Mandamenti e Comuni del Circondario dì Modena
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antico edilizio, sebbene assai deteriorati, serbano, come quelli più sopra ricordati della chiesa, l'impronta dei Dossi.
Una nuova chiesa di stile gotico, costruita per oblazioni ed offerte di privati, sorse recentemente nel centro del paese: è un edilizio stupendo per forma, grandezza e bellezza di stile. In esso sarà collocato il quadro del compianto Muzzìoli rappresentante San Genesi% opera insigne e pregevole.
Frazione importante del Comune di Castelvetro di Modena è il paese di Levizzano lungo il torrentello Nìzzola, in posizione elevata (224 111.) ed amena per le belle alture che lo circondano. Conta 2462 abitanti ed è dì carattere misto tra il rurale ed il civile. Di questo paese si hanno memorie in un documento dell'anno 890. Fu soggetto alla Curia di Modena e feudo dei Savignani e poscia (lei Rango®! Tra Levizzano ed il paesello di Peloni è da osservarsi l'oratorio ili San Michele, edilizio antichissimo, forse anteriore al mille o di poco posteriore, condotto in istile perfettamente romanico o lombardo; notevole specialmente per gli ornati dell'arco sovrapposti, condotti con qualche intenzione artistica, sebbene con primitiva ingenuità. — Altre piccole frazioni sono: San Domenico, Olive, Sobillano e numerosi cascinali sparsi per la campagna.
11 Comune dì Castelvetro è dotato d'istituzioni benefiche amministrate dalla locale Congregazione di carità, con un patrimonio complessivo di oltre 30.000 lire.
Il territorio di Castelvetro, magnificamente esposto e coltivato con grande cura, produce cereali d'ogni specie, foraggi, viti, gelsi, frutta ed ortaglie. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile è industria fiorente del luogo, ove è pure importante la produzione dei latticini esercita in sette caseifici. Solivi pure due fabbriche di paste da minestra, un opificio per la costruzione dei mobili e due fornaci a fuoco continuo per laterizi. Molto estesa è pure la confezione dei salumi.
Cenno storico. — Castelvetro appartiene alla zona delle te tremare di collina, occupata dai primitivi abitatori di questa regione. Il nome di questo paese, Castrimi vetus, appare per la prima volta nella storia in un documento nonantolano dell'anno 789. Sul principio del secolo XI Rodolfo, abate di Nonantola, investisce a titolo d'enfiteusi del feudo di Castelvetro il marchese Bonifacio di Toscana, padre della contessa Matilde. Alla morte di questi, nel 1115 gli succedono gli abati di Nonantola, nella cui potestà il feudo di Castrum vetus era ritornato in in vestizione a Boccafava; nel secolo XIII Castelvetro è nella giurisdizione del Comune di Modena. Nel 1326 fu occupato da Venanzio Landò, capitano dell'armata della Chiesa, in rotta col Connine di Modena. Nel 1330 il cardinale-legato in Bologna, Bertrando del Poggetto, concede Castelvetro in feudo a .Iacopino Rangoni, ì discendenti del quale tennero il luogo lino a che, nel 1796, non venne la rivoluzione francese a sopprimere tutti i titoli ed i diritti feudali. I Rangoni, specie durante il secolo XVI, tennero in Castelvetro splendida Corte, ch'era convegno di artisti, di poeti, di letterati e (li uomini illustri. Quivi si rifugiò e trovò benevola ospitalità Torquato Tasso, allorché fu costretto a fuggire da Bologna per certi scritti contro i dottori dello Studio, che gli avevano attirato sulle spalle un processo minacciante di finir male per il poeta se questi non era più che sollecito a cambiare aria. — Il terremoto del 5 giugno 1501, che devastò tanta parte della regione modenese, fece crollare a metà l'antica rocca di Castelvetro e parte della chiesa parrocchiale. L'altra metà della rocca si dovette demolire l'anno appresso.
Uomini illustri. — Di questo luogo era oriundo il celebre letterato, critico, poeta e filosofo Lodovico di Castelvetro, emulo del Caro, perseguitato dalla Inquisizione e morto profugo a Chiavenna, ove se ne conserva tuttora memoria. Fra i contemporanei illustri nacquero a Levizzano il dotto archeologo e numismatico Celestino Cavedoni, arciprete metropolitano di Modena; il generale Enrico Cialdini, duca di Gaeta (1813) ed il patriota valoroso Giulio Reggia-nini, ch'ebbe parte nei moti del 1821 e del 1831.
Coli, eletl. Sassuolo — Dioc. Nonantola — P2 e T. locali, Str. ferr. nella fraz. Settecani.
94 — u l*atrl», voi. Ili, parte 3*.