Mandamenti c Comuni del Circondario di Modena
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dirige a Pavullo e di là al valico dell'Abetone ; e la strada interprovinciale delle Radici, che staccandosi dalla precedente a Formigine, si dirige a Sassuolo e di là, passando sul bel ponte della Secchia, al passo delle Radici, mettente il Modenese in comunicazione colla Garfagnana. Ottime strade comunali congiungono Sassuolo e gli altri Comuni del mandamento colle numerose ed importanti loro frazioni e coi Comuni limitrofi. Sassuolo è unito da due linee ferroviarie economiche con Modena e con Reggio.
11 mandamento di Sassuolo è plaga intensamente agricola, nella quale, insieme a tutte le coltivazioni proprie della pianura modenese, prosperano le coltivazioni ed i metodi più adatti alla collina, specie per le frutta, gli ortaggi e le vili.
Sassuolo (7710 ab.).—Il territorio di questo cospicuo Comune— capoluogo de! mandamento — si stende sulla sponda destra della Secchia, che di fronte a Sassuolo ha larghissimo letto, nell'altipiano modenese, ch'è alle falde della prima zona collinosa dell'Apeimmo. Esso ha un'estensione censita di 2163 ettari ed è alquanto frazionato. — Sassuolo, capoluogo del Comune (16 chilometri da Modena e 123 in. sul mare), è la più grossa e ridente borgata della regione preapenninica modenese, con oltre 5500 abitanti, ed ha l'aspetto d'una piccola, vivace, industriosa città. È tagliata da vie per lo più rettilinee, selciate, pulite, ben tenute, fiancheggiate da edilizi in gran parte civili, moderni, di buonissimo aspetto, talvolta con porticato, tal altra senza, il che dà alla borgata un aspetto arioso ed allegro che non sempre si r iscontra nelle città e borgate emiliane. Due belle ed ampie piazze possiede Sassuolo, l'uria, contornata da porticati, è più specialmente destinata a mercato; l'altra, aprentesi davanti alla chiesa arci-pret.ale, edifizio di bella architettura del secolo XVII. Su questa piazza sorge un obelisco ili granito eretto durante la dominazione dei Pio nel 1591. La borgata possiede altre chiese non prive di valore architettonico. L'edifizio più importante di Sassuolo, di carattere veramente monumentale, è l'antica villa Ducale, diventata, dopo il 1789, di proprietà privata» Sorse per volontà del duca Francesco I nel luogo ove prima era la rocca di Sassuolo, che aveva resistito alle più fortunose vicende durante il periodo medioevale e signorile. Ne fu architetto Bartolomeo Avanzini, romano, che chiamato dallo stesso duca, lavorava in Modena alla costruzione del palazzo Ducale. Tanto nell'uno che nell'altro dei due edilizi è facile anche al meno acuto osservatore rilevare la comune paternità. Nel palazzo Ducale di Modena domina è vero la linea maestosa, imponente ; nel palazzo o villa di Sassuolo si riscontrano gli stessi elementi artistici, ma illeggiadriti, in conformità all'uso a cui l'edilizio era destinato e ridotti a minori proporzioni. Il corpo principale dell'antica villa Ducale consta di una fronte con padiglione centrale e di due torri minori all'estremità od ali, forse un ricordo dell'antico castello. Maestoso è l'atrio adorno di statue colossali a soggetto mitologico.
Al piano Mobile di questo palazzo havvi un ampio loggiato, o galleria, dipinto da Giovanni Boulanger, nato a Troyes in Francia e pittore alla Corte estense in Modena, ove visse lungamente e morì nel 1666. Il Boulanger poco ha delle caratteristiche dei pittori francesi del suo tempo e nulla ha assorbito dai grandi esempi della scuola italiana del secolo XVI che gli stavano davanti. Ila una certa leggiadria superficiale di colorito e di fattura; ma è privo della profondità intuitiva e suggestiva della grand'arte italiana, e manca di quella raffinata eleganza che distingue l'arte francese dì questo periodo. Questa galleria della villa di Sassuolo, nella quale dipinse le Storie di Bacco ed altre cose mitologiche, è uno dei migliori saggi dell'opera sua, non privo d'interesse per gli studiosi d'arte. Intorno alla villa Ducale di Sassuolo era ed è tuttavia un grande parco cintato, che dall'estremità occidentale del paese ove la villa sorge si stende fin sulla sponda della Secchia. Quivi l'Avanzini eostrusse fontane e vasche, fece collocare statue, obelischi ed altri consimili ornamenti, dei quali taluno esiste ancora, gli altri vennero trasformati od abbattuti pel mutato gusto dei tempi ed il capriccio dei successivi proprietari.