Mandamenti c Comuni del Circondario di Modena
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all'ingiro del cratere jiiù di tre ettari di superfìcie, prolungandosi poi in basso in diverse correnti fangose; l'ernzione avvenne con due scoppii successivi, ad un intervallo di circa 10 minuti. Nella giornata si ebbero altre piccole esplosioni senza che nuovi materiali solidi venissero emessi. La temperatura dei materiali eruttati era maggiore di quella che potò essere constatata nel sottosuolo; tuttavia coloro che poterono osservare la località subito dopo l'eruzione avvertirono, scavando attorno al cratere, un senso di calore. Nessuna eruzione ò avvenuta dopo quella del 1835 ed oggi la salsa di Sassuolo è più che altro una pozzanghera melmosa, nella quale il ribollimento prodotto dall'uscita dei gas sotterranei dà indizio dell'esistenza di uno spiraglio profondo. Le salse e le fontanine ardenti che si trovano in varie località dell'Apennino modenese hanno le loro origini nelle argille scagliose, ove i geologi hanno fondato motivo di credere esistano diffusi depositi peti-oleiferi.
Il territorio di Sassuolo, bene irrigato ed attivamente coltivato, è fertilissimo : dà cereali, foraggi, viti, gelsi, alberi da frutta ed ortaglie. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile ò una delle industrie attive di questa regione, ove si producono anche eccellenti latticini in varii caseifici sparsi per il Comune; le altre industrie sono rappresentate da sette fabbriche di pasta da minestra, da un torchio per l'estrazione dell'olio di ravizzone e di noce, da tre fabbriche di liquori, da una filatura di lana meccanica, da una gualchiera, da una conceria di pelli, da due tipografie, da una rinomata fabbrica di ceramiche, da un'officina elettrica, da tre fabbriche di cordami ed altre industrie minori.
Cenno storico. ¦— Sassuolo è luogo antichissimo, che ha sempre avuto importanza anche nella storia di Modena. Fu Comune autonomo, alleato talvolta coi Bolognesi; ma più di sovente coi Modenesi, in favore dei quali lottò replicatamente contro Reggio a cagione delle acque derivate dalla Secchia. Sulla fine del secolo XII Sassuolo passò in feudo della famiglia patrizia della Rosa, che durante tutto il secolo XIII ed il XIV ebbe parte primeggiante nei rivolgimenti fazionari, dai quali l'agro modenese e la città stessa furono turbati. Nel 1117 Sassuolo passò in podestà di Nicolò III, marchese d'Este e signore di Modena e di Ferrara. Nel 1500 il duca Ercole I diede Sassuolo in feudo alla famiglia rio di Carpi, che lo conservò fino al 1599. Dopo passò in dominio diretto degli Estensi, che vi mandarono un governatore nobile come reggente.
Sassuolo ebbe statuti proprii, raccolti in codici latini nel 1561 e volgarizzati nell'anno susseguente. Ebbe sempre giurisdizione su Montegibbio, che pur si resse lungamente con statuti proprii esistenti fin dal secolo XIV.
Coli, elett. Sassuolo — Dioc. Reggio Emilia — P3, T. a Str. ferr.
Fiorano Modenese (3537 ab.). — Questo Comune si stende sulle falde delle colline ed è per positura e per la ridente vegetazione che lo circonda uno dei luoghi più ameni e celebrati del Modenese. Esso consta dello seguenti importanti frazioni : Fiorano, Spezzano e Nirano, e misura una superficie censita di 2266 ettari. — Fiorano, capoluogo del Comune (2 chilometri da Sassuolo e 115 m. sul mare), è un bellissimo paese di 2013 abitanti, costituito per la maggior parte di edifizi moderni o rimodernati di civile apparenza. Notevole per importanza ed antichità è la chiesa arcipretale di San Giovanni Battista, già menzionata in documenti della Curia modenese del secolo XIII e dipendente dall'antichissima e celebre pieve di Torre Maina.
Ma l'edifizio di maggior importanza in Fiorano è il santuario della Madonna sorgente sulla sommità del colle (154 in.), ili modo da dominare Sassuolo e la sottostante pianura, a breve distanza dal paese. Dove ora sorge il santuario della Madonna di Fiorano, sorgeva nel medioevo l'antica rocca del luogo, oggetto di fazioni guerresche. Sopra alla porta, del castello era dipinta da tempo antico una Madonna, rimasta incolume in un incendio a cui quella parte del castello andò soggetta. Ciò bastò per far nascere
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