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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte Terza — Italia Centrale
   ili Modena e, nel 945, sostenne l'assedio di Ugo di Provenza re d'Italia in guerra con Guido vescovo di Modena. Nel 1109 fu ospite di Vignola la celebre contessa Matilde. Durante il periodo comunale fu soggetta al Comune di Modena, al quale i Bolognesi la tolsero nel 1228. Nel 1229 i Modenesi tornarono e poterono riavere Vignola, però non per molto, poiché nella seconda metà del secolo XIII Vignola appare già feudo della famiglia dei Grassoni e, nel 133G, degli Estensi. Nel 139G Giovanni da Barbiano, celebre capitano di ventura al soldo di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano, assediò Vignola, se ne impadronì per sorpresa e la tenne fino al 1339, nel quale anno il marchese Nicolò III, coll'aiuto dei Bolognesi, potè riprenderla, dandola poscia in feudo e custodia ad Uguccione dei Contrari, che iu quella ed in altre guerre lo aveva valorosamente servito. I Contrari, salvo un breve intermezzo di nove anni, nei quali Vignola fu dal pontefice Leone X concessa in feudo ai Rangoni, ebbero il dominio feudale fino al 1577, nel quale anno venne infeudata alla famiglia dei Boncompagni duchi di Sora, che mantennero le prerogative di signori di Vignola fino allo scorcio del secolo passato, continuando poi a portarne il nome, col titolo di marchesi. Abolite le dominazioni feudali — per quanto pressoché nominali, sempre odiose — Vignola passò nella diretta giurisdizione di Modena, di cui dalla fine del secolo XVIII ai giorni nostri seguì sempre le vicende.
   Uomini illustri. — Vignola ha il vanto d'essere stata la culla d'un grande artista del nostro secolo d'oro, Jacopo Barozzi detto il Vignala, e del grande ristauratore degli studi e delle ricerche storiche in Italia, Lodovico Antonio Muratori. I nomi del grande architetto e del sommo storico vignolese sono troppo in luce nel glorioso patrimonio artistico ed intellettuale della patria, onde crederemmo far torto ai lettori nostri, tessendone qui le biografie. Diremo solo che Jacopo Barozzi nacque in Vignola nel 1507 e morì in Roma nel 1573; e Lodovico Antonio Muratori nacque nel 1672 e morì in Modena nel 1750.
   Coli, elett. Sassuolo — Dioe. Modena — P2, T., Str. ferr. e Tr.
   Castelvetro dì Modena (7000 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende in pianura e sulle prime colline a ponente di Vignola, in posizione quant'altra mai pittoresca? e verdeggiante. Esso ha una superficie censita di 5780 ettari ed è assai frazionato. — Castelvetro, capoluogo e titolare del Comune (6 chilometri da Vignola e 119 ni. sul mare), è un grosso borgo di 2262 abitanti, di carattere misto tra il civile ed il rurale, nel quale sono specialmente notevoli la chiesa parrocchiale e l'antico palazzo che fu dei Rangoni, per lungo corso di tempo feudatari del luogo.
   L'attuale spaziosa chiesa parrocchiale di Castelvetro è un ingrandimento dell'oratorio che già serviva pel castello e del quale rimane un avanzo nella prima cappella a sinistra entrando, consistente in due frammenti di affresco. Uno rappresenta la Madonna col Bambino ignudo, lavoro condotto nella più squisita maniera del 500; l'altro il Martirio di San Pietro, eseguito con quella forza di colorito, quella correttezza di disegno che furono speciali caratteristiche dei ferraresi Dossi. Altri buoni quadri adornano la chiesa parrocchiale di Castelvetro e fra questi va ricordato San Teopompo in atto di battezzare il mago Teona, forte lavoro giovanile del modenese Giovanni Muzzioli, troppo presto rapito all'arte italiana.
   L'antico palazzo dei Rangoni, che sorge vicino alla chiesa ed ora serve di canonica e di scuola comunale, ha bellissimi soffitti iu legno scolpito, con dipinti, fregi ed alte cornici giranti intorno alle pareti. Sono tutti lavori condotti col migliore stile del Rinascimento italiano. Si vuole che tali dipinti siano opera dello Scaccieri, pittore resosi celebre per questo genere di decorazioni, che lavorava nella prima metà del secolo XVI e che quivi fu forse chiamato ad operare dallo splendido marchese Guido Rangola, signore del luogo. 1 lavori di figura che occupano alcune pareti di questo