e 210 in. sul mare), è un mediocre paese di carattere rurale, non privo però di edilizi civili e moderni sorgente in collina sulla sinistra del Panaro. ALI'infuori della chiesa parrocchiale, di qualche pregio architettonico, nulla di notevole liavvi in questo